Tom Clancy's HAWX – Provato  11

Tom Clancy si espande nei cieli con un nuovo simulatore bellico basato sugli aerei, diamo un'occhiata a cosa ci attende in Tom Clancy's HAWX.

Negli anni, la simulazione di volo su console è riuscita a delinearsi come un genere proprio, con caratteristiche ibride tra la tradizionale seriosità dei simulatori veri e propri, appannaggio esclusivo dei PC e della loro moltitudine di comandi possibili, e il dinamismo tipico degli sparatutto. Quello che ne deriva è un "simulatore arcade", un compromesso attuato sia per venire incontro alle limitate possibilità di input del controller, sia per poter godere di un minimo di appeal sul pubblico di massa delle console, probabilmente meno propenso a leggere volumi di istruzioni enormi e attendere interminabili minuti di fronte ad uno schermo immutabile in attesa del cambio di "waypoint". Non si tratta però di prodotti semplici o adatti a tutti, perché richiedono comunque una certa dedizione per assimilarne le dinamiche e i pur sempre numerosi comandi necessari: si discostano dall'eccessivo realismo sfrondando i rami più estremi delle simulazioni vere e proprie e introducendo tonnellate di nemici e azione in più, grazie anche ad un arsenale a disposizione che ha veramente poco a che fare con la realtà, ma pur sempre lungi dall'essere dei semplici shootem'up. Non sfugge a questa categorizzazione nemmeno Tom Clancy, che nonostante il suo classico approccio realistico concede con questo HAWX ampi margini alla spettacolarizzazione e al volume di fuoco, tutto a guadagno del divertimento, comunque. Sviluppato dal nuovo team rumeno Ubisoft Bucarest - che sicuramente dimostra di avere dei numeri con questo esordio - il gioco si presenta molto ben confezionato dal punto di vista tecnico, come spesso accade per le produzioni della premiata ditta Tom Clancy, ma anche curato per quanto riguarda il gameplay, proponendosi come rivale diretto, e decisamente minaccioso, dell'intramontabile Ace Combat di Namco Bandai.

Fantapolitica e armi vere

Come si conviene ad un prodotto che si fregia della firma Clancy, HAWX si basa su un solido impianto narrativo, che si rifà alla rigogliosa tematica fantapolitica legata al terrorismo internazionale, terreno sempre fertile per i simulatori bellici. Proprio nel mezzo di una crisi internazionale di proporzioni epiche, si piazza la storia di David Crenshaw, asso dell'aviazione ex-membro del programma segreto statunitense HAWX (High Altitude Warfare X). Passato al soldo di un gruppo militare mercenario, si ritrova di nuovo richiamato in servizio nella sua vecchia squadra per cercare di risolvere il nuovo conflitto. La versione testata non prevedeva ancora la modalità "storia", concentrandosi sulle missioni singole da affrontare in multiplayer cooperativo online o in single player, dunque il quadro complessivo della trama non è ancora ben chiaro, ma a grandi linee si intuisce lo scenario: nel 2012 cresce la tensione tra il governo brasiliano e Las Trinidad, un gruppo sovversivo militante sud americano, fino a sfociare in un confronto armato su larga scala al confine nord del paese. La questione si allarga a macchia d'olio fino a comprendere gli Stati Uniti, mentre Crenshaw si ritroverà a passare dal gruppo mercenario alla sua vecchia squadra del progetto HAWX, per fermare la terribile escalation. Gli appassionati delle serie di Tom Clancy apprezzeranno sicuramente tutte le pieghe della trama e gli intrighi internazionali che spunteranno continuamente nella storia, che trova la sua collocazione nell'universo di riferimento piazzandosi tra Ghost Recon Advanced Warfighter 2 (una delle prime missioni ci vedrà proprio coinvolti nel supporto aereo per la squadra dei "fantasmi" del Capitano Mitchell) e il futuro bellicoso di EndWar. Nel mezzo, c'è spazio per ben 12.000 km quadrati di superficie da sorvolare in varie missioni in giro per il mondo, tra Medio Oriente, Sud America, Caraibi e Stati Uniti.

Highway to the danger zone...

Nonostante la complessa sovrastruttura creata dalla trama e dalle opzioni di gioco, in mezzo all'azione HAWX riesce bene a ricreare lo spirito da "Top Gun" che, diciamolo sinceramente, è ricercato da tutti i videogiocatori che decidono di cimentarsi in un gioco del genere. All'inizio della missione si sceglie il velivolo da utilizzare e l'arsenale da portarsi dietro, stando ovviamente attenti che le caratteristiche di questi siano coerenti con gli obiettivi da portare a termine. Variando questi tra attacchi a terra, supporto aereo a corto o lungo raggio e numerose altre possibilità, è necessarie attuare scelte oculate sia per quanto riguarda la scelta dell'aereo che la selezione delle armi. A tale proposito bisogna evidenziare come il gioco, nonostante si mantenga in linea di massima all'interno dei canoni del genere, sia caratterizzato da una discreta varietà di azioni da compiere e di situazioni diverse in cui ci troviamo all'interno delle missioni: proteggere obiettivi a terra e in volo o eliminare installazioni strategiche volando senza farsi rilevare dai radar, per esempio, si alternano efficacemente alla bieca distruzione di tutti gli obiettivi che ci circondano. Questa caratteristica, insieme ad una buona riproduzione dei dogfight aerei, previene in parte HAWX dalla solita sindrome del "distruggi tutti i quadratini appena compaiono sull'HUD" comune a diverse produzioni analoghe, restituendo invece la sensazione di battaglie coinvolgenti e movimentate, dalle dimensioni impressionanti. Il modello di simulazione adottato per il comportamento degli aerei contribuisce a mantenere il giusto equilibrio tra l'approccio arcade e quello (leggermente) simulativo, rispondendo con alcune reazioni plausibili (stallo e avvitamento) alle manovre più assurde, ma concedendo molto al giocatore, che può esibirsi in evoluzioni altamente spettacolari, nonché seminare distruzione a volontà grazie all'arsenale decisamente più vasto di quanto possa essere mai possibile nella realtà. Le missioni vengono solitamente affrontate a squadre, con i "wingmen" che, nel caso non siano presenti altri giocatori per il multiplayer, vengono gestiti dall'intelligenza artificiale e possono essere guidati con semplici ordini in formazioni difensive o d'attacco.

Fotorealismo

Il comparto grafico fa indubbiamente la parte del leone in questa nuova produzione Ubisoft, raggiungendo punte altamente spettacolari grazie anche alle particolari soluzioni adottate per le inquadrature. Le tre "telecamere" di base sono quella esterna dietro all'aereo, quella in "prima persona" e quella all'interno del cockpit (che consente di voltare lo sguardo liberamente dentro alla carlinga), in più gli sviluppatori hanno adottato una particolare soluzione che modifica la dinamica stessa del gioco: disattivando l'"assistenza", si passa ad una visuale contestuale che mostra al centro dello schermo l'obiettivo selezionato, inquadrando dall'esterno, in posizione defilata, il nostro velivolo. Questo, oltre a rappresentare una soluzione spettacolare in determinate situazioni, consente di capire meglio cosa accade intorno all'aereo e di effettuare efficaci manovre evasive in caso di serrati dogfight aerei o missili in arrivo. Certo, si perdono così gran parte delle informazioni spesso indispensabili fornite dall'HUD normale, ma potendo in ogni momento passare da un'inquadratura all'altra siamo in grado di sfruttare i benefici delle diverse impostazioni in ogni situazione. L'aspetto visivo è appagante, proprio come ci si aspetterebbe da un titolo del genere: gli aerei sono ottimamente modellati, grazie anche agli accordi presi da Ubisoft che hanno consentito lo sfruttamento di modelli ufficiali, con nomi, caratteristiche ed equipaggiamenti replicati in maniera estremamente fedele. La ricerca del fotorealismo si ritrova anche nella realizzazione degli scenari: per ottenere risultati convincenti, gli sviluppatori si sono accordati con GeoEye per lo sfruttamento di immagini satellitari, sulle quali sono state costruite le strutture topografiche che fanno da sfondo alle azioni dei velivoli, e il risultato è impressionante, anche a distanza piuttosto ravvicinata grazie alla presenza di numerose strutture tridimensionali sulle superfici. Dal canto suo, l'accompagnamento audio assolve il suo dovere in maniera funzionale, con buoni effetti sonori e dialoghi ovviamente un po' stereotipati.
In definitiva, l'unico dubbio che si profila per il gioco è legato alla struttura stessa del genere, che può annoiare in tempi brevi chi non è appassionato, ma c'è da dire che HAWX fa il possibile per farsi apprezzare, con il dinamismo delle battaglie e l'ottima realizzazione tecnica. Per quanto è stato possibile provare, la nuova produzione Ubisoft ha le carte in regola per stabilirsi come nuovo paradigma del genere (a dire il vero ancora poco popolato) sulle attuali console.