Tom Clancy's Rainbow Six: Vegas 2Tom Clancy's Rainbow Six: Vegas 2 - Provato 

Gli uomini di Tom Clancy tornano in azione nella città del vizio per mettere finalmente fine agli attacchi terroristici. Troveranno finalmente anche il tempo per farsi una giocata?

Rispetto al primo capitolo, più che i numeri, 11 nuove armi, 13 mappe multiplayer e due modalità di gioco inedite, a colpire sono gli sforzi profusi per ampliare e migliorare la parte relativa alla personalizzazione del personaggio. In estrema sintesi è possibile dire che Rainbow Six "risente" di quanto visto recentemente in Call of Duty 4.

Esperienza, ovvero come si diventa un a.s.s.o. del colpo alla testa

Oltre le molte opzioni in cui è possibile "vestire" il proprio alter ego, scegliendo tra una pletora di oggetti (anche da sbloccare ovviamente) per testa, braccia, spalle, torso e gambe, è del tutto nuovo il modo in cui i ragazzi di Ubi Soft hanno reso decisamente più intrigante l'accumulo e l'utilizzo dei punti esperienza. Quest'ultima si guadagna semplicemente uccidendo i nemici, ma il modo in cui lo si fa aumenta la quantità dei punti ottenuti. Qui entra in campo il sistema A.C.E.S., acronimo di Advanced Combat Enhancement Specialization, ovvero come specializzare il nostro personaggio. Tre sono le skill, le abilità in cui il nostro eroe può crescere. La prima, precisione, si ottiene uccidendo i nemici con colpi alla testa, dalla distanza o mentre stanno usando funi. La seconda, combattimento ravvicinato, è relativa al colpire gli avversari sparando alla cieca, da vicino o dopo averli storditi con le flash bang. L'ultima, assalto, la si ottiene facendo fuori i terroristi al coperto mediante esplosivi, granate o C4 che sia. Salendo di livello, il gioco ci premia con nuove armi (specifiche per ogni classe) e punti esperienza. Ovviamente chi gioca potrà decidere quale abilità privilegiare, oppure tentare uno sviluppo omogeneo delle tre classi. L'esperienza guadagnata serve poi anche a salire di grado. Quest'ultimo non fornisce armi, ma aumenta l'equipaggiamento e di conseguenza il vestiario disponibile.

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Esperienza, ovvero come si diventa un a.s.s.o. del colpo alla testa

Agli amanti del gioco on line farà piacere sapere che quanto guadagnato, quanto sbloccato nella campagna single player potrà essere utilizzato nelle partite multiplayer, senza necessariamente partire da zero. Alla stessa maniera, potrà non far piacere sapere che è possibile affrontare la campagna principale in modalità cooperativa solo in due giocatori, ma questa volta si potrà entrare e uscire a partita in corso quando si vuole, senza che vengano inficiate la storia e le meccaniche di gioco alla base del titolo. Gli achievements tipici della console Microsoft sono stati qui tradotti in Trofei, di tanto in tanto quindi appariranno dei piccoli cartelli che informano il giocatore di "averne vinto" uno. Ovviamente la maggior parte di essi sono relativi alle partite multiplayer, ma un buon numero di essi possono essere sbloccati anche in singolo.

Titolo nuovo, vecchia grafica

Tornando a bomba (a mano) sul gioco, le due missioni giocate hanno restituito il feeling classico del primo Vegas. Tutto è rimasto invariato, il gioco delle coperture e del fuoco di soppressione/copertura funzione alla grande, così come l'intelligenza artificiale dei nemici. L'unica nota di rilievo è l'inclusione della corsa, molto utile per scattare dietro un riparo o per allontanarci da una granata troppo invadente. Quest'ultima ha però solo valenza difensiva visto che è impossibile fare fuoco mentre si sta correndo. Come già scritto è stato possibile provare solo due livelli. La missione di apertura sui Pirenei, rispetto alla missione iniziale messicana del primo episodio, è di minor impatto, piuttosto lineare, e con pochi "punti caldi", e vista anche la sua brevità, sembra fungere da tutorial al gioco. Con la seconda invece le cose si fanno serie, e scegliendo il giusto livello di difficoltà si giocherà sempre col cuore in gola, mettendo duramente alla prova la propria abilità e il proprio sangue freddo.
L'ottimo level design inoltre, si fa apprezzare per la buona varietà di ambienti che offrono soluzioni tattiche molto varie: il salone delle slot machine e la breve, ma intensa sparatoria nel garage, sono degli ottimi esempi di quello che aspetta il giocatore più avanti.

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Titolo nuovo, vecchia grafica

Graficamente non sono stati apportati miglioramenti tangibili. L'unreal Engine utilizzato, sebbene faccia egregiamente il suo lavoro, non regge il passo con le ultime grosse produzioni. Le texture utilizzate alternano superfici di grande qualità ad altre realizzate con meno cura, lo stesso problema del primo capitolo insomma. Sembrano invece migliorati i modelli delle armi e degli uomini del team Rainbow, così come alcuni effetti speciali. Nota di merito invece per la (parziale) distruttibilità dell'ambiente, con alcune coperture che si sbriciolano durante le sparatorie, un buon motivo per utilizzare la nuova corsa quindi.
Tom Clancy's Rainbow Six Vegas 2 ha tutte le carte in regola per bissare il successo del predecessore: un nuovo ed intrigante sistema di esperienza, più armi, più mappe e un nuovo co-op, molto insomma per un sequel che non aveva necessariamente bisogno di stravolgimenti. A breve verificheremo se quanto di buono si è potuto apprezzare in sede di hands on, troverà riscontro nella versione finale del titolo dei ragazzi di Ubi Soft.

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