Too HumanToo Human - Provato 

Torniamo a provare Too Human, atteso titolo di Microsoft e Silikon Knights. Il 29 Agosto s'avvicina!

Il Report dalla Game Developer COnference di Febbraio 2008

Scendere in campo

Arrivati al menù principale e selezionata la campagna per il singolo giocatore, viene chiesto di decidere quale tra i cinque modelli di alter ego disponibili si preferisce impersonare. Se il Champion è il classico tuttofare in grado di cavarsela in ogni campo senza primeggiare in nessuno, Commando, Berserk e Defender spiccano rispettivamente per quanto riguarda danno a distanza, corpo a corpo e capacità di subire enormi quantità di punti ferita. Unica eccezione a questo schema decisamente conservatore è il BioEngeneer, specializzato nell'uso delle armature ed in grado di curarsi in modo autonomo.
Vestiti i panni dell'eroe di turno, il primo livello vede il giocatore all'interno dei corridoi di un enorme palazzo, tra colonne abbattute, cumuli di pietre e superfici dalle ricche ma oramai sbiadite finiture. In questo contesto così volutamente freddo e senza speranza, i primi nemici aggrediscono il giocatore con ferocia, lasciando pochissimi secondi per prendere le distanze con un sistema di controllo che punta chiaramente sulla semplicità di apprendimento: la leva analogica sinistra è incaricata dei movimenti mentre con la destra si indirizzano gli attacchi, siano essi portati con armi da taglio o con fucili ed affini, lasciando che la loro alternanza sia gestita dai grilletti posteriori. Automatiche invece le telecamere, per le quali si può solo selezionare tra una serie di distanze fisse, più o meno vicine alle spalle e quindi in grado di soddisfare tanto l'amante degli scontri a testa bassa, quanto coloro hanno piacere a conoscere ogni singolo elemento che li circonda.
Per farsi un'idea più approfondita di come si dipanano le diverse sessioni di gioco, è stata inoltre mostrata una breve finestra su un livello avanzato dove un Berserker era intento a ripulire un'area leggermente più vasta, non evidenziando però particolari cambiamenti nell'effettiva profondità delle situazioni offerte.
Come quasi sempre accade per i titoli dalla marcata inclinazione action, una serie di nemici di semplice eliminazione riempiono ogni angolo delle mappe e porgono il fianco all'esecuzione di mosse spettacolari, lasciando che siano i più rari boss o presunti tali a dare un'effettiva impennata al tasso di difficoltà. Nello specifico un grande robot con tanto di martello ha rappresentato un ostacolo non insormontabile ma comunque ben studiato, con diverse aree del corpo da colpire ed una piccola sequenza in stile quick time event, subordinata all'esecuzione del colpo di grazia.

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Possibilità di scelta

A distinguere Too Human dalle molte altre produzioni che seguono gli stessi binari, ci pensano una serie di opzioni volte all'introduzione della parte più tipicamente tratta dai giochi di ruolo. Ad ogni avversario abbattuto viene accumulata esperienza, così da scalare i livelli e guadagnare nuovi punti spendibili per acquisire o potenziare le abilità; queste ultime sono raccolte in una struttura a più percorsi che permette di avere una totale libertà di scelta, concedendo di personalizzare al massimo ogni minimo dettaglio della propria esperienza.
Non mancano le parti dell'equipaggiamento – testa, busto, guanti, spalle, gambe e piedi – e moltissime armi, da raccogliere o ricevere in premio ed in grado di accrescere gli status personali. Non è chiaro come la progressione lineare dei livelli si concili con la raccolta di questi pezzi, senza che divenga una sequenza di passaggi precalcolati, ma in tal senso il lavoro da svolgere sarà piuttosto impegnativo e il risultato valutabile solo in sede di recensione.
Presenti anche delle rune, combinabili tra loro in modo da unirne gli effetti ed avere nuovi poteri unici, così come interessante è l'introduzione di un'area in cui incontrare i mercanti, stringere affari e gestire le proprie risorse.
Una serie di elementi che non pare possano sconvolgere l'impostazione di base, ma toccarla e farne cambiare alcune sfumature così da rendere il prodotto finito diverso dalla concorrenza quel tanto che basta da mettersi in mostra.

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Narrativa ago della bilancia, tecnica con il fiato in sospeso

Poche volte capita di sentire il racconto della trama come un elemento dal peso decisivo nel decidere le sorti di un titolo. È questo però il caso di Too Human, in cui la quantità di sequenze video è davvero notevole almeno nella prima parte dell'avventura, quella più abbondantemente mostrata.
I flashback si susseguono e si sovrappongo per poi lasciar spazio alla visita del cyberspazio, un'area ultraterrena in cui muoversi in ambienti diversi da quelli reali, vedere il personaggio evolversi ed acquisire nuovi poteri. Questa struttura rischia di frazionare eccessivamente l'azione, confondendo contemporaneamente l'utente che si muove avanti e indietro nel tempo, tra il mondo reale e quello virtuale.
Visivamente il lavoro fatto è di difficile catalogazione, con molti elementi di pregio ed altrettanti non ancora al massimo delle potenzialità consentite. Se quindi artisticamente l'unione di culture lontane nel tempo, una glaciazione ad imbiancare il pianeta e la più avanzata tecnologia, convincono senza riserve, diverse magagne con le collisioni ed un frame rate non straordinari lasciano con l'amaro in bocca, facendo sperare in miglioramenti futuri.
Tirando le somme di quanto visto e provato, i lunghissimi spostamenti della data d'uscita – che ad oggi non è ancora stata confermata – sono da ricercarsi nell'ambizione di unire molti elementi diversi in un solo lavoro omogeneo, che pur con diverse incognite sembra avere una sua validità. Con ogni probabilità ci sarà comunque dato modo di riparlarne, magari in occasione del rilascio della recentemente confermata demo.

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