Il violentissimo Ultimate Fighting Championship fa la sua comparsa anche su GameCube: calci, pugni, prese, tanti stili di lotta e violenza a volontà in quello che si rivela come un solido picchiaduro sportivo per la console Nintendo!

...Real Fighters, Real Fighting!

Compreso questo spirito, si può dunque cominciare a giocare. Le opzioni sono le classiche, quelle che tutti noi conosciamo: Arcade, Championship, Legend, Tournament, Career, Exhibition e Training, e si può scegliere tra 28 lottatori (più sei da sbloccare), veri militanti dell'UFC e particolareggiati nello stile e nella biografia.
L'Arcade, come è facile immaginare, è una serie di incontri casuali contro gli avversari, con una crescente difficoltà. Più interessante il legame tra la modalità Campionato e quella Legend: scelta una classe di peso (dai peso piuma ai combattenti che superano le 205 libbre, per un totale di 5 tipi differenti) e un combattente, si svolgono cinque incontri e, vincendoli, si ottiene la cintura d'argento (relativa a quella classe e al lottatore selezionato). Per ottenere la cintura d'oro, si deve a questo punto affrontare il Legend Mode con lo stesso combattente per, stavolta, sette incontri. Da non sottovalutare, soprattutto per il multiplayer, il Tournament: fino a otto giocatori (anche umani) possono partecipare sfidandosi nei classici incontri diretti. Immaginate ora di avere otto amici (ma ne bastano anche meno), magari ognuno con il lottatore "fai da te", con cui sfidarsi in campionati all'ultimo sangue! Senza dubbio una prospettiva esaltante!
Ma, ed è persino inutile dirlo, il fulcro del gioco corrisponde alla modalità Carriera. Innanzitutto avrete la possibilità, come si può evincere dal discorso precedente, di crearvi un combattente: nome, cognome (e/o soprannome), età, peso, corpo, faccia, vestito (anche se è un eufemismo parlare di "vestito"... e dalle immagini mi pare chiaro il motivo...) e tutto il resto. Ad essere sinceri questo aspetto poteva forse essere un po' più curato: esistono infatti numerosi giochi in cui quest’aspetto è più particolareggiato e vario, e la brevità della sessione di creazione del personaggio lascia intuire che nel titolo Crave potessero essere aggiunti altri aspetti modificabili. Meno male che, in coerenza con lo stile del gioco, vi è un numero impressionante di discipline sportive, una quarantina circa: dal combattimento di strada, boxe e simili, a stili orientali quali wajutsu i wrestling e kempo. Inspiegabile il fatto di non poter selezionare più discipline, visto che molti veri lottatori ne usano spesso più d'uno (vedi, uno a caso, Victor Belfort che si destreggia tra il jiu-jitsu brasiliano e la classica boxing). Una volta creato il vostro combattente comincerete il percorso di formazione: attraverso 30 livelli di difficoltà vi sono i relativi avversari pronti generosamente a farvi crescere di esperienza malmenandovi. Gli Skill Points corrispondono all'esperienza maturata con la lotta (relativi al vostro comportamento sull'ottagono di gioco e al risultato) e con essi potrete far crescere le varie abilità del vostro uomo nato per combattere (resistenza, velocità, forza...). A mio parere il tutto sarebbe stato più completo se avessero aggiunto anche delle sezioni di allenamento, con il quale arraffare ulteriori punti esperienza: avrebbe dato un po' più di varietà ad una modalità che, comunque, regala soddisfazioni.

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Picchiarsi a Suon di Joypad...

Una volta scelta la modalità, si deve cominciare a picchiare! E come fare?! Quali tastoni del geniale joypad del GameCube bisogna schiacciare per cambiare i connotati facciali dell'avversario?! Con i quattro di destra usate gli arti singolarmente: pugni e calci, sinistri e destri, e a seconda della vostra abilità e dello stile di lotta avrete a disposizione un’abbondante serie di attacchi con varie sequenze di tasti sempre intuitivi e mai esageratamente complessi. Con R potrete eseguire dei controattacchi, mentre con L sarete in difesa. Premendo A e B metterete a terra l'avversario: qui l'incontro vive una fase sì statica, ma concitata e mai semplice, in qualsiasi posizione ci si ritrovi. Infatti è facile incassare o realizzare una serie di devastanti pugni in pieno volto, oppure eseguire una mossa che paralizzi l'avversario: consiglio di usare spesso le prime volte l'opzione per allenarsi, così da prendere la mano con il gioco. Il livello di sfida in genere è abbastanza alto, non tanto per il gioco in sé, ma per lo stile tecnico e realistico di cui è dotato: anche quando si è in vantaggio e si è convinti di avere in pugno la gara, basta poco per subire una serie di pugni in pieno volto o, peggio, avere un attimo di distrazione e ritrovarsi con le spalle a terra rischiando un KO.
Graficamente parlando il titolo Crave offre degli ottimi modelli poligonali: grossi, dettagliati, ricchi di poligoni e dotati di buone textures; i programmatori hanno sfruttato pienamente ciò che offre questo sport, ovvero la presenza di soli due combattenti in una povera arena ottagonale. Le animazioni sono nella media, mentre sono resi bene i pantaloncini attillati con il movimento dei muscoli. C'è invece da far notare che manca l'animazione degli indumenti (anche se in effetti gli unici a poter disporre di routine d’animazione sarebbero i pantaloni corti: tutti gli altri uomini sono in pratica mutandati…) e delle ferite (non è concepibile che dopo tutte quelle botte non vi sia nemmeno un livido), mentre sono discrete quelle del sangue (poco e, comunque, modificabile nelle opzioni) e quelle facciali. Anche se possono sembrare piccoli particolari, messi insieme fanno quel realismo che in un titolo simile è indispensabile; mi riferisco, in modo particolare, alla mancanza delle ferite.
Ben realizzate, anche se non spettacolari, le scene di ingresso dei lottatori, con tanto di annunciatore, arbitro e, fra un round e l'altro, la classica ragazza sculettante che porta il cartello del round successivo e replay delle fasi fondamentali. Tutte queste scene lasciano notare un livello sonoro non particolarmente alto, se si esclude la voce del cronista (anche se a volte si vedono dei difetti di sincronizzazione faccia-voce, comunque trascurabili). Il pubblico è ripetitivo, mentre le voci dei lottatori si limitano ai soliti versi.

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Commento

Innanzitutto bisogna dire che UFC: Throwdown non è certo un titolo per tutti: i combattimenti sono tecnici e, se non si è lesti, possono durare anche pochi secondi. Poi bisogna complimentarsi per la cura con cui sono stati ricreati il clima, lo stile e i lottatori della lega UFC. Dal lato tecnico c'è la brutta sensazione che i programmatori abbiano fatto le cose bene solo per metà: ottimi modelli poligonali accompagnati da animazioni discrete o addirittura mancanti. E, considerando la mole di poligoni effettiva, non credo che il framerate avrebbe subito dei rallentamenti con qualche particolare in più (le già citate ferite, per esempio).
Il gameplay invece è solido: una buona modalità carriera, un avvincente campionato e multiplayer ben sfruttato. I comandi, pur offrendo un buon repertorio di mosse, rimangono comunque sempre intuitivi. Però anche qui gli sviluppatori della Genki lasciano trasparire la loro scarsa fonte di idee: sarebbe bastata qualche trovata originale e un più completo e complesso sistema di creazione del personaggio (opzione non di secondo piano se si vuole ricreare una carriera) per far impennare le quotazioni di UFC: Throwdown. Ma anche se la somma di questi piccoli elementi diminuisce il realismo (molto importante in questo genere), ciò non vuol dire che nel titolo Crave gli appassionati non possano trovare un gioco divertente e coinvolgente, specie quando si malmenano gli amici...

Pro
+ Buona giocabilità
+ Veste grafica più che discreta
+ Multiplayer azzeccato

Contro
- Sonoro insufficiente
- Animazioni a tratti lacunose
- Realismo solo parziale

Tutto ciò è molto Bello... ma Cosa è UFC?!

E' la domanda che mi sono posto pure io: tutti noi abbiamo un’idea, più o meno vaga, del wrestling americano, spesso coincidente con quei "buffoni che si pigliano a sberle" come li definisce un mio saggio amico. Ma UFC è ben altro... Corrisponde a Ultimate Fighting Championship, un avvenimento sportivo che consiste in combattimenti tra atleti di vari sport: si va da discipline come il karate e il jiu- jitsu, fino alla boxe e al wrestling, determinando quale risulti la migliore in un torneo. UFC, che ha tagliato quasi il decimo anno di attività, ha avuto un incremento di successo notevole, grazie soprattutto alla grande varietà di discipline di tutto il mondo che offre al pubblico nei vari eventi. Questo consenso di pubblico ha portato anche ad un episodio videoludico, circa due anni fa, sulla console a 128-bit targata Sega, l'ormai mitico (nel bene e nel male) Dreamcast; il qui presente titolo per GameCube si ripropone dunque, come il predecessore, di essere un gioco di combattimenti realistico: non pensiate di trovare in UFC Throwdown elementi di gioco assurdi, che siano sedie o scale (come invece sono usuali tra i suddetti "buffoni"), o evoluzioni con il joypad per infilare una serie di combo o di spettacolari mosse speciali (vedi i picchiaduro Capcom). La parola d'ordine è...

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