Un giro a Tokyo negli studi di Square Enix  1

Cosa può nascere da una visita agli studi Square Enix? Semplice, quattro chiacchiere con Nomura, la prova dei nuovi Kingdom Hearts per PS2 e GBA e qualche foto sparsa qua e la!

Siamo a Shinjuku, pieno centro di Tokyo. Fa un caldo bestiale, trenta gradi sparati e un’umidità da far paura, e siamo davanti a un mega palazzone, tanto alto quanto anonimo. Da fuori non si vede nulla ma dentro, ad occupare buona parte dei piani, c’è la sede di Square Enix. Sì, proprio dove si sviluppano i vari Final Fantasy e tutte le altre serie che fanno impazzire milioni di videogiocatori di ogni parte del mondo. L’unico posto al mondo dov’è possibile imbattersi in Nobuo Uematsu prendendo l’ascensore o incontrare per i corridoi un indaffarato Tetsuya Nomura e dove in quasi ogni stanza capeggia un dipinto, ovviamente originale, di Yoshitaka Amano (assolutamente strepitoso quello, gigantesco, all’ingresso). Insomma, il sogno di ogni amante degli RPG japan style che, siamo sicuri, sbaverà copiosamente e ci invidierà da morire ammirando le foto che abbiamo scattato per l’occasione.
L’occasione è di quelle speciali: si provano Kingdom Hearts 2 e Kingdom Hearts: Chain of Memories, oltre ad avere la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Tetsuya Nomura, direttore di entrambi i progetti. Cavargli qualche indiscrezione sul nuovo Kingdom Hearts per PlayStation 2 è purtroppo impossibile: al momento non appena si affronta qualche argomento caldo la risposta è un laconico “sarà una sopresa”. Insomma non ci ha voluto dire in quali mondi Disney si svolgerà l’azione, quali personaggi oltre a quelli presenti nella demo compariranno nel gioco né quali saranno le novità sostanziali a livello di gameplay. Ci ha però garantito che le sorprese non mancheranno (come il ruolo di Topolino nell’intera vicenda) e che il gioco svelerà tutti, ma proprio tutti, i misteri lasciati irrisolti dal primo Kingdom Hearts.
Nomura ci ha comunque dato altre informazioni alquanto preziose. Ad esempio che al momento è al lavoro su ben sei progetti diversi contemporaneamente: nessuno su PSP pare (“finchè non abbiamo finito KH2 non ci fanno toccare PSP” – ha scherzato Nomura), un ‘no comment’ a proposito di titoli next generation. Che al momento non ci sono piani per introdurre personaggi Enix nel gioco e che, nonostante gli sia stato proposto da altri colossi di fare un cross over in stile Kingdom Hearts con i propri personaggi, ogni offerta per il momento è stata rifiutata. La collaborazione con Disney continua intanto a gonfie vele. A proposito, lo sapevate che la sede di Disney Japan si trova nello stesso edificio di Square Enix? A dir poco curioso…

Pronti per continuare la full immersion nel mondo di Kingdom Hearts? Eccovi le prove su strada di Kingdom Hearts 2 e Kingdom Hearts: Chain of Memory per GBA. [C]

Un giro a Tokyo negli studi di Square Enix
Tetsuya Nomura

Un giro a Tokyo negli studi di Square Enix
Il poster di Chain of Memories per GBA

Un giro a Tokyo negli studi di Square Enix
Il prossimo OAV Final Fantasy VII: Advent Children

[/C]

La prova: Kingdom Hearts II

Nella visita agli studi Square Enix è stato possibile provare in anteprima (per quanto riguarda la stampa europea) una versione giocabile di Kingdom Hearts II, promettente sequel del primo esperimento che vede la coesione tra i mondi e personaggi Disney con creazioni vecchie e nuove made della softco nipponica, materializzate in un action/jrpg che nella sua prima incarnazione ha venduto oltre quattro milioni di copie in tutto il mondo.
La demo presentava due livelli, ambientati rispettivamente nel Colosseo dell'Olimpo (da Hercules) e nel castello de "La Bella e la Bestia". Basta addentrarsi poco per trovare le prime novità e i primi personaggi: Pietro Gambadilegno, che sembra tramare, assieme ad un Ade bramoso di vendetta, qualcosa di losco, ed Auron, uno dei personaggi più carismatici di Final Fantasy X che, richiamato dal Farplane per sconfiggere Sora e i suoi compagni, sembra invece rivoltarsi ed aiutarli nella loro fuga, preannunciando un ruolo importante nella storia. Gli eventi, narrati un anno dopo le vicende del primo Kingdom Hearts, vedono Sora, Pippo e Paperino ancora una volta insieme, con il primo deciso a ritrovare gli amici scomparsi Kairi e Riku, e con gli altri alla ricerca di Re Topolino, i cui movimenti sono ancora avvolti nel mistero. Le ambientazioni riprendono in parte le stesse già viste nel prequel, ma non mancheranno novità, come ad esempio il mondo di Mulan.
Square Enix ha inoltre dotato il gioco di un nuovo motore grafico, che rende gli ambienti più puliti, alcune migliorie nelle espressioni facciali, e soprattutto effetti particellari più convincenti, che si traducono in esplosioni e magie di fattura più elevata. Passando invece alla struttura di gioco, che ricordiamo vede per la prima volta Tetsuya Nomura nel ruolo di direttore oltre che di chara designer, possiamo subito notare la presenza di diversi nuovi nemici, che vanno ad aggiungersi agli heartless presenti nel primo episodio e che denotano l'intenzione di Square Enix di rendere il gioco più vario possibile. I problemi di telecamera, una delle più grosse critiche ricevute dal prequel, sembrano essere in gran parte risolti: i movimenti automatici sono infatti più reattivi, così come il posizionamento della telecamera alle spalle del giocatore. A questo va aggiunta la possibilità di utilizzare la regolazione manuale della visuale sia in fase esplorativa che di combattimento grazie all'uso del tasto analogico destro, che si rivela più comodo da usare rispetto ai dorsali superiori destro e sinistro, usati per questo scopo nel primo capitolo. Il sistema di combo, non troppo dissimile da quello precedente, sembra però essere velocizzato e più complesso, pur avendo come base comune l'immediatezza e la frenesia. Quando invece ci troveremo in prossimità di uno scrigno oppure di un personaggio non giocante, apparirà un icona, che suggerirà la pressione del tasto rappresentato per compiere l'azione predisposta, in questo caso l'apertura dello scrigno o l'interazione col personaggio. La stessa cosa può accadere in fase di combattimento per alcuni nemici (quelli più minuti o che non possono volare): premendo il tasto triangolo, permetteremo infatti al protagonista principale di compiere un rapido spostamento e posizionarsi alle spalle del nemico, per attaccarlo con più possibilità di far male. La novità non finiscono qui, la più interessante è probabilmente la possibilità per Sora di fondersi con gli altri personaggi e acquisire così maggiore velocità e potenza. Questa fusione può essere raggiunta mediante l'acquisizione di un certo numero di sfere rilasciate dai nemici dopo la loro uccisione, nella demo era possibile ad esempio unire Sora con Pippo e trasformarsi in una versione del primo potenziata, con diverso vestito e velocità e potenza raddoppiate.
La data d'uscita del gioco è ancora molto lontana del tempo (si parla di inverno 2005), però fin da adesso pare che Square Enix abbia ascoltato le critiche subite dal primo episodio ed operato opportune correzioni alla struttura di gioco, senza contare che gli ingredienti per un ottimo sviluppo della trama ci sono davvero tutti.

La prova 2: Kingdom Hearts - Chain of Memories

Oltre a Kingdom Hearts 2 abbiamo avuto modo di provare estensivamente il fratellino più piccolo per GBA, Chains of Memories “Provare” in questo caso è un termine riduttivo, visto che ci siamo letteralmente impossessati dell’SP e della relativa cartuccia finchè non siamo stati in grado di terminare al 100% la demo, tanto ne siamo rimasti soddisfatti. Chains of Memories si svolge nel lasso di tempo che intercorre tra Kingdom Hearts 1 e 2: è un sequel diretto del primo capitolo ma non sarà necessario giocarlo per apprezzare appieno la trama del secondo episodio, visto che, ordine cronologico a parte, si tratterà di un’avventura a se stante. Purtroppo dalla demo, interamente in giapponese, peraltro molto orientata all’azione e con poche sequenze di intermezzo, non siamo riusciti ad evincere ulteriori particolari riguardo alla trama del gioco, ma pare per tutta la gioia dei fans di Final Fantasy 7 che Cloud avrà questa volta un ruolo di maggior rilievo nell’economia della storia.
Nelle sezioni prettamente esplorative Chains of Memories si gioca come un classico adventure con visuale isometrica, condito da combattimenti action ogniqualvolta si entra in contatto con un nemico, ma il sistema offre in entrambe le modalità alcune trovate molto interessanti, introducendo alcune meccaniche mutuate direttamente dai giochi di carte. Nel gioco si possiede infatti un ‘mazzo’ virtuale composto da varie carte, ognuna dotata di poteri particolari. Nelle sezioni esplorative sarà necessario utilizzare le carte per aprire le porte che chiudono l’accesso alle zone che compongono ogni locazione, con la possibilità, utilizzando la carta appropriata, di trarne dei vantaggi, come ad esempio dimezzare il numero o diminuire la potenza dei nemici che si aggirano per l’area appena sbloccata o fermarne i movimenti, in modo da rendere meno rischiosa l’esplorazione. Ovviamente non mancano porte che possono essere aperte solo utilizzando carte particolari, che andranno trovate in locazioni specifiche.
Ancora più profondamente influenzato dalle carte risulta essere il sistema di combattimento che, a dirla tutta, sulle prime non risulta essere proprio intuitivo. Sora può infatti saltare quando vuole, una mossa utile per schivare attacchi o colpire nemici in volo, ma ogni altra azione è subordinata all’uso di una carta. La carta al momento selezionata è visualizzata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo e può essere cambiata premendo o L o R con quella precedente o successiva del mazzo e utilizzata premendo il tasto A, un’azione che port all’eliminazione della carta dal mazzo. E’ possibile poi in ogni momento reintegrare il mazzo di tutte le carte utilizzate tenendo premuto il tasto A per un certo lasso di tempo: inutile dire come ciò lasci Sora immobile in mezzo allo schermo e in balia dei nemici. Facile a dirsi, un po’ più difficile a farsi, visto che il gioco si svolge interamente in real time, l’azione è frenetica e sulle prime è facile confondere carta o trovarsi a corto di carte utili per una semplice distrazione. Ad esempio esaurire le card dell’attacco base è sin troppo facile, e troppo spesso presi dalla foga dell’azione si seleziona e gioca una carta al posto di un’altra, con effetti non sempre piacevoli. Una volta entrati nell’ottica comunque i combattimenti risultano divertenti e curati, ma è necessario applicarsi: abbiamo impiegato quasi una mezz’oretta di tempo per comprendere e sfruttare a fondo le meccaniche di combattimento base, tralasciando le tecniche speciali che consentono di combinare le carte tra loro per ottenere effetti ancor più devastanti o di ‘annullare’ le carte giocate dal nemico rispondendo con carte di valore maggiore con il giusto tempismo. Sconfiggendo i nemici e al termine di ogni combattimento si ottengono particolari sfere, i punti esperienza, e nuove carte da combattimento o da utilizzare per avanzare nel gioco. Salendo di livello è possibile selezionare di volta in volta quale caratteristica di Sora aumentare.
L’aspetto tecnico è perfetto, come d’altronde è lecito aspettarsi da una produzione Square Enix. La grafica è semplicemente stupenda, con sprite enormi, ottimi effetti e personaggi ottimamente caratterizzati ed animati, mentre l’accompagnamento sonoro promette bene, per quanto il limitato numero di motivi audio presenti nella demo non dia certo modo di esprimere un giudizio completo.
Insomma, questo Chains of Memories ci ha fatto una gran buona impressione, per quanto il sistema di combattimento abbia ancora bisogno di una limatina. Chi ha amato il primo Kingdom Hearts inizi a scaldare il GBA…