Underground Vol.11  1

La nostra rubrica si propone l'arduo compito di valutare l'immensa mole di titoli che si muovono nell'underground videoludico, totalmente indipendenti dai grandi publisher e immersi nelle apprezzate formule freeware e shareware.

Editoriale VM.18

Uno studio Inglese ha dimostrato che le videogiocatrici fanno più sesso rispetto alle altre donne. Ma dai? Qualcuno di quelli che legge si è appassionato ai videogiochi perché sono divertenti o perché fanno sognare? Ovviamente noi tutti (parlo di videogiocatori masculi) abbiamo sempre intuito l’appeal erotico di un Super Mario (come si fa a resistere ad un uomo basso, con la panza e con due baffetti del genere… dai, sembra uscito da un film di John Holmes) e il potere “stimolante” di un The Sims 2. Non per niente il gioco di Will Wright è uno dei più venduti della storia. Da quello che so, anche WoW è in grado di regalare una forte carica erotica (quando siete in un'instance e state combattendo contro un boss, fate attenzione alle coppie che scompaiono lasciandovi in braghe di tela). Insomma, è ora di uscire allo scoperto: per noi videogiocare è un mezzo per rimorchiare! Ovviamente non sto scherzando. Se uno dei filmati più visti di YouTube dedicati al Wii si chiama Wii Sex un motivo ci sarà. Pare che anche Puzzle Quest stia regalando parecchie soddisfazioni ai possessori di Nintendo DS: “Caro, sono di 45° livello... non ti attizzo nemmeno un po’?”
Ovviamente ci sono delle controindicazioni. Per prima cosa vanno evitati gli FPS quando la vostra ragazza è in giro semi-nuda per casa. Pare che i fuciloni in primo piano facciano crollare la libido. NON FATELA MAI GIOCARE CON UN DOOM (e cloni) QUALSIASI. Voi dovete essere lo sfogo, non certo un marine spaziale a caccia di demoni o uno scienziato armato di piede di porco. In secondo luogo mostrate sempre indifferenza verso le protagoniste più discinte dei videogiochi. Se venite beccati a giocare a Bloodrayne (1 o 2 conta poco) dissimulate sempre disinteresse per le forme della protagonista e improvvisate: “i videogiochi sono un modo per leggere il reale e per capire dove sta andando la società. Qui non conta la formosità della protagonista ma il gameplay che struttura l’azione e la rende contestuale al m…” ecco, in questo modo lei farà di tutto per azzittirvi.
Da oggi, dunque, sapete bene come riaccendere il vostro rapporto ormai degradato e vittima della quotidianità. Ma no! Niente completini sexy o viaggi esotici! Niente lettere ad un qualche sconosciuto direttore di un rotocalco rosa! Regalatele invece una console e fatela giocare il più possibile! I risultati saranno miracolosi!

di Simone Tagliaferri

Speciale Turrican


Sviluppatore: Vari
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Link ad un sito in cui troverete tutto quello che vi serve per rivivere Turrican - Link ad un altro sito pieno di roba riguardante Turrican
Download del file: T-Starter - Morgul Returns - T4 Funeral - Turrican 3 versione C64 - T2002
Da sapere per giocare al meglio: Un buon joystick vecchio stile aiuta parecchio, ma si riesce a giocare tranquillamente con la tastiera.

Quasi tutti i vecchioni che arrivano dal C64 e dall’Amiga, avranno sicuramente una serie nel cuore: Turrican. Era una calda estate della fine degli anni '80 quando acquistai il primo capitolo di quello che è la migliore serie di platform per C64, esaltato dalle recensioni entusiastiche che lessi sulle riviste dell’epoca. Mi innamorai. Finalmente qualcuno aveva realizzato un Metroid per computer. Ci giocai ripetutamente un mese di fila finendolo numerose volte e passando il tempo a scoprire tutte le vite e i quadrati nascosti nei vari livelli. Ero estasiato dai livelli giganteschi (stiamo parlando del C64), dai boss altrettanto grossi, roba mai vista sullo scatolino di mamma Commodore, dalle armi extra potenziabili e dalla miriade di dettagli che lo caratterizzavano. Ci stupivamo per poco, ma ci stupivamo ancora. Con il passare degli anni sono usciti seguiti e versioni per console, tutte di livello qualitativo molto elevato. Purtroppo Manfred Trenz, il papà della serie, non è mai riuscito a realizzare una versione tridimensionale del gioco: Turrican 3D prima e Tornado poi (quest’ultimo pensato per il solo GameCube) vennero abortiti prima di poter vedere la luce. Per anni noi fan siamo stati orfani di un nuovo Turrican, ma ora è arrivato il momento della riscossa. Alcuni appassionati, infatti, hanno lavorato su versioni amatoriali del gioco realizzando dei piccoli capolavori non ufficiali che riescono a mantenere intatto lo spirito dell’originale. Eccovi dunque una carrellata di varie realizzazioni amatoriali. Ovviamente il materiale trattato potrebbe essere molto di più, ma ho scelto di parlare soltanto dei progetti finiti migliori e di quelli in via di conclusione.
Prima di partire con la carrellata è d’obbligo un’indicazione: scaricate per prima cosa il T-Starter e T2002. Entrambi servono per poter accedere a molto materiale extra e per giocare a Morgul Returns.

T2002

Il primo grosso remake di Turrican portato a termine. Il feeling è quello di Turrican 2 con cui condivide livelli molto simili ma completamente rivisti graficamente. Il livello di difficoltà è decisamente elevato ma non fatevi scoraggiare. Giocandoci capirete anche voi che si tratta di un vero e proprio tributo alla serie da cui cerca di discostarsi il meno possibile.

Speciale Turrican

T4 Funeral

Un altro piccolo gioiello che però tenta di discostarsi di qualche spanna dalla fonte d’ispirazione originale. Si inizia con una fuga da un’astronave in cui si nota subito che lo sprite del protagonista è stato modificato parecchio rispetto a quello classico. I livelli sono tutti originali, anche se non mancano, ovviamente, sezioni simili a quelle del capostipite. La grafica è generalmente più cupa rispetto agli standard dei Turrican, cosa che lo rende visivamente interessante e diverso rispetto agli altri giochi di questo elenco. La difficoltà è ben bilanciata, nonostante tenda a crescere esponenzialmente nei livelli avanzati. L’autore si è impegnato moltissimo anche nel distribuire aree nascoste per i livelli, cosa che rende sempre interessante l’eplorazione (o la riesplorazione). Forse il migliore tra i remake disponibili.

Speciale Turrican

Morgul Returns

Uscito a fine Marzo del 2007, Morgul Returns è un tributo di ottima fattura ma che presenta alcuni alti e bassi. Come il titolo fa intuire ce la dovremo vedere di nuovo con Morgul, la nemesi del primo Turrican. Quanto detto per T2002 vale anche per lui, ma ci sono alcune differenze: in primo luogo i livelli sono originali e non ricalcano quelli dei Turrican commerciali. Molti elementi grafici sono stati rifatti, ma non sempre sono all’altezza degli originali. È comunque un lavoro eccellente che gli appassionati non possono lasciarsi sfuggire (tanto è gratis).

Speciale Turrican

Turrican 3 (versione C64)

Turrican 3 uscì per Amiga e, con il nome di Mega Turrican, per Megadrive. I possessori del C64 rimasero delusi ma era inevitabile: l’epoca degli 8 bit era ormai tramontata e probabilmente una versione dedicata al C64 avrebbe venduto ben poche copie. Gli appassionati, però, sono dei pazzi scriteriati… e cosa ti realizzano più di 10 anni dopo? Ovvio: Turrican 3 per C64. Ovviamente non c’è bisogno di tirare fuori dal cassettone della nonna il vecchio computer sperando che funzioni ancora. Per poter “godere” di questa opera distribuita su tre floppini basterà scaricare un emulatore di C64. Sia il Vice che il CCS64 riescono a far girare il gioco in modo perfetto. Se siete dei nostalgici non potete lasciarvelo scappare. Ah, dimenticavo. Questo Turrican 3 non è una conversione della versione Amiga, ma un titolo completamente nuovo con livelli originali.

Speciale Turrican

Hurricane (preview)

Il progetto più interessante, tra quelli in via di definizione, dedicato a Turrican è sicuramente questo Hurricane dei Poke 53280. Dopo numerosi anni di sviluppo (la demo è uscita nel 2002) pare finalmente che manchi pochissimo alla pubblicazione di quello che si annuncia come un gioco sensazionale: la grafica è completamente rifatta e sfrutta effetti speciali a iosa, i livelli sono originali, sono state introdotte moltissime nuove feature e, insomma, se è bello la metà di quello che sembra, avremo presto tra le mani un capolavoro. Ovviamente questa è soltanto una segnalazione. Quando il gioco completo sarà pubblicato ne riparleremo dedicandogli una recensione all’interno di Underground (forse ce la faranno per il numero 12… chissà).

Speciale Turrican

Varie ed eventuali

Oltre ai progetti completi di cui vi ho parlato sopra, esiste molto altro materiale dedicato a Turrican. La fonte di approvvigionamento principale è il T-Starter che vi permetterà di scaricare alcuni livelli extra e le demo di alcuni progetti in corso d’opera. Interessante, ad esempio, il livello dedicato a Shadow of the Beast, altro classico dell’era 16 bit (in realtà il livello è inguardabile… ma è un tributo simpatico). Da segnalare l’esistenza di un flipper, realizzato con il Visual Pinball, che non è propriamente eccelso ma si lascia giocare.

Speciale Turrican

di Simone Tagliaferri

Bruce Lee


Sviluppatore: Mark Rosten
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Il Sito Ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare

Bruce Lee era un simpatico platform/adventure per C64 in cui nei pantaloni di Bruce Lee bisognava arrivare ad eliminare un tizio grosso e brutto nascosto nelle profondità del suo castello. A mettere i bastoni tra le ruote al nostro eroe c’erano due nemici, un ninja armato di spada e un lottatore di sumo insospettabilmente agile, ed una serie lunghissima di trappole distribuite per tutte le varie schermate fisse che componevano il castello. Non mancavano pulsanti da premere, salti da compiere con precisione millimetrica e combattimenti vari sfruttanti le due mosse a disposizione di Mr Lee. Di remake di questo vecchio classico ce ne sono vari. Quello di questo articolo è una copia perfetta al pixel del gioco originale realizzata in Blitz Basic. Nonostante gli anni trascorsi Bruce Lee si fa apprezzare per l’ingegnosità dei vari livelli e per il fascino retrò che emana da ogni schermata. Certo, per apprezzarlo veramente bisogna essere dei veri appassionati di retrogaming, capaci di sorvolare sugli aspetti più obsoleti del gioco e capaci, soprattutto, di contestualizzarlo apprezzandolo per quello che è stato più che per quello che è. Insomma, Mark Rosten, realizzandolo, si è esercitato nella programmazione mentre noi possiamo rigiocare ad un vecchio classico senza troppi sbattimenti.

Bruce Lee

di Simone Tagliaferri

Mother


Sviluppatore: Massimo "v4ldemar" Pinzaglia
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Sito Ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare

Nel 2005 la rete mondiale collassa creando una crisi mai registrata prima a livello planetario. Internet non è più accessibile, moltissimi servizi diventano inutilizzabili e il Rubbini non riesce più ad attivare il suo spazzolino elettronico che lo saluta prima di metterci sopra il dentifricio. Fortunatamente la razza umana è piena di risorse e dopo qualche anno tutto è di nuovo operativo come ai bei tempi. Dopo l’apocalisse i migliori hacker di tutto il globo si riuniscono in una specie di società segreta che ha come scopo primario quello di preservare la libertà d’informazione. Il gruppo Underground (ma guarda… come questa rubrica. Sarà un segno?) agisce a vari livelli contro le multinazionali e contro quelli che vogliono arrestarne i membri. Voi, nei panni di un nuovo affiliato al gruppo, dovrete impegnarvi nella sacra arte dell’hacking per cercare di venire a capo di alcune missioni delicatissime che vi verranno affidate.
Mother è la sua interfaccia. Come accadeva in Uplink, gioco dalle tematiche similissime a questo, il nostro “lavoro” sarà quello di penetrare nei più importanti server mondiali compiendo di volta in volta diverse operazioni (cancellare file, scaricarli, accedere a dati segreti e altro). Per farcela dovremo acquistare dei software appositi, più o meno potenti a seconda del costo, spendendo i crediti accumulati grazie allo svolgimento delle diverse missioni. Nella nostra attività dovremo tenere conto di diversi fattori: dalla quantità di banda disponibile alla potenza della nostra CPU non in grado di reggere attività troppo complesse. Ovviamente potremo migliorare il nostro sistema acquistando pezzi hardware sempre più potenti.
Il feeling del gioco è veramente eccellente, con la possibilità di collegarsi a chat per ottenere informazioni, con la ricezione di email da parte di vari personaggi e, in sostanza, grazie ad una notevole cura per i dettagli che va sicuramente premiata. Peccato per delle imperfezioni nel dare informazioni al giocatore, che a volte sembra abbandonato a se stesso, e per alcune lungaggini dell’interfaccia che potrebbero sicuramente essere sistemate (ad esempio perché non aggiungere un tasto per disconnettersi tornando immediatamente sulla mappa dei server?).
Altro difetto è rappresentato da una serie di punti morti che possono verificarsi durante una partita: ad esempio seguendo il tutorial ci siamo bloccati perché avevamo acquistato in anticipo un software. Esauriti i crediti e non potendo rivenderlo, siamo stati costretti a ricominciare cancellando un account e creandone uno completamente nuovo. Ovviamente i margini di miglioramento ci sono, visto che la versione del gioco che abbiamo provato è soltanto una beta, ma già così Mother è comunque un ottimo gioco in grado di appassionare per molte ore. Ne riparleremo quando uscirà la versione definitiva.

Mother

di Simone Tagliaferri

Toribash


Sviluppatore: Hampa
Tipo di distribuzione: Shareware
Sito di riferimento: Sito Ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Il sito ufficiale contiene un forum che rappresenta una tappa obbligata per imparare a giocare. Toribash richiede molta pazienza e tanta dedizione prima di poter essere padroneggiato.

Mi maledico da solo per aver scelto questo gioco, costringendomi ad ore di ricerca furiosa sul forum di Toribash per capire come diavolo funziona il perverso meccanismo sul quale poggia l'intero sistema di combattimento. Se vi ricordate, un Tagliaferri intraprendente e addestrato alla ricerca forzata sul web da un Pierpaolo schiavista e oppressore (ahia, no la frusta no ti prego), aveva recensito Rag Doll Kung Fu, un gioco che sfruttava anch’esso le potenzialità di una fisica applicata alle bambole snodabili. In questo senso Toribash è totalmente folle: avrete difatti a disposizione un manichino con tutte le giuntura in bella vista, sulle quali ciccare per dare loro un comando e poi vedere il risultato, che dovrebbe portarvi a darle di santa ragione all’altro manichino disgraziatamente sulla vostra strada, con arti che volano e pittoreschi schizzi di sangue.

un gioco che nasconde tanta lotta quanta filosofia

Toribash

Ecco, questo non è assolutamente fattibile con poche ore di allenamento: la totale libertà che vi consente questa struttura di gioco, genialmente priva di un qualsivoglia tutorial, implica una curva di apprendimento ripida come una parete perpendicolare. Fortunatamente una comunità di furiosi appassionati è pronta a venirvi in aiuto con decine di pagine su come eseguire le prese più terrificanti, ma una pazienza zen dovrà essere il vostro faro guida. Considerate infatti che la vera modalità del gioco è quella in multiplayer, durante la quale potrete anche assistere agli incontri degli altri (pratica d’apprendimento essenziale), in un susseguirsi di turni che vengono completati solo quando entrambi i giocatori hanno deciso la propria mossa: questo è strategicamente affascinante, ma richiede una quantità di tempo che non tutti sono disposti ad investire, anche solo per aspettare il proprio turno per entrare nell’arena. Detto questo, ed era importante sottolinearlo, se avrete la pazienza d percorrere il lungo cammino che Toribash vi mette di fronte, le soddisfazioni che è in grado di regalarvi ripagano sforzo su sforzo, una lezione di vita dietro ad un gioco che nasconde tanta lotta quanta filosofia.

Toribash

di Andrea Rubbini

The Blackwell Legacy


Sviluppatore: Wadjet Eye Games
Tipo di distribuzione: Shareware
Sito di riferimento: Sito Ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Il gioco è sottotitolato e doppiato in inglese: una buona conoscenza della lingua è raccomandabile per potersi godere a pieno gli splendidi dialoghi.

The Blackwell Legacy ha tutti gli ingredienti di un grande romanzo contemporaneo: già dalla prima pagina sai che ne leggerai almeno venti di seguito, al primo colpo di scena narrativo ti rendi conto che il talento altrui è piacevole da scoprire e non appena finisce cerchi disperatamente qualche altra opera dello stesso autore. Partiamo dall’ultima considerazione allora, perche Wadjet Eye ha in serbo altri episodi per Rosa Blackwell, una giornalista di New York che deve venire a patti con il fatto che da generazioni la sua famiglia ha il dono, o la disgrazia, di comunicare con i morti. Dove sta allora il colpo di genio visto che parlare con i morti non è certo una novità (mi preoccupo da solo quando dico queste cose)?

The Blackwell Legacy ha tutti gli ingredienti di un grande romanzo contemporaneo

The Blackwell Legacy

La vera perla del gioco consiste nell’avere indovinato che New York è una città piena di storie perdute ad ogni angolo, dove tante vite si inseguono nel circolo del divenire senza che la loro storia sia mai raccontata. È proprio qui che Rosa farà la sua parte, accompagnata da uno spirito di nome Joey che l’aiuterà a rispedire le anime dei defunti tormentati al di là del velo e se necessario prendendole anche a calci nel sedere purché si tolgano di mezzo. Come ogni avventura grafica che si rispetti, neppure The Blackwell Legacy risparmia sarcasmo e umorismo, ma ci sono pure dialoghi intensi e recitati da doppiatori professionisti. A questo proposito vale la pena segnalare un’interessante innovazione del genere: anziché scegliere una risposta tra le tante, vi saranno fornite alternative sul tono da utilizzare, una trovata molto più immediata e stuzzicante. Oltre a questo le tantissime locazioni bidimensionali sono curate e riconoscibili e, nonostante la grafica sia in bassa risoluzione e la qualità delle musiche abbastanza discutibile, il titolo si pone al di sopra degli standard abituali, anche per giochi al di fuori della comunità indie. Se volete verificare con mano quanto detto in apertura scaricatevi la demo: bastano due minuti per imparare a giocare, quello che segue è solo piacere.

The Blackwell Legacy

di Andrea Rubbini

Zombie Smashers X3: Ninjastarmageddon


Sviluppatore: Skasoftware
Tipo di distribuzione: Shareware
Sito di riferimento: Sito Ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Nulla di particolare da segnalare.

Nonostante Zombie Smashers X3: Ninjastarmageddon rappresenti il terzo capitolo di una trilogia, bisogna ammettere che ha ben poco in comune con i suoi predecessori, a parte il folle senso dell’umorismo e la frenetica quantità di azione che accompagna ogni secondo del gioco. Non so come spiegare l’esistenza di un universo nel quale zombie, pirati e ninja girano per le galassie sparandosi e commerciando tra loro come veri delinquenti dello spazio, ma è quello che accade in ZX3, e funziona cosi bene da renderlo uno dei titoli che non potete lasciavi sfuggire tra le mani. Siamo a galassie di distanza da un gioco meditativo come Toribash: il punto è semplice, dovete scegliere un’astronave e un copilota, per poi procedere da una missione all’altra volando e combattendo per i cieli come disgraziati, sperando di fare presto una fortuna in denaro, così da poter spendere tutto in nuove armi (totalmente assurde) e astronavi più potenti (si può perfino arrivare ad acquistare un grosso incrociatore nel quale ormeggiare i vostri mezzi volanti).

raramente ho visto tanta perfetta confusione

Zombie Smashers X3: Ninjastarmageddon

Naturalmente c'è sotto una trama perfetta, becera ma sinceramente divertente e soprattutto un quintale di missioni diverse, tra cui non poteva mancare la caccia al ricercato di turno. Skagames non solo realizza giochi che fanno sempre parlare di sè, ma li fa pure suonare bene, e le musiche di ZX3 sono qui a testimoniarlo. Raramente ho visto tanta perfetta confusione e un ritmo di gioco così elevato da tenervi seduti sorridendo come ebeti. Non trovo un solo buon motivo perchè vi possiate perdere ZX3, perciò scaricatevi la demo, abbassate il finestrino e date il vostro peggio.

Zombie Smashers X3: Ninjastarmageddon

di Andrea Rubbini

Avvertenze

Considerata la particolare natura di questa rubrica il voto assume un significato diverso rispetto a quello tradizionale: ogni mese saranno infatti proposti titoli considerati di per sé più che meritevoli. Per questo motivo il punteggio da 1 a 5 non rappresenta una scala di valore che parte dalla mediocrità più assoluta per giungere alll'eccellenza, perché ogni gioco trattato si pone già una spanna sopra la media. Si tratta invece di rendere conto di quel valore aggiunto che gli sviluppatori sono riusciti a infondere nella loro opera e fornisce al lettore uno strumento aggiuntivo per approfondire la valutazione.
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