Underground Vol.21  2

Torna la rubrica incontinente che mette il pannolone alla scena indie, svelandovi le ultime novità uscite nel sottobosco videoludico.

Considerata la particolare natura di questa rubrica il voto assume un significato diverso rispetto a quello tradizionale: ogni mese saranno infatti proposti titoli considerati di per sé più che meritevoli. Per questo motivo il punteggio da 1 a 5 non rappresenta una scala di valore che parte dalla mediocrità più assoluta per giungere all'eccellenza, perché ogni gioco trattato si pone già una spanna sopra la media. Si tratta invece di rendere conto di quel valore aggiunto che gli sviluppatori sono riusciti a infondere nella loro opera e fornisce al lettore uno strumento aggiuntivo per approfondire la valutazione. Per tutti i numeri precedenti della rubrica, seguite questo link.

Natale è passato e l'abbuffata festiva è in via di digestione. Il 2008 è stato l'anno della crisi e come tale andrà ricordato. Il 2009 non promette certo scintille, ma il senso comune ci impone di essere ottimisti e noi ci adeguiamo. Anzi no. Non siamo per niente ottimisti. Il mercato dei videogiochi è quello che è, ovvero un mercato come tanti con dei consumatori come tanti che fanno le loro scelte guidati dal marketing (altrimenti non ci si esalterebbe tanto per l'impianto hollywoodiano contenuto in un Gears of War 2 qualsiasi). Il tempo dell'elite è finito da un pezzo e degli anni dei guru rimangono soltanto le briciole... anzi, probabilmente i guru sono i primi assassini dei videogiochi, con la loro incapacità di andare oltre le origini degli stessi o, quantomeno, di cambiargli nome.

Del 2008 ricorderemo lo splendido Fallout 3, con il suo mondo desolato talmente pieno di gente e oggetti da sembrare una versione disperata di Gardaland; ricorderemo il magnifico Spore, talmente insulso da aver ottenuto un sacco di riconoscimenti (in fondo il nome Will Wright ha una sua musicalità) e ricorderemo il grandioso Left 4 Dead, comprato quasi per caso, giocato quasi per caso e adorato quasi per caso (parliamo al plurale perché noi siamo legione). Il mondo indie è diverso pur ambendo, sempre più spesso ormai, al mainstream. Non esistono pianificazioni finanziarie nel mondo indie, soprattutto se parliamo di freeware e quindi tutto avviene in modo più soffice, quasi spontaneo, come l'amore o i brufoli, scegliete voi l'assurdità che più vi aggrada per completare la metafora.

E poi confessiamolo: cosa sarebbero le console di ultima generazione senza i giochini acquistabili dai servizi online? Suvvia, siamo seri... il mondo dei videogiochi è in mano a Braid e World of Goo e probabilmente, pensando al 2008 in futuro, ricorderemo loro e non certo la solita infornata di sparatutto fracassoni o di RTS fracassoni o di giochi d'azione fracassoni o di giochi di ruolo fracassoni. Ecco, magari ricorderemo il fracasso, ma sempre con pessimismo.

di Simone Tagliaferri

Kung Fu 2


Sviluppatore: KNPMaster
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Sito dello sviluppatore
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Il gioco è stato sviluppato per partecipare alla Retro Remake Competition 2008, contest annuale di remake organizzato dal sito retroremakes.org.

Kunf Fu era la versione casalinga, precisamente per NES, di Kung Fu Master, storico coin op rimasto particolarmente nel cuore di chi sta scrivendo questo articolo (perdonate l'introduzione sentimentale, ma praticamente è il primo videogioco che ho finito, grazie a un consistente esborso di monetine e di parolacce). Kung Fu 2 è il seguito amatoriale (non certamente unico) di Kung Fu, realizzato da un appassionato dell'originale, il quale con il passare degli anni aveva probabilmente perso la speranza di poter giocare a un secondo capitolo ufficiale (sono sempre i migliori quelli che non godono di seguiti).
L'impostazione di gioco è rimasta quella originale, ovvero Thomas, il protagonista, deve di nuovo attraversare dei livelli lineari a scrolling orizzontale dirigendosi verso destra o verso sinistra. Ogni livello culmina nello scontro con il classico boss, nemico solitamente più coriaceo rispetto a quelli normali, capace di eseguire tecniche speciali e dotato di una barra di energia. I nemici comuni sono identici a quelli classici: i bruti e i nani che afferrano e che vanno scrollati di dosso muovendo rapidamente verso destra e verso sinistra sono presenti, i lanciatori di coltelli, i vasi da cui escono draghi e serpenti idem, così come le farfalle; ci sono anche delle new entry come dei bruti che richiedono due colpi per andare al tappeto. La principale novità rispetto al primo capitolo è la maggiore "fisicità" degli scontri, ovvero l'aggiunta di effetti gore quando si uccidono i nemici o quando a morire è il protagonista. Altra novità è l'implementazione di una serie di super mosse che si sbloccano superando i livelli. Queste sono prese di peso da Ryu, uno dei personaggi storici della serie Street Fighter. Aspettatevi quindi di lanciare palle di fuoco arrivati al secondo livello, mentre dal quarto potrete usare il calcio rotante per atterrare i nemici che richiedono più colpi.
Kung Fu 2 è un piccolo gioiellino capace di farsi apprezzare per una realizzazione ineccepibile e per una giocabilità degna dell'originale, nonostante le aggiunte fatte. Non fatevi spaventare dalla grafica pixellosa, poiché ci troviamo davanti a un grande titolo che merita assolutamente di essere provato.

di Simone Tagliaferri

Underground Vol.21

Sabre Wulf


Sviluppatore: Ervin Pojar / Retro Remakes
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: E' necessario dotarsi di carta e penna per disegnare la mappa.

Questo Sabre Wulf è un remake dell'omonimo gioco uscito nel 1984 su ZX Spectrum. La sostanza è rimasta invariata, se non per la veste grafica, comunque coerente con lo stile arcaico del titolo originale. L'obiettivo del gioco è quello di guidare Sabreman attraverso una giungla composta da 256 schermate fisse e recuperare quattro frammenti di un misterioso medaglione. Nel frattempo è utile sconfiggere le creature che si parano sul nostro cammino ed evitare il lupo, vero guardiano dell'uscita di questo esotico labirinto. La versione proposta da Retro Remakes è ancora incompleta a dire il vero, ma subito si nota una differenza sostanziale: è infatti presente una bussola che punta verso i frammenti da ritrovare. Un piccolo aiuto in più che però non ci solleva completamente dalla necessità di tracciare la mappa di gioco, e proprio qui risiede il senso - a nostro avviso - di rimettere le mani su Sabre Wulf. L'esplorazione libera e l'interazione tra gioco e mondo reale (la carta e la penna) sono un piacere dimenticato, una rievocazione del mistero che i videogiochi potrebbero facilmente proporre, se solo più persone tra il pubblico fossero disponibili a fare uno sforzo in più. Ma l'idea di doversi impegnare in qualcosa è sempre meno comune di questi tempi, in ambiti anche più seri. Comunque non disperiamo, se Sabre Wulf vi ha rimesso in circolo anche solo un pizzico di eccitazione, ci sono diversi titoli poco conosciuti per PC e console in grado di farvi rivivere l'emozione dell'ignoto. È sufficiente cercarli.

di Andrea Rubbini

Underground Vol.21


Ultimate Bruce Lee


Sviluppatori: Stu C, Smila e Ovine by Design
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Sito degli Ovine by Design
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Il gioco è stato sviluppato per partecipare alla Retro Remake Competition 2008, contest annuale di remake organizzato dal sito retroremakes.org.

Stupisce sinceramente la quantità di remake di cui Bruce Lee ha goduto nel corso degli anni. L'originale era, con tutti i suoi limiti, perfetto. Non fraintendete: parlando di perfezione ci riferiamo alla sapienza con cui venne composto e alla capacità di creare qualcosa di completo e organico nei limiti imposti dal Commodore 64. All'epoca non serviva molto per stupire: una manciata di schermate piene di trappole e enigmi, due nemici ben caratterizzati (un ninja e una specie di lottatore di sumo), due mosse di kung fu per eliminarli (pugno e calcio volante) e un boss finale molto semplice. Vi sembra poco? Bastava e paradossalmente all'epoca era moltissimo. Bruce Lee era divertentissimo, quando lo si conosceva lo si finiva in una ventina di minuti, ma lo si rigiocava sempre con piacere. Sarà per questo che è rimasto nel cuore di molti? Per questo suo non sprecare un singolo pixel in modo futile? Ovvero per l'economia realizzativa ineccepibile? Chi può dirlo.
Fatto sta che ancora oggi, dopo venticinque anni, ci sono ancora appassionati che lo ricreano permettendo a tutti di farlo girare sui moderni sistemi operativi senza troppi sbattimenti con l'emulazione. Quest'ultimo remake, tra l'altro, gode di tutta una serie di extra che lo rendono il miglior tributo mai realizzato al prodotto di Datasoft (risalente al 1984). Su tutti svetta il restyling grafico completo, che abbandona la grafica originale, essenziale e spartana, per proporre personaggi e ambientazioni più definite, lasciando il gameplay invariato. In secondo luogo è da notare la presenza di molte modalità differenti, tra cui quella original la quale consente di giocare con la grafica d'epoca. Alcune non sono disponibili da subito e vanno sbloccate completando le altre, oppure raggiungendo degli obiettivi (in puro stile Xbox 360). Insomma, gli Ovine by Design, gruppo amatoriale specializzato nella realizzazione di remake, ha fatto di nuovo centro realizzando un titolo eccellente che merita sicuramente il download.

di Simone Tagliaferri

Underground Vol.21

Mini-Saboteur


Sviluppatore: Fat Seagal / Retro Remakes
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Nulla di rilevante da segnalare.

Mini-Saboteur riporta sotto i riflettori il vecchio Saboteur realizzato da Clive Townsed all'epoca degli 8-bit, durante la quale era il Commodore 64 l'oggetto dei desideri di molti bambini e di pochi adulti. Ripensando a titoli come Saboteur, sembrerebbe che quando il pubblico si componeva d'infanti il valore di un gioco ben realizzato fosse recepito con più facilità; per questo è un bene che qualcuno s'impegni nel realizzare remake di tali titoli dimenticati. Mini-Saboteur in particolare è un gioco aperto, di ampio respiro, dove il percorso può cambiare in base agli imprevisti che capitano nella carriera di un ninja professionista. Voi infatti siete uno dei noti guerrieri mascherati, e dovrete infiltrarvi in basi militari o laboratori segreti per sovvertire i piani del nemico, colpendo obiettivi sensibili e dandovi alla fuga.
Il remake non a caso ha il prefisso Mini, poiché la visuale è adesso molto più distante, consentendo di visionare un'area molto grande della mappa di gioco. Fortunatamente la grande pulizia dell'immagine ci permette di non perdere la vista e di goderci l'azione senza incappare in avversari comparsi dal nulla. Il grande pregio di questo remake è quello di riproporre le meccaniche degli stealth game attuali, sebbene con un approccio zen e minimalista. Tanto basta comunque per dimostrare ancora una volta che sono sufficienti pochi, semplici elementi implementati con coerenza per creare un titolo impegnativo che si lascia rigiocare più volte anche a distanza di anni.

di Andrea Rubbini

Underground Vol.21


Qwak


Sviluppatore: Jamie Woodhouse
Tipo di distribuzione: Shareware
Sito di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: Link al demo
Da sapere per giocare al meglio: Nulla di rilevante da segnalare.

Jamie Woodhouse è autore di alcuni titoli per Amiga distribuiti dal Team 17, tra cui Qwak stesso e lo splendido ATR. Negli ultimi anni ha lavorato soprattutto a prodotti per Game Boy Advance presenti in raccolte di diversi titoli, non dimenticando però la sua passione originale. Qwak rinasce più volte senza creare grossa eco. La versione più famosa è sicuramente quella per Amiga, ma la prima fu quella per BBC micro apparsa ormai venti anni fa. Nel frattempo c'è stata anche una versione per Game Boy Advance (acquistabile dal sito ufficiale dello sviluppatore e introvabile nei negozi) che è quasi identica alla versione per la macchina Commodore. Infine è arrivata la conversione su PC, rilasciata come shareware e arricchita di una grafica più definita e colorata, nonostante il gameplay originale sia rimasto invariato. Ma cos'è Qwak?
Qwak è un platform a schermate fisse stile Bubble Bobble in cui, nei panni di un papero corazzato, bisogna raccogliere delle chiavi per uscire dai livelli letteralmente straripanti di bonus e nemici, i quali sono eliminabili con delle uova. A seconda del livello della corazza indossata (oro, argento, bronzo, nudo) il papero può ricevere più o meno colpi prima di trapassare. Dopo un certo periodo di tempo passato a girare per un singolo livello, dal soffitto iniziano a piovere delle grosse palle chiodate, che intimano alla fretta. Superate un certo numero di schermate occorrerà affrontare il classico boss.
Nonostante gli anni Qwak si dimostra ancora fresco e molto giocabile, soprattutto grazie alla possibilità di giocare in due sullo stesso PC (non sono previste modalità multigiocatore online), provando ancora una volta che le idee, se buone, non invecchiano e hanno sempre qualcosa da dire.

di Simone Tagliaferri

Underground Vol.21

New Star Soccer 4


Sviluppatore: Simon Read / New Star Games
Tipo di distribuzione: Shareware
Sito di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Nulla di rilevante da segnalare

La professione più celebre è divenuta - scusate il gioco di parole - quella della celebrità. Si tratta di una carriera molto dura, dove l'avanzamento in particolare è del tipo tutto o niente. Le cose potrebbero comunque andare meglio se foste dotati di un qualche talento da sviluppare, come nel caso di New Star Soccer. Qui difatti, comincerete con il primo contratto da giocatori di calcio professionisti e darete il via alla vostra personale carriera sui campi da gioco di tutto il mondo. New Star Soccer 4 è l'ultima evoluzione della serie manageriale che punta i riflettori su di un solo elemento della squadra anziché sull'intero team. La profondità di questa simulazione è notevole; peccato che sia già alla sua quarta incarnazione e nonostante questo molti siano ancora all'oscuro della sua esistenza. Comunque, allenare un campione non è cosa da poco: dovrete migliorare le statistiche, rimettere insieme i pezzi della vostra vita privata - se avete esagerato con le feste al Pineta - e non deludere i fan.
I parametri sono molti e richiedono tempo per essere amministrati con cura, ma la soddisfazione che ne ricaverete è proporzionale al tempo speso. Inoltre i match si possono disputare partecipando attivamente, anche se il controllo è limitato al vostro campione, per il quale comunque avrete sempre la possibilità di sollecitare il passaggio della palla. Le partite in 3D ereditano un po' della tradizione di Sensible Soccer, privilegiando i molti passaggi e uno scorrere dell'azione fluido anziché meccanico. Purtroppo però non è possibile modificarne la durata, e se non avete voglia di sudare sopra i tacchetti l'unica possibilità resta quella di saltarle. È facile parlare di un titolo quando ha le carte in regola per appassionare. New Star Soccer 4 offre un gameplay complesso a fronte di una curva d'apprendimento molto dolce e un database di 3.000 squadre, proponendosi come la migliore simulazione sportiva attualmente presente sulla scena indipendente, il tutto sviluppato da una persona sola.

di Andrea Rubbini

Underground Vol.21


Eco Warriors


Sviluppatore: P.M. Studios
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Nulla di rilevante da segnalare.

Vi siete mai chiesti a chi sarebbe toccato pulire le varie magioni di Resident Evil che avete lasciato imbrattate di morti? Per non parlare delle armi dimenticate in giro, i colpi scartati e abbandonati sui tappeti o le chiavi che una volta divenute inutilizzabili sono state lasciate al loro destino in qualche vivaio senza colpa. A dare l'esempio è rimasto solo Ryu Hayabusa, che si sposta sempre a piedi o divide il mezzo con altri. Insomma, avrete capito che si parla di ambiente e il tono scherzoso è dovuto al fatto che per una volta a farlo è un videogioco, che però lo affronta con la serietà che merita. Eco Warriors è infatti un bell'esempio di software educativo per nulla sciatto o noioso, e che per giunta si fregia di essere italiano e sostenuto nello sviluppo dai fondi pubblici della regione Puglia.
Il gioco vero e proprio consiste comunque nel dare la caccia ai NecroBot e distruggerli, smaltendone i resti insieme ai vari tipi di rifiuti che hanno disseminato lungo la regione, badando di separarli negli appositi cassonetti per la raccolta differenziata. Ci sono poi quiz ai quali rispondere e un'enciclopedia per approfondire i temi legati alle fonti di energia rinnovabili e allo smaltimento dei rifiuti. Eco Warriors deve essere giudicato quindi nella sua capacità di fornire contenuti e stimolare un cambiamento di prospettiva nei più giovani, approcciandoli al contempo con un contenuto interattivo credibile e curato. In questo senso lo si può definire senza dubbio un primo successo, al quale speriamo seguano presto gli episodi successivi. Chissà che dopo la Puglia non ci tocchi la difesa di Milano, che con l'avvicinarsi dell'Expo potrebbe meritare una visita degli Eco Warriors.

di Andrea Rubbini

Underground Vol.21