Underground Vol.3  0

La nostra originale rubrica che si propone l'arduo compito di valutare mensilmente l'immensa mole di titoli che si muovono nell'underground videoludico, totalmente indipendenti dai grandi publisher e immersi nelle apprezzate formule freeware e shareware.

Casual Gamer e Casual Gaming

Molto spesso si distingue un giocatore appassionato di videogiochi da un casual gamer non solo per le scelte d'acquisto più consapevoli, ma anche per la disponibilità ad investire un numero cospicuo di ore nell'attività di gioco. Non di meno i giocatori per così dire occasionali rappresentano una notevole fetta di mercato, che si modifica in relazione all'aumentare dell'età media degli acquirenti e alla portabilità del mezzo ludico. Con lo sviluppo delle teconologie mobili, che consentono alle persone di gestire i propri frammenti di tempo libero con innumerevoli sostitui dell'attività ludica, anche il videogioco assume un significato diverso per gli appassionati.
Di fronte alla possibilità di chattare in treno con chi vive a miglia di distanza, guardare film e scambiare file musicali, giocare diviene uno dei tanti svaghi disponibili e nei ritagli della metropolitana non c'è il tempo materiale per lunghe sessioni di gioco. Inoltre le responsabilità del lavoro tolgono sempre più ore ai giocatori che si fanno man mano più adulti e per l'appassionato le dieci ore davanti ad un GDR potrebbero tramutarsi in piccoli ritagli di casual gaming.
Di fronte a questa prospettiva la sfida degli sviluppatori nei prossimi anni potrebbe essere quella di trovare una strada per intrattenere con concetti semplici e immediati anche il giocatore più attento, puntando sull'originalità e sul contenuto immediato, seguendo una lezione che da molto tempo prospera nel mercato indipendente.

di Andrea Rubbini

Torus Trooper

Sviluppatore: ABA Games
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Link
Download del file: Link (Il link per il download si trova in basso ed è indicato come: tt0_22.zip)
Da sapere per giocare al meglio:Niente di particolare da segnalare.

Il concept è di quelli classici: un’astronave che viaggia dentro un tunnel tridimensionale tendente all’infinito, distruggendo più nemici possibili. Con un tasto si spara, con un altro si carica un colpo più potente. Con le frecce ci si muove e si accelera. La scuola è quella della scena indie orientale, fatta della ricerca di idee e di stili affascinanti, graffianti e originali (per averne un altro esempio andatevi a rileggere la prima uscita di Underground dove si è parlato dell’eccezionale Cave Story) e, contemporaneamente, di una sapiente gestione dei pochi mezzi a disposizione. ABA Games, alias Kenta Cho è uno dei più talentuosi autori di freeware d’avanguardia degli ultimi anni, il suo tocco è ormai inconfondibile per gli appassionati della scena underground e ogni sua nuova uscita rappresenta un evento (ha da poco rilasciato un altro gioco eccezionale dal titolo Mu-Cade, di cui parleremo in un prossimo Underground) da seguire con grande interesse. Kenta Cho è un teorico dei videogiochi, le sue realizzazioni seguono una visione con radici nella psichedelia di Jeff Minter innaffiata dal radicalismo stilistico di Rez.

Torus Trooper non va giocato normalmente. Va interiorizzato meccanicamente, va concepito nei suoi ritmi e nelle sue forme pure

Torus Trooper

Il videogioco come esperienza sensoriale più che come mera interazione. Prendiamo questo Torus Trooper: finché si tenta di capirlo a basso livello non si riesce a lasciarsi trasportare; è quando si abbandona la coscienza del gioco e ci si lascia trasportare dalla velocità del suo incedere dinamico e fluido che si riesce a coglierne l’essenza. Sono le dita stesse delle mani a concepirlo abbandonandosi ai suoi schemi geometrici; distrattamente ci si trova catapultati in un universo fatto di suoni puri e di linee portanti che s’intrecciano, ruotano, si dividono e si riconcepiscono in un flusso di coscienza elettrogeometrica che non cede mai il passo ad altro che a sè stesso. È come correre dentro uno Snake esploso che non riesce più a trattenere le sue budella. I nemici servono solo a dettare il ritmo, il timer in alto a concepire la necessità della corsa. Torus Trooper è pura teoria del videogioco puro, una copula tra la visione e l’interazione. Un’avanguardia che, speriamo, produrrà i suoi frutti influenzando l’annoiata e stanca industria ufficiale andando a seminare nuove idee in un mondo che sempre più sembra sterile e incapace di cogliere le novità che si trova intorno.

Se volete rendervi conto di cosa stiamo parlando, scaricate un filmato di gioco cliccando sul seguente link.

Torus Trooper

di Simone Tagliaferri

Super Cosplay War Ultra

Sviluppatore: F K Digital
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Link
Download del file: Link (Il link per il download si trova sotto all’immagine del gioco a centro pagina ed è il primo della sezione Download)
Da sapere per giocare al meglio:Se durante l’installazione vi richiede la password inserite come codice il seguente indirizzo internet: http://www.fkdigital.net. Le indicazioni a tale riguardo sono contenute nella sezione Download della pagina, ma sono difficili da interpretare per via dei numerosi ideogrammi giapponesi, anche se le frasi più importanti le potete leggere in lingua inglese. Non fatevi comunque spaventare perché è più semplice di quanto sembri.

Super Cosplay War Ultra, un titolo che già di per sè promette un pandemonio e forse per non tradire quest’aspettativa, tutto è piuttosto confuso fin dalla pagina ufficiale del gioco. Con un po’ di pazienza si scopre che il team di sviluppo ha la sua base a Sidney, ma più in là di così non si riesce ad andare. Non mi resta dunque che installare il gioco e notare che nella cartella principale ci sono degli screenshot contenenti le tecniche di tutti i personaggi. Sorvolo, ma mi rendo conto con piacere che si tratta di semplici combinazioni fatte di mezzelune associate al calcio o al pugno. Durante il gioco avanza comunque un tasto per eseguire una presa o una smorfia di nessuna efficacia combattiva, ma senza dubbio esilarante.
Nella confusione generale scegliamo pure un personaggio tra i tanti disponibili, che somiglia terribilmente a quell’Onizuka della serie animata omonima. Un minuto più tardi siamo in quattro sullo schermo: il ragazzo travestito da Onizuka, una non meglio identificata maghetta che mi aiuta, un simpatico esponente della famiglia Totoro con dentro una bambina armata di lanciarazzi che sbuca dalla bocca e due Pacman. Tutti presi nel darsele di santa ragione, incitati sullo sfondo da Cloud di Final Fantasy VII, un Power Ranger ed altri famosi personaggi dell’animazione giapponese. Si chiama Battle Royale Mode e capirete che se i combattenti sono fanatici del Cosplay il risultato è una rissa tra Otaku, dove Astroboy si tramuta in un Zangeff del sumo e Mario è un muscoloso pugile con i baffi.

date carta bianca a degli sviluppatori folli patiti per il Sol Levante e quello che otterrete è Super Cosplay War Ultra

Tra un combattente e l’altro ci sono combo assurde e pirotecniche, senza contare che molte tecniche cambiano improvvisamente la divisa del personaggio, in un gioco di travestimenti demenziali e pieni di spirito. Aggiungete a questo un livello di difficoltà piuttosto elevato, decine di personaggi divisi in tre categorie ed un gameplay molto semplice ma ben calibrato e avrete un picchiaduro frenetico e imperdibile. E' difficile trovare qualcosa che davvero non funziona, perché le collisioni sono precise e la reattività dei personaggi alla pressione dei tasti non delude. Anche quando sfruttate l'energia accumulata per prepararvi all'esecuzione di una combinazione mortale avanza sempre quel secondo che permette all'avversario di pararsi o di colpirvi prima che diate seguito al vostro furore.
Forse un maggior numero di tecniche avrebbe giovato alla longevità del gioco che però si compensa con i tanti lottatori disponibili e con le diverse modalità tra le quali la già citata Rissa Reale. Da segnalare una colonna sonora ignorante che riprende un vecchio motivo della disco anni '90 e che si sposa perfettamente con lo spirito un po' becero di SCWU. Se anche solo avete una qualche nozione di animazione orientale non potrete che rimanere a bocca aperta per le numerose citazioni: date carta bianca a degli sviluppatori folli patiti per il Sol Levante e quello che otterrete è Super Cosplay War Ultra. Semplicemente una tappa obbligata per ogni nostalgico dell'era 2D e se ancora non credete a tanta insana coreografia date uno sguardo al video seguendo questo link. SCWU è completamente gratuito e anche una sola sessione di gioco vale l'attesa del download.

Super Cosplay War Ultra

di Andrea Rubbini

Total Eclipse

Sviluppatore: Ovine by Design
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Link
Download del file: Link (cliccate sulla piramide e quindi sul tasto “download game”)
Da sapere per giocare al meglio: Nella sezione download del sito troverete il file del gioco più una piccola patch che sistema qualche bug. Sempre sul sito ufficiale si trovano le istruzioni e qualche consiglio molto generico per iniziare a giocare. Total Eclipse è il remake di un vecchio gioco uscito nel 1988/89 per Amiga, Atari ST, C64, Dos e ZX Spectrum. La sua caratteristica principale era di essere realizzato completamente in 3D solido (il motore grafico, per l’epoca veramente all’avanguardia, si chiamava Freescape ed era già stato usato in un altro titolo di ambientazione spaziale, Driller; dopo Total Eclipse verrà usato solo per altri due giochi: Castle Master e Castle Master 2), cosa piuttosto rara per quei tempi in cui il 2D la faceva da padrone. Altra indicazione interessante: è possibile scaricare anche gli MP3 della colonna sonora (molto bella), sempre dallo stesso menù da cui si scarica il gioco.

All’epoca della sua uscita se ne parlò molto. Sul mio Commodore 64 riuscivo ad ottenere quasi un frame per secondo (e non mi lamentavo per la scarsa fluidità… oggi, se Oblivion scatta un pochino, mi faccio venire le fregole). Il Freescape era un motore grafico sorprendente che sconvolgeva per quello che riusciva a fare. Oggi possiamo sorridere di quelle superfici piatte completamente prive di texture, ma allora l’impatto era indubbiamente notevole (così come l’evidenza che i computer a 8 e 16 bit certi limiti proprio non potevano superarli). Per chi non sapesse di cosa sto parlando, consiglio di leggere le informazioni su Total Eclipse riportate nella sezione informativa dell’articolo. Gli Ovine by Design, piccolo sviluppatore freeware specializzato in remake (sul suo sito potete trovare, tra gli altri, i rifacimenti di Cholo, Sacred Armour of Antiriad e XOR), ha deciso di riprodurre il titolo della Incentive Software realizzando un piccolo gioiello che merita sicuramente uno sguardo (soprattutto se siete dei vecchi giocatori romantici).
Siamo in Egitto nel 1930, nei panni di un archeologo inglese dovremo cercare di fermare la maledizione del Dio del Sole, che scatterà quando qualcosa impedirà ai raggi solari di raggiungere la cima di una grossa piramide costruita millenni orsono. Il nostro scopo sarà quello di raggiungere la cima della gigantesca struttura entro due ore, prima cioè che un’eclissi oscuri completamente la simpatica palla gialla che da svariati miliardi di anni illumina questo strano pianeta. Ovviamente non sarà semplicissimo farcela: in primo luogo la piramide è un grosso labirinto pieno di trabocchetti, leve, pulsanti e vicoli ciechi; in secondo luogo la popolazione locale, formata in maggior parte da mummie e da strani volatili obesi, non è molto d’accordo con il nostro piano e tenderà a frapporsi tra noi e la meta (in realtà non ci saranno mai veri e propri combattimenti, visto che la salute del protagonista è rappresentata dall’accelerazione del suo battito cardiaco e che, quindi, i mostri si limiteranno a spaventarci invece che attaccarci). Mettiamoci anche che fa molto caldo e che dovremo riuscire a mantenere elevate le nostre scorte d’acqua, rifornendoci da delle vasche sparse per la piramide (beh… quanto potrà essere buona dell’acqua stagnante vecchia di migliaia di anni?), per capire che non si tratta di una passeggiata turistica priva di rischi. Fortunatamente avremo a nostra disposizione una pistola e… tanto ingegno.

Total Eclipse è un gioco semplice ma intrigante, soprattutto in virtù della sua struttura machiavellica che riesce, ancora oggi, ad intrigare e appassionare

Total Eclipse

Che ci volete fare, negli anni ottanta quest’ultimo contava più di tutto il resto (non per niente i cosiddetti arcade adventure erano diffusissimi). All’interno della piramide dovremo raccogliere dei diamanti (che fanno alzare il punteggio) e delle ankh, che ci serviranno per aprire delle porte sbarrate e per completare il gioco. Le poche forme d’interazione presenti si eseguono andando a sbattere contro i diversi elementi o sparandogli. I controlli sono mutuati direttamente dai moderni FPS (quindi i classici tasti WASD per muoversi, il mouse per orientarsi e per sparare, più qualche altro tasto per azioni varie come abbassarsi o aprire il menù principale).
Total Eclipse è un gioco semplice ma intrigante, soprattutto in virtù della sua struttura machiavellica che riesce, ancora oggi, ad intrigare e appassionare. Un gioco interessante e ben realizzato da tutti i punti di vista (la grafica è molto buona, degna di un gioco shareware, le musiche, invece, sono veramente eccellenti e non sfigurerebbero in un gioco full price) che, data la sua gratuità, consigliamo a tutti di provare.

Se non vi basta questo per convincervi, scaricate un filmato del gioco cliccando su questo link.

Total Eclipse

di Simone Tagliaferri

Bonez Adventures - Tomb of Fulaos

Sviluppatore: Bone Artz
Tipo di distribuzione: Shareware
Sito di riferimento: Link
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Il gioco è completamente in inglese, ma non sono richieste competenze elevate per poterlo giocare.

Inizialmente Bonez Adventures stenta a decollare, a causa dei comandi macchinosi e della telecamera difficile da adattare manualmente alle diverse necessità dell’azione, che in questo gioco assume tanti aspetti diversi, mescolando numerosi generi tra di loro. Se date uno sguardo a questo link capirete a cosa mi riferisco ma potrete allo stesso tempo apprezzare lo straordinario impatto grafico del gioco, che offre filmati di alta qualità ed una resa dell’ambiente meticolosa e finemente dettagliata. Fin da subito Bonez è credibile nei personaggi e soprattutto nella riproduzione degli ambienti, per lo più labirintiche catacombe egiziane, per le quali basta poco e si rischia di scadere nel banale, cosa che fortunatamente non si può mai dire in questo caso.
Il personaggio principale è una voluta riproduzione di un rude e arrogante Indiana Jones, a metà strada tra l’archeologo e l’avventuriero, che guarda caso si troverà invischiato in una millenaria maledizione di mummie ambulanti, viscidi animali sotterranei e non morti da restituire alla vita eterna. Ci sarà dunque azione in tempo reale, molto semplice da gestire ma rinfrescata dal numero di armi disponibili lungo il cammino, che vanno dagli ossi di tibia ai ben più collaudati fucili, con dinamiche che si ricollegano direttamente alle statistiche del personaggio. Dunque non è solo un gioco d’azione ma anche un GDR, con punti accumulabili e spendibili nel corso dell’avventura. Questo vuol dire che ci saranno molte sessioni dedicate all’esplorazione e alla ricerca di trappole e passaggi segreti, un ottimo motivo per fare come noi e spendere punti in percezione, anche se poi potreste trovarvi un po’ legnosi con la spada in pugno.

ecco a voi un titolo ricco, affascinante e di gran lunga superiore come fattura a tanti altri giochi che fanno vanto di sé sugli scaffali

Bonez Adventures - Tomb of Fulaos

Cos’è allora questo Bonez? Perché il primo impatto è quello delle vecchie avventure punta e clicca, delle quali trasmette il sapore, con enigmi frequenti e impegnativi, mai privi di logica e finalizzati al proseguimento in senso stretto della trama. Non mancano gli NPC e tanti oggetti da raccogliere, anche se allo stesso tempo complicate sezioni platform si amalgamano alla miscela finale. Mettendo tutto insieme vi trovate tra le mani un gioco che intriga e diverte, pieno di elementi stilistici che si alternano per ogni palato. La telecamera purtroppo continua ad essere spesso una noia, ma con il tempo ci farete l’abitudine e verrete man mano risucchiati nella storia, senza poter abbandonare la tastiera prima di aver rivisto l’aria aperta fuori da questo tempio oscuro e affascinante.
Tutto sembra funzionare bene in Bonez e forse l’unico deterrente potrebbe essere la risoluzione degli enigmi, perché si tratta del solo elemento che se davvero non amate potrebbe darvi qualche problema, ma c’è così tanto in questo gioco che vi consiglio comunque di provarlo e dargli un po’ di tempo. Se invece i rompicapo non vi spaventano ecco a voi un titolo ricco, affascinante e di gran lunga superiore come fattura a tanti altri giochi che fanno vanto di sé sugli scaffali.

Bonez Adventures - Tomb of Fulaos

di Andrea Rubbini

Il voto di Underground

Considerata la particolare natura di questa rubrica il voto assume un significato diverso rispetto a quello tradizionale: ogni mese saranno infatti proposti titoli considerati di per sé più che meritevoli. Per questo motivo il punteggio da 1 a 5 non rappresenta una scala di valore che parte dalla mediocrità più assoluta per giungere alll'eccellenza, perché ogni gioco trattato si pone già una spanna sopra la media. Si tratta invece di rendere conto di quel valore aggiunto che gli sviluppatori sono riusciti a infondere nella loro opera e fornisce al lettore uno strumento aggiuntivo per approfondire la valutazione. Per tutti i numeri precedenti della rubrica, seguite questo link.