Grafica, sonoro e giocabilità innovativa si riscoprono all'interno del progetto Unity: Jeff Minter prova ad ampliare i confini della definizione di "shoot'em up" in questa esclusiva Gamecube

Unity Unity

L'unità di sintesi.

Alcune parole fin'ora qui utilizzate potrebbero far venire alla mente un grande sparatutto di questa generazione: Rez. "Unity" parrebbe avere molto in comune con il gioco di Mizuguchi, anche se con ogni probabilità l'ex capo del team UGA ha tratto forte ispirazione dai lavori di Minter del passato, nonchè da altri leggendari sparatutto come ThunderforceV per Sega Saturn, che già all'epoca univa wireframe e livelli psichedelici ad una musica elettronica continua, ritmata e incalzante. Unità di sintesi per definire "Unity". Forse la sintesi di tutto questo: effetti grafici utilizzati al massimo, ritmi inediti, tantissimi nemici, colori e forme poligonali visionarie, passato e futuro insieme. I precendenti tentativi di sviluppare qualcosa di innovativo non andarono proprio a buon fine. Commercialmente parlando fù un mezzo disastro sopratutto a causa della piattaforma che ospitava queste creazioni, il povero Jaguar dell'Atari. Questa volta Minter si avvale di una pesante collaborazione, quella del team Lionhead di uno dei più grandi game designer esistenti: Peter Molineaux, creatore di Black & White e Fable. Nonostante "Unity" sia un progetto congiunto, lo sviluppo stà avvenendo all'interno degli studi di Llama Soft. Le pochissime notizie filtrate fin'ora riguardanti questo progetto sono affascinanti: "Unity" viene descritto come un'esperienza videoludica nuova. Nuove forme e nuovi suoni verranno mescolati attraverso una giocabilità altrettanto unica. C'e' chi lo descrive come un gioco musicale, chi come uno sparatutto, altri come un "trip" visivo. Sicuramente Minter stà cercando di limare il confine che separa il "videogiocare" da "videosuonare", suonare uno strumento, la console come sintetizzatore audio, console come l'hardware Nintendo capace di creare nuovi mondi visivi, console come quelle utilizzate dai DJ per unire i suoni. Un'unica console per unire queste due definizione e questi due usi, mai come oggi così "Uniti".

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L'interazione alla base di tutto, ma come?

Ancora non si sà quanto "Unity" debba la sua esistenza a quella del famoso e precedentemente citato Virtual Light Machine. Di sicuro si tratta dell'evoluzione di quel concetto. Il concetto di modificare e far vivere gli effetti grafici in funzione della musica. Verosimilmente ci troveremo davanti all'idea speculare: la creazione di un comparto audio mediante l'interazione visiva. Il soundtrack techno-trance ha come sfondo un appropriato insieme di colori sgargianti, linee, cerchi concentrici e figure geometriche frattaliche. Provare a descrivere "Unity" senza averci messo le mani sopra è difficile. Essenzialmente si tratta di uno sparatutto 3D su binari, in pieno stile REZ, o Panzer Dragoon che dir si voglia. La grafica punterà a stupire ad ogni livello mediante l'utilizzo di qualsiasi effetto visivo di cui è capace una macchina potente come Gamecube. Di certo non sarà spinta la sua capacità poligonale, ma lo shock emotivo sarà garantito. Quello che non è ancora ben chiaro è come grafica ed audio andranno a mescolarsi, e come quest'ultimo possa essere modificato a nostro piacimento mediante l'interazione con gli elementi di gioco. Visto il background di Minter, è assicurato comunque un titolo estremamente frenetico, veloce e allucinante ai suoi 60fps costanti, ma comunque intelligente e giocabile. Dai primi screenshot rilasciati pare assicurata l'opzione in multiplayer fino a 4 giocatori. L'audio sarà supportato da un buon Dolby Pro LogicII.

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Consci del fatto che questa preview possa servire a dare un'idea generale di "Unity", la sicurezza è che nonostante ancora non siano chiari molti aspetti di questo gioco, il concetto alla base di esso è intrigante ed allo stesso tempo mette curiosità nel vedere cosa si dimostrerà quella che si promette di essere un'opera fuori dalle righe, indipendente, frutto di una mente, figlia di un concetto e prodotto di una volontà ben precisa. In poche parole, un gioco con molte pretese, compresa quella di poter divertire, stupire e donare qualcosa di nuovo a tanti videogiocatori stanchi e arroccati nelle loro sicurezze ludiche ormai quotidiane, banali e impersonali. Nelle prossime settimane è previsto che Jeff Minter apra la bocca e parli ancora. E a questo, sicuramente, seguirà l'arrivo di nuovi screenshot e filmati che probabilmente scioglierà l'alone di mistero intorno a questo gioco ormai entrato nella most wanted di ogni appassionato di shoot'em up, possessori di Gamecube e semplici amanti dei buoni videogiochi.

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Un piccolo passo indietro

Il nome di Jeff Minter, nei videogiocatori di vecchia data, potrebbe rievocare alla memoria titoli leggendari. Innovatore nel game design e nella programmazione, Minter diede luce a qualcosa del calibro di "Tempest 2000" nel 1994 su Atari Jaguar, remake del primo classico Tempest. Elaborando il maggior numero di poligoni e bitmap per l'epoca, il titolo impressionò per realizzazione e profondità di gioco. Caterve di nemici, gameplay rapido, frenetico e alienante, un sacco di effetti su schermo. "Defender 2000" fù un'altra sua creazione, così come i curiosi "Revenge of the Mutant Camels" e "Sheep in Space". Il talentuoso e lungimirante Minter inventò anche quello che si potrebbe definire come il capostipite di tutti i plugins di visualizzazione della musica sui PC moderni, ad esempio quelli del nuovo Media Player o il vecchio "Geiss" di Winamp: vere e proprie perle grafiche cariche di effetti che accompagnano la musica in sottofondo modificandosi in base al suo ritmo ed alla sua intensità. Si chiamava "Virtual Light Machine" ed era un'esclusiva Jaguar, ancora una volta. Dove poteva arrivare la mente capace di tutto ciò? La fusione tra sparatutto frenetici, virtuosismi grafici, colori e ritmi allucinanti che si mixano con la musica stanno portando un nuovo progetto in esclusiva su Gamecube: "Unity". La fusione appunto, l'unità. Unità di elementi grafici, visivi e sonori all'interno di un gioco concettualmente psichedelico e sensoriamente martellante.

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