VIDEOLUDICA Vol. 09 - Passioni e Vibrazioni  0

Videogiochi e vibrazioni. Come le sensazioni tattili hanno cambiato, e promettono di cambiare ancor di più, l'intero modo di concepire e di rapportarsi al videogioco...


VIDEOLUDICA è la premiata rubrica di storia, critica e teoria del videogioco dedicata all’universo del gioco elettronico con un taglio diverso, accattivante, maturo. VIDEOLUDICA vi porta alla scoperta dei generi perduti, dei veri autori, delle teorie sul videogioco, degli incroci con il cinema e le altre arti, delle tematiche più scottanti: tutto quello che avreste voluto leggere sui videogiochi e non avete mai osato chiedere.
Un appuntamento fisso per i nostri utenti Gold a cura di Marco Benoit Carbone.

In questo numero: VIDEOLUDICA vol. 09 - Passioni e Vibrazioni. Audio, video. E poi? In attesa dell'odorama, c'è già altro. La vibrazione. Videoludica vi porta alla scoperta della vibrazione nei videogiochi, dalle sue applicazioni più innocue all'eroticissimo Trance Vibrator, la periferica preferita dalle estimatrici di Rez...



Vibrazioni e applicazioni.
Il dado, forse, è tratto. BMX XXX e Dead or Alive Volleyball sono ancora, rispettivamente, uno sfruttamento e un feticcio della sessualità (e, specie il primo, giochi "da sfigati") per un mercato videoludico in cui i cosiddetti adult gamers sembrano crescere esponenzialmente ma amare ancora titoli ben poco valevoli. The Sims e ovviamente Singles sono invece i primi titoli che si interessano del fattore relazionale e sociale del videogioco in rapporto alla sessualità. Ma, per rimanere nel tema dei sensi e delle emozioni, è non a caso un titolo hardcore gamers (in tutti i sensi!) come Rez a ribaltare con violenza l'immagine del videogiocatore verso un modello di abile intrattenitore sinestesico della propria partner. Mostrandoci inoltre che il codice elettronico al servizio del divertimento, dell'intrattenimento e dell'emozione (leggasi: videogioco) è una risorsa inesauribile, uno strumento che si può appropriare di ogni risorsa per convertirla ad un uso che ci aggrada. Nel solo specifico in esame della vibrazione: un vibratore vibra, stupidamente; però collegalo a un programma che gli dice di vibrare e vibrerà come, quando glielo dici, in concomitanza con questo o con quel suono, con questa o con quella immagine. Ciascuno immagini quel che vuole immaginarsi. Forse il videogioco può esaudirlo.

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Il gioco passionale
I canali sensoriali del videogioco, quelli che molti studiosi del significato definiscono come "sostanze espressive", non si esauriscono certo in quello visivo. In effetti, la definizione di "video-gioco" calza decisamente stretta al gioco elettronico o digitale che dir si voglia, considerate le sue capacità di "infilarsi" in ogni supporto fisico e in ogni dimensione della percezione: da un lato schermo, codice e supporto; sull'altro versante vista, udito, tatto e altro. Il primo aspetto è chiaro: il gioco elettronico è l'applicazione ludica del dominio del digitale, che per definizione è trasportabile, modificabile, applicabile come un ghost che sta in ogni shell. Il medium non è il solo messaggio. Sull'altro versante, quello della fisicità del gioco, appare chiaro che il gioco digitale venga ricevuto dal giocatore proprio attraverso i sensi e che questi non solo ne siano la condizione di fruizione ma anche e, forse, soprattutto, il fine stesso. Ragioniamoci su.

La confezione giapponese del Rumble Pack, l'add-on per il controller di Nintendo 64 che inaugurò le onde vibratili per le console casalinghe. Alcuni giochi vennero ri-pubblicati in versione vibratile, come Shindou Mario 64. Usiamo la vista e l'udito nel videogioco come semplice mezzo per risolvere i problemi logici del gioco o spesso i sensi sono non solo la stessa ragione d'essere di un videogioco ma anche proprio il fine, il motivo per cui un gioco ci coinvolge? E il tatto, la sensazione di controllo di un avatar in un mondo possibile, e la vibrazione che ci incalza dal controller: quante volte sono il mezzo di una conquista logica e quante volte sono invece il fine del motivo per cui giochiamo, la dominazione di una fisica? Vista, udito e tatto, anzi, possono essere visti alla maniera di Jacques Fontanille: si possono vedere non solo i "comparti" classici dei sensi (vista, udito, tatto, gusto, olfatto, alcuni dei quali il digitale non ha ancora invaso), ma anche e soprattutto quelle che lui chiama configurazioni passionali o ordini sensoriali che includono la respirazione, il battito cardiaco, in poche parole l'emozionalità. Quell'emozionalità che è componente del gioco e, quindi, del gioco elettronico in molti dei modi in cui si presenta, a dispetto dai vecchi pregiudizi subiti da parte degli psicologisti di turno, dei cacciatori di streghe o di chi percepiva il giocatore come un individuo alienato e dissociato, rinchiuso in mondi meccanici e aridi. Il Trance Vibrator e Rez sono invece la dimostrazione di come il gioco elettronico sia un insieme di pratiche ludiche che in alcuni casi riescono realmente a coinvolgere i sensi, trasportare in dimensioni sfumate, costituire e mantenere situazioni a potenziale erotico, con annesse e connesse triangolazioni assortite.

Il Trance Vibrator in tutto il suo splendore, e le celebri immagini di GameGirlAdvance, in cui una utente mostra il "corretto uso" del Trance Vibrator mentre il suo ragazzo gioca a Rez.

il Trance Vibrator

Il Trance Vibrator venne specificatamente studiato per PS2 una volta uscita la conversione di Rez. Si attacca alla seconda porta della console e vibra. Ma vibra meglio del normale Dual Shock: ci informano di questo le numerose utenti PS2 che, nei forum, riportavano la netta superiorità sostanziale dell'apparecchio nel durare e nel fornire piacere. Il Trance Vibrator, infatti, viene usato subito come un vibratore tradizionale, solo che si connette all'esperienza ludica di Rez. La Sony non ha mai pubblicizzato l'add-on con questo uso in mente, né il manuale dell'apparecchio riferisce un simile uso possibile, e il Trance Vibrator non assomiglia nemmeno a un normale vibratore. Eppure, sul fatto che i tipi della stanza dei bottoni avessero previsto tutto non ci piove affatto. Che esiste a fare un gioco sinestesico, emozionale, psichedelico come Rez, si saranno chiesti i tipi che ne hanno ottenuto la conversione per PS2 dallo sfortunato e storico Dreamcast, se noi non possiamo suggerire usi maliziosi della vibrazione? Così fu, e ben presto sul sito del blog di girl gamers gamegirladvance comparve un articolo destinato a diventare famoso, in cui una giocatrice esponeva la sua esperienza con l'apparecchio applicato alle zone erogene proprio mentre si giocava, con conseguente stimolazione ritmica. Riferiva, inoltre, di come avesse affidato poi al suo ragazzo il "compito" del gioco, dedicandosi al godimento della vibrazione e alla visione del gioco insieme. Il tutto corredato di foto. Il risultato? Su molti cataloghi di periferiche da gioco è possibile rintracciare le foto in questione, che illustrano quell'uso del Trance Vibrator che i produttori hanno previsto e rintracciato e che non hanno mai osato nominare. Lasciando che fossero i giocatori e le giocatrici a rivendicarlo liberamente.

il Trance Vibrator

Le immagini del celebre blog sarebbero state riutilizzate da diverse terze parti commerciali, visto che Sony non ha mai pubblicizzato un tale uso ma lo ha solo "suggerito". I forum, dal canto loro, pullularono di divertenti commenti delle giocatrici.

vol. 09 - PASSIONI E VIBRAZIONI

La vibrazione e il videogioco si incontrano da relativamente poco, da quando ai rari volanti e alle sparute cloche fornite di effetto di vibrazione e ai cabinati ultracostosi si sono affiancati gli effetti di vibrazione sulle console casalinghe, inaugurati dal Rumble Pack di nintendo64-iana memoria. Da allora molti non concepirebbero un videogioco senza un effetto di feedback a vibrazione che scandisca i momenti più significativi della tensione o accompagni gli effetti visivi e sonori. Sintomo che il videogioco non è un "medium" (tra virgolette) freddo, ma una pratica emozionale, relativa alle passioni. Dal Rumble Pack a oggi le vibrazioni annesse al pad sono la norma, ma ci sono casi in cui diventano protagoniste dell'azione. Se tutti conoscono quel capolavoro di sinestesia video-musico-vibratile che è Rez, pochi conoscono l'esistenza del Trance Vibrator, un modulo aggiuntivo specificatamente a vibrazione uscito specificatamente per la versione PS2 in concomitanza con la conversione da Dreamcast e subito saltato alla ribalta tra i giocatori – e specialmente le giocatrici – come stimolatore sessuale. Seguiteci.