Vietcong 2Vietcong 2 - Anteprima 

Illusion Softworks riprova a conquistare il Vietnam. Avrà di nuovo successo?

…e stavamo sempre a cercare un tizio di nome Charlie

Vietcong 2 mette a disposizione dei giocatori tre modalità di gioco e due diverse mappe. Le modalità sono fra le più classiche: Deatmatch (il classico “tutti contro tutti” con respawn random), Team Deatmatch (una squadra contro l’altra, con respawn nelle rispettive basi) e Capture the Flag (una squadra deve rubare la bandiera nemica e portarla alla propria base). Le mappe sono due: Trail, ambientata nella fitta giungla che è tanto familiare agli amanti di Vietcong, e Depot, una piccola base militare americana. Mentre la prima (senza dubbio la più giocata in questo demo) è piuttosto grande e complessa, la seconda è decisamente più piccola e meno adatta per appostamenti ed imboscate.

Le mappe sono due: Trail, ambientata nella fitta giungla che è tanto familiare agli amanti di Vietcong, e Depot, una piccola base militare americana.

…e stavamo sempre a cercare un tizio di nome Charlie

Nelle opzioni il giocatore può modificare le fattezze dei due propri alter-ego digitali (un americano e un vietnamita) attraverso un apposito editor, in verità un po’ avaro di personalizzazioni. Una volta entrati nel server si può scegliere se combattere al fianco dei prodi americani, cacciare via gli infami invasori con gli amici vietnamiti oppure restarsene diplomaticamente inattivi ed essere un semplice spettatore della partita. Se si gioca una partita Capture the Flag, il giocatore comincia già con le armi relative alla classe scelta (solo due disponibili), mentre giocando deatmatch l’unica arma a disposizione fin da subito sarà una pistola, ma si trovano velocemente fucili da cecchino, fucili a pompa, mitragliatori, AK-47, bazooka, granate, mitragliatrici pesanti e numerose altre armi sparse un po’ per tutta la mappa.

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La guerra è un inferno

L’impostazione di gioco sembra molto simile a quella già vista nel prequel, con un approccio agli scontri a fuoco abbastanza realistico. Il personaggio ha una barra stamina, che cala notevolmente in caso esso sia ferito e permette di correre per un periodo limitato di tempo, costringendo poi ad una pausa per riprendere fiato. Il bilanciamento delle armi è piuttosto realistico, ed anche con una semplice pistola un utente smaliziato può avere discrete possibilità, soprattutto colpendo punti vitali dell’avversario. Il sistema di mira è stato rivisto, ed è ora molto più realistico. Interessante anche il sistema di punti esperienza che permette ai giocatori sul server di avanzare di livello e poter accedere a nuove classi da impersonare. Per i giocatori più hardcore c’è anche la possibilità di impostare la partita in modalità Vietnam, togliendo praticamente tutti gli HUD (indicatori grafici su schermo) ritenuti poco realistici: così facendo non è più possibile sapere quante munizioni e quanta energia sono rimasti, scompaiono il mirino e la bussola.

L’impostazione di gioco sembra molto simile a quella già vista nel prequel, con un approccio agli scontri a fuoco abbastanza realistico.

La guerra è un inferno

Parlando di opzioni del server, si nota un buon set di scelte possibili, comprendenti anche il gradito auto-ban o auto-kick in caso di teamkill (inizialmente sarebbe meglio tenerlo OFF visto che non è affatto facile distinguere i nemici, soprattutto in mezzo alla vegetazione… io stesso ho fatto uno spettacolare teamkill con una bazookata uccidendo un mio compagno che stava correndo 150 metri più in là). Mentre la mappa Trail mi ha più che convinto, grazie alle multiple possibilità di gioco che offre (anche se in modalità CTF con pochi giocatori è davvero troppo vasta), ho trovato Depot estremamente piccola e confusionaria per i miei gusti, sia per la modalità CTF con più di 6-8 giocatori che per quella Deatmatch. Il netcode, non molto valido nel primo capitolo, sembra sensibilmente migliorato e permette di tenere la lag piuttosto bassa anche nei server stranieri (io gioco spesso in un server del Canada). Oltre a qualche bug sparso qua e là, normalissimo in un demo, c’è da segnalare uno strano problema lato server che caccia fuori dal server chi ha in esecuzione programmi come Fraps (per prendere screenshot) o addirittura, nel mio caso, Miranda (programma di chat in istant messaging).

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Parliamo di tecnica

Il primo Vietcong è diventato famoso per l’incredibile pesantezza grafica, assolutamente non giustificata dalla mediocre resa su schermo: anche il PC più potente dell’epoca si trovava in seria difficoltà a far girare il gioco con dettagli grafici elevati superando i 20/25 frame al secondo. Questo sequel migliora sensibilmente le cose, e in prospettiva risulta meno pesante e più gradevole all’occhio. Anche se in generale quanto visto nel demo può essere giudicato appena discreto per i canoni odierni, le lussureggianti foreste del Vietnam sono ora meno confusionarie e più dettagliate, e i modelli 3D dei soldati hanno subito un miglioramento notevole.

Da registrare qualche animazione, ancora acerba e poco realistica, vegetazione ancora troppo pixellosa, alcune texture sfocate e un’implementazione della fisica ancora molto approssimativa

Parliamo di tecnica

Da registrare qualche animazione, ancora acerba e poco realistica, vegetazione ancora troppo pixellosa, alcune texture sfocate e un’implementazione della fisica ancora molto approssimativa, con ragdoll non troppo convincenti. Molto buono il sonoro, che ripropone nel menu un classico pezzo rock anni 60 e può vantare effetti molto convincenti (bellissimo il rumore delle pallottole che fendono l’aria sfiorando il nostro personaggio).

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Appuntamento ad ottobre

Torneremo di nuovo nell’intricata giungla vietnamita ai primi di ottobre, quando il gioco raggiungerà gli scaffali dei negozi. In single player è annunciata anche la possibilità di giocare un’intera campagna controllando i vietcong, gradita novità per la serie che probabilmente andrà ad aggiungere una certa dose di varietà al gioco. Saranno inoltre presenti molte locazioni cittadine, dove si potranno vivere veri e propri momenti di guerriglia urbana virtuale. Nel frattempo, se siete interessati, potete aggiungere Vietcong alla vostra lista dei giochi preferiti.

“Io volevo tanto vedere l'esotico Vietnam, il gioiello dell'Asia orientale. Volevo incontrare gente interessante, stimolante, con una civiltà antichissima… e farli fuori tutti. Volevo essere il primo ragazzo del mio quartiere a fare centro dentro qualcuno." E’ con queste parole che in Full Metal Jacket il soldato semplice Joker ci spiega perché si è arruolato nel corpo dei marines. Se anche voi covate velleità simili, magari rivolte verso modelli poligonali e non persone in carne ed ossa, sarete felici di sapere che è di prossima uscita Vietcong 2, secondo capitolo dello sparatutto in prima persona che ad inizio 2003 impressionò favorevolmente la critica pur non brillando affatto per realizzazione tecnica. Nell’attesa, vediamo un po’ come si comporta il demo multiplayer uscito pochi giorni fa.