Vivere Online - Browser Game  5

Numero estivo dedicato ai browser game. Multiplayer.it vi invita a scoprire come giocare mentre navigate su Internet!

Pirates War: come iniziare

Detta dell'unione a doppio filo tra Pirates War e Multiplayer.it, è bene chiarire come gli utenti già iscritti al più grande portale italiano di videogiochi abbiano la possibilità di accedervi direttamente, mantenendo lo stesso account per entrambi i siti.
Per quanto si possa essere bravi, poi, arriva il momento in cui voler chiedere un consiglio agli altri utenti, magari più esperti, oppure leggere tutte le novità riguardanti i sette mari: non resta che piombare nel forum ufficiale, luogo d'incontro di tutta la comunità.
Infine, le informazioni e le guide più complete, possono essere reperite cliccando questo Link.
Buon divertimento!

Pirates War

Dicevamo un titolo assolutamente italiano, che ha fatto capolino qualche mese addietro sulle pagine di Multiplayer.it e del rispettivo forum, attirando migliaia di utenti. L'ambientazione è chiaramente quella piratesca, lontana dalle navi spaziali o dai mondi fantasy a cui si è abituati e, per questo, fresca e coinvolgente. Creato un account non resta che scegliere a quale fazione aderire – pirati, marina o mercanti – avendo così accesso a differenti opportunità. In base alla classe scelta varieranno alcune statistiche e le caratteristiche di certe abilità, così da permettere a ciascuno di interpretare il personaggio che meglio si adatta ad un certo tipo di gioco piuttosto che ad un altro. Lo scopo ultimo è comunque molto immediato e consiste nella classica raccolta di punti, all'aumento dei quali cresce anche la propria posizione in classifica, ottenibili commerciando ed attaccando altri utenti, oltre che sviluppandosi.
Tutto ha inizio sull'isola che ogni nuovo utente riceve in dote, dove iniziare a costruire strutture sempre diverse. Fonderie, fattorie, nuovi centri cittadini e acquedotti, tra gli altri, favoriscono la crescita delle risorse e la proliferazione del futuro impero a cui si è a capo, mentre caserme, porti e depositi navali sono fondamentali per instaurare una flotta degna di questo nome. Ovviamente statistiche e percentuali sono sempre presenti, ma la velocità con cui ogni nuovo parametro viene presentato e l'attinenza che questi hanno con le nozioni in possesso di chiunque abbia almeno una volta visto un film o letto un libro sui pirati, fanno in modo di non trovarsi mai in difficoltà.

Pirates War

Costruite alcune navi ed in possesso di un'isola forte delle strutture basilari, è possibile scendere in azione. Le risorse monetarie aumentano scovando tesori – segnati su speciali mappe - facendo scambi all'interno della taverna ed attaccando altri giocatori. Ci sono inoltre alcuni compiti riservati a ciascuna classe, nello specifico i marinai ed i mercanti possono andare a caccia di taglie, mentre solamente i secondi sono in grado di fare da trasportatori di merci.
Potrà anche capitare di ricevere alcune missioni da portare a termine, durante le quali raccogliere determinati oggetti richiesti. C'è quindi grande varietà e con il passare dei giorni diventa fondamentale prendere confidenza con concetti sempre nuovi e diversi: l'isola deve essere difesa adeguatamente, la taverna offre possibilità di scambio delle materie prime e l'albero delle ricerche si dimostra sempre più articolato ed impegnativo. Non c'è quindi il rischio di arrivare ad un punto di stallo, non sapendo più cosa fare.
Ultima colonna del gameplay è la navigazione, che può essere visualizzata sulla cartina dei mari, risultando così molto più realistica ed offrendo un panorama in continuo cambiamento. Per rendere ciò possibile è stata studiata un'interfaccia molto ricca che, di volta in volta, indica, oltre alle informazioni generali, le condizioni meteo, lo stato della flotta, la stiva ed il calcolo dei danni.
Graficamente non ci si può lamentare: i menù sono sempre chiari e ricchi di dettagli, mentre le schermate sono impreziosite da alcuni modelli 3D.
In costante aggiornamento, Pirates War merita di essere provato ed apprezzato per la varietà di situazioni offerte e la qualità con cui sono state implementate. Un divertimento gratuito, tra una pagina web e quella successiva.

Ogame

Un pianeta da sviluppare e colonie pronte per essere fondate, cercando di creare una flotta di astronavi spaziali sempre più performante ed in grado di devastare gli avversari. Questo in breve lo scopo di Ogame, browser game dall'oramai planetaria notorietà, sviluppato da Gameforge ed agli onori delle cronache dal lontano 2002.
Punto forte di questo strategico ad ambientazione spaziale è il grande bilanciamento e le diverse tattiche adottabili per scalare le classifiche. Le tecnologie seguono un albero piuttosto standard, con il consueto tempo di attivazione che varia in base all'utilità ed al livello della struttura selezionata. I combattimenti avvengono tra le navi in volo di un giocatore e quelle di un altro situate su un pianeta in suo possesso; le sorti della battaglia vengono calcolate tramite le solite statistiche, mentre al termine delle stesse, il vincitore potrà raccimolare i detriti – che non sono altro che preziose risorse – grazie alle apposite riciclatrici. Le lune, poi, sono la più ricercata delle casualità: dopo uno scontro, i detriti hanno una certa percentuale di possibilità di aggregarsi formando quel corpo stellare, utilissimo per proteggere le proprie flotte o per difendersi da quelle altrui.
Semplicemente immensa è la comunità virtuale che popola i 31 server di gioco, più uno per il beta testing delle nuove feature, spesso aggregata in alleanze, perfette per stringere amicizia e, soprattutto, per cercare di raggrupparsi con altri aspiranti imperatori spaziali del proprio livello, facendo cerchio e scalando assieme le classifiche.

Hattrick

Quasi un milione di utenti, tanti attualmente giocano quello che è di gran lunga il più famoso manageriale calcistico sotto forma di browser game. Tutto è partito nel 1997, quando uno sviluppatore svedese, Bjorn Holmer, lanciava la prima interfaccia che si è poi perfezionata negli anni subendo una svolta nell'ottobre del 2000, prendendo una forma simile a quella attuale.
Il gameplay non è dissimile da quello dei vari Football Manager e Scudetto, mettendo il giocatore nei panni di un allenatore – nella sua concezione più inglese del termine, votata quindi anche alla gestione degli affari economici – con il compito di portare una piccola squadra dalle più basse e modeste leghe, fino a quelle più prestigiose. Per farlo vanno mercanteggiati ed allenati i calciatori, ampliato lo stadio e soddisfatte le tifoserie.
Molte anche le diverse competizioni a cui partecipare, alcune delle quali ad accesso limitato e previo il raggiungimento di certe posizioni nei campionati regolari. Ovviamente, trovandosi testa a testa con altri esseri umani e non contro l'intelligenza artificiale, il livello di sfida si dimostra notevolissimo e la gloria, per chi riesce ad imporsi come “il migliore” di una così vasta comunità, è grande.
Di stagione in stagione, ciascuna delle quali della lunghezza di 16 settimane e 14 partite, vengono introdotte novità e perfezionato un bilanciamento sempre molto attento a non dare alcuna opportunità di barare. In un paese dove tutti sono allenatori, Hattrick difficilmente non piacerà; il consiglio è di iscriversi il prima possibile, visto che i posti sono sempre limitati – ma il numero è comunque in continuo aumento – ed i tempi di attesa per entrare a farne parte possono anche essere di alcuni giorni.

RunScape

MMORPG ad ambientazione fantasy con quasi sei milioni di utenti iscritti, Runscape si distingue dai titoli analizzati fino a questo momento grazie ad un uso intensivo di Flash che, pur mantenendo la possibilità di essere giocato attraverso una normale pagina web, permette di abbandonare le schermate piene di statistiche e numeri, abbracciando un'interfaccia simile a quella dei normali giochi di ruolo, nel quale comandare direttamente il proprio alter ego virtuale.
Creato il personaggio e completato il tutorial, ci si trova di fronte ad un gioco di massa piuttosto comune nella sostanza, che impernia buona parte del suo fascino nell'immediatezza: non ci sono classi da selezionare, solo vanno aumentate le statistiche di tre abilità di combattimento – corpo a corpo, attacchi a lungo raggio e magici – cercando nel contempo di conquistare nuovi poteri.
Ovviamente non mancano le quest, divise per livelli ed alcune delle quali affrontabili solo in compagnia di un altro utente. In aggiunta ci sono tutta una serie di live event, che contemplano l'interazione con alcuni NPC e svolgono il compito di dare nuova linfa alla trama ed a non far sentire i giocatori dei semplici farmer o grinder.
Più che in altri prodotti simili, in RunScape il pagamento di un canone mensile porta dei vantaggi tangibili nell'esperienza: con meno di 5 euro ogni trenta giorni, si accede a server specifici privi di messaggi pubblicitari, si dispone di un inventario più grande e, soprattutto, si gode di missioni esclusive e di una mappa decisamente più vasta ed articolata.

Informatist

Per concludere, abbandoniamo gli spazi aperti ed i campi da calcio, i mondi fantasy ed i mari di piratesca memoria, per tuffarci in un browser game a dir poco atipico. Informatist è un simulatore di mercato azionario e, in generale, del mondo dell'economia. Effettivamente combattere all'ultima azione venduta in borsa, potrebbe non risultare la massima aspirazione di molti, ma la natura quasi unica di questo gioco, non può non essere tenuta in considerazione.
Si parte con una dote di circa 40.000 euro, da utilizzare per comprare le azioni di un'azienda già esistente – creata da un altro utente – o per crearne una tutta propria. Il successo delle diverse attività dipende da un insieme di elementi: i sei diversi tipi di impiegati vanno pagati adeguatamente in base al loro ruolo e alle ore di lavoro, mentre il campo in cui si opera deve essere scelto tra un roster piuttosto vario e, con il tempo, si acquisiranno nuove abilità in grado di aumentare la produttività.
Maggiore sarà la fiducia degli investitori, più alti saranno i ritorni e le proprie ricchezze. In realtà c'è uno stimolo implicito alla cooperazione più che alla competizione e, per quanto formalmente ciascuno lavori per se stesso, i risultati migliori si ottengono soccorrendo gli altri “magnati” in difficoltà o unendo le forze per creare realtà più ampie e potenti.
Non è quindi per tutti e quasi certamente causerà una forte sonnolenza in molti di voi; però l'esperimento è ben riuscito ed il bilanciamento trovato è davvero notevole tenuta in considerazione la mole di variabili in gioco. Da provare, è gratis!

Appuntamento decisamente sui generis per questo Vivere Online estivo, che lascia per una volta da parte la normale trattazione di un singolo MMORPG, per analizzare un'esperienza che rientra nell'ambito videoludico passando però attraverso le comuni pagine web: il browser gaming.
Veri e propri videogiochi, questi prodotti si impongono di giorno in giorno, mettendo in luce tutta una serie di prospettive che li rendono sempre più appetibili dal grande pubblico della Rete: la gratuità è una costante fissa per la gran parte di essi, mentre l'accessibilità garantita, praticamente qualsiasi computer in grado di navigare li supporta, non costringe l'utenza a doverne usufruire esclusivamente da casa.
Anche per gli sviluppatori un browser game si può considerare un prezioso investimento, capace di valorizzarsi con il tempo e di portare profitto grazie a banner pubblicitari ed altre forme di promozione. In tal senso è molto interessante leggere la ricerca fatta dall'americano “Galaxy News”, che ha studiato l'evoluzione del genere e ne ha descritto i possibili, futuri risvolti. Aziende come Gameforge e BIGPOINT reggono i server di decine di giochi, sposando sempre più la filosofia che vuole spingere la vendita di speciali oggetti, che non facilitino tanto la propria superiorità sugli altri giocatori che invece non vogliono sottoscrivere abbonamenti, ma che, semplicemente, automatizzino le procedure più lunghe e noiose. Gratis ma con aggiunte a pagamento, un modello di business che in occidente non ha mai attecchito nell'ambito del gioco di massa online, se non in questo particolarissimo frangente.
Esiste probabilmente anche un motivo sociologico alla base di tanto successo. Ancora oggi, nonostante si parli di un'industria capace di confrontarsi e forse superare cinema e musica, quella del videogioco è una passione che valica le comuni conoscenze di base in ambito informatico, sempre alle prese tra aggiornamenti hardware e software, nei PC, e strani pad con mille tasti colorati e leve analogiche, nelle console. Viceversa, chi non è in grado di muoversi tra le finestre di Windows Explorer o Mozilla Firefox e quanti vogliono spendere del tempo divertendosi su sistemi operativi generalmente poco supportati?
Un'ascesa che sembra non avere fine quindi, nonostante alcuni elementi di immaturità siano ancora presenti e mostranti alcune limitazioni, come la possibilità di sviluppare, almeno per il momento, i soli strategici, gestionali e – pochi a dire il vero – giochi di ruolo. L'uso sempre maggiore di linguaggi come Java o Flash, comunque, sarà certamente foriero di grandi novità.
Non resta che vedere alcuni dei più celebri browser game in circolazione, molti dei quali di origine teutonica o americana. C'è però una piacevole eccezione di matrice italiana, quel Pirates War nel quale – e qui non possiamo non essere un po' civettuoli – Multiplayer.it ha creduto ed al quale accedere direttamente dal link presente in alto in ogni pagina del sito.