0

Vuoto mentale

Spremere le meningi in estate fa sudare (e rende ciechi)

DIARIO di Andrea Pucci   —   10/07/2004

Non sudo ma godo

Oggi è fresco, dopo settimane di afa asfissiante. Il metereologo dice che da qualche parte piove. E qui soffia il vento fresco della pioggia altrove. E' un piacere essere seduti sul divano a scrivere. Le parole scivolano leggere sotto i tasti, dopo una settimana di telefoni squillanti, riunioni concitate e tempi battuti dal metronomo.
Ieri la settimana d'ufficio si è conclusa con una lieta sorpresa: ci è stato presentato il cortometraggio, o per meglio dire documentario, della spedizione all'E3 di Los Angeles. Urge un passo indietro per i non addetti.

Ogni anno a Los Angeles si tiene la fiera di videogiochi più grande e prestigiosa del mondo, l'E3 o Electronic Entertainment Expo. In questa fiera, o evento o kermesse come preferite, della durata di tre giorni più annessi e connessi prima e dopo, vengono presentati centinaia, anzi migliaia di videogiochi, di cui moltissimi per la prima volta.
E' il valhalla del videogiocatore, la capanna di zucchero di Hansel e Gretel di ogni giornalista videoludico.
Multiplayer.it è nato nel 1999 e fin dall'edizione dell'E3 del 2000 non abbiamo mai mancato un appuntamento.
E come nell'Alligalli di Vianello, ogni anno siamo cresciuti un po'. Se nel 2000 eravamo in tre a visitare l'E3, nel 2004 siamo arrivati alla cifra record di 14 (quattordici) persone. E ogni anno non basta mai.
La trasferta a Los Angeles non è un viaggio, ma un rito. Le persone (i redattori e i responsabili) farebbero carte false per esserci. Andare all'E3 (nel nostro modo ovviamente) è come lavarsi nelle acque del Gange: ritempra, rinvigorisce e lava via un anno di lavoro. E' come scalare una montagna di duemila metri solo per andare a urlare dalla sua cima.
Non è un caso quindi che di questa esperienza è nato un film-documentario.

In nome di Piero Angela

E' con queste premesse che nel 2004 abbiamo aggregato allo staff una persona invisibile, un genio cinematografico dei nostri tempi, il cui talento sta lentamente emergendo. Daniele Prato, il regista, è un uomo particolare, un marziano sceso sulla terra per dirigere la telecamera.

Alla fine del film un po' di quella magia riesce a bucare lo schermo e a depositarsi nell'anima di chi non ci è stato.

In nome di Piero Angela

Ci ha seguiti per una settimana, silente come Sam Fisher. E ci siamo ritrovati, dopo due mesi di montaggio, un film di trenta minuti che è, incredibilmente e misteriosamente, riuscito a suscitare le emozioni del rito dell'E3.
Gli attori siamo tutti noi di Multiplayer.it. Non attori veri che sanno di recitare, ma attori per caso, come le oche o gli orsi di un documentario di Superquark che fanno spettacolo e si raccontano senza rendersi conto di farlo. Alla fine del film un po' di quella magia riesce a bucare lo schermo e a depositarsi nell'anima di chi non ci è stato. Non c'è articolo o editoriale o diario che possa riuscirci.

Il film-documentario si chiama "Alla fiera del West" e come o quando lo vedrete non vi è dato al momento di saperlo.

A sabato prossimo.

Mi osservo dall'alto con stupore. Un po' come quelle scene cinematografiche in cui lo spirito esce dal corpo durante le operazioni chirurgiche e guarda con curioso distacco quello che sta accadendo all'involucro appoggiato pochi metri sotto.
Il sabato solitamente scrivo l'editoriale non dall'ufficio, ma da casa. Quest'abitudine l'ho recuperata dopo diversi anni di rientri in redazione nel fine settimana grazie all'installazione, a lungo rimandata, di una linea ADSL casalinga.
Mi vedo seduto sul divano, con un PC che pesa una manciata di grammi appoggiato sulle ginocchia. Solo un filo che limita i movimenti, quello del modem ADSL che stacco e attacco in giro per casa, a seconda dell'ora e della temperatura ambientale. Per me, nonostante la linea veloce della redazione, le statistiche, i sondaggi, la consapevolezza che ormai 1 navigatore su 2 viaggia veloce, il tempo della navigazione in casa si è fermato alla linea analogica del 1999. Da allora ogni sforzo di miglioramento tecnologico è avvenuto sul lavoro e, con un effetto alchemico strano, lontano dalla mia sfera personale.
Potete immaginare quindi un tenue, quasi impercettibile, senso di stupore a navigare in ADSL da casa.

Voi con la fibra in casa installata nel 2001, fate un passo indietro con la memoria.

Lo so che è difficile.