War on Terror - Hands On  0

Montecristo si prepara a lanciare un RTS con elementi RPG che sembra andare tanto di moda in questi ultimi mesi: innovazione o rivoluzione?

WoT elimina la parte strategica inerente la costruzione di edifici, focalizzando il gameplay sulle battaglie e sulle tattiche

Guerra al terrore!

Dove stanno i cambiamenti? Innanzitutto WoT elimina la parte strategica inerente la costruzione di edifici, focalizzando il gameplay sulle battaglie e sulle tattiche adottabili. I puristi storceranno il naso, ma pare questa la moda in voga (basti vedere Star Wars: L'Impero in Guerra). Il numero di unità sarà limitato, e da qui ne deriva un uso attento e oculato che si basa su fattori come l’esperienza accumulata e le skills dei soldati. I Montecristo hanno implementato un sistema simil-RPG per le tipologie di unità: ad esempio la fanteria anticarro (munita di lanciarazzi) dovrà necessariamente usare l’arma secondaria (in questo caso la pistola) per fronteggiare meglio quella avversaria. Ogni elemento vede diverse variabili: dalla resistenza alla capacità visiva, dalla velocità ai danni che è possibile infliggere.
In totale ci saranno circa settanta skill diverse, che permetteranno vari tipi di approccio per ogni missione. Quindi più che alla quantità dei soldati si guarderà alla qualità. Questo non significa usare solo un pugno di uomini ma approfondire l’elemento tattico. Prima di ogni livello infatti si dovranno scegliere le risorse adeguate, a seconda di quanti punti-missione saranno disponibili. Il successo di un livello e la riuscita di obbiettivi primari e secondari, comporterà un certo numero di punti da investire nell’acquisto di unità. Perciò la tattica di mandare gli uomini al massacro non è delle migliori. Una battaglia vinta con minime perdite e con tutti gli obbiettivi svolti offrirà molti più premi di una mischia furibonda votata alla carneficina. Inoltre l’esperienza acquisita dai nostri sul campo si accumulerà nelle fasi seguenti, permettendo di schierare quindi unità molto più abili.

Graphic war!

L’aspetto grafico è il fiore all’occhiello di WoT. All’inizio sembra di trovarsi proprio di fronte a C&C Generals ma poi con un’analisi approfondita ci si accorge delle fantastiche possibilità offerte dal motore. Il livello di zoom è pazzesco, tanto da permettere di vedere le facce dei soldati, facendolo sembrare una sorta di “Sims” a sfondo militaresco! Ovviamente non è che questi siano stupendi, ma comunque molto avanti rispetto agli RTS odierni. Le animazioni appaiono convincenti e gli uomini colpiti dal fuoco nemico spruzzano sangue fino a sguazzare a terra in una pozza di organi (molto stilizzato ma violento). Parlando di mappe di gioco ci si trova in ambienti più o meno particolareggiati, da città intere a deserti libici, tutti dotati di svariati elementi di scenario: case, palazzi, auto, alberi. E la cosa spettacolare è che qualunque cosa è distruttibile! Nei livelli cittadini è possibile farsi strada demolendo i grattacieli! Essendo poi presenti città chiave tipo Parigi, si potranno trovare zone familiari di cui è stata fatta una ricostruzione certosina. Ogni cosa appare ben realizzata, cosi come gli effetti particellari: esplosioni e detriti la fanno da padrone, anche se vi è un esagerato uso dell’effetto calore. Alcuni veicoli tipo i carri sparano colpi che producono devastanti esplosioni con tanto di onda d’urto: in certi momenti di attacco massicci, non si riesce veramente a capire ciò che succede e dove siano le unità, tanto è il caos che si vede su schermo! Migliorabile anche la solita “fog of war”, la nebbia che copre lo scenario, troppo invadente e con un brutto effetto di “sparizione immediata” dei nemici. In generale vi è ancora un po’ di pulizia grafica da fare (specie per certe texture che si ripetono a iosa) ma nel complesso c’è da rimanere abbacinati. Nota negativa: le schermate di briefing sono noiosissime, piene di testo e senza uno straccio di scenetta o schermata come si deve. L’idea di leggersi pagine intere per conoscere la missione è sicuramente da bocciare. Speriamo in una diversificazione.

A.T.: Artificial Terror

Per il momento non c’è da stare molto allegri: i nostri soldati non rispondono sempre prontamente agli ordini, a volte fermandosi in modo imbarazzante come se non sapessero cosa fare. Ancora peggio sotto gli attacchi nemici, dove si è potuto assistere a vere carneficine! Nei livelli provati gli avversari appaiono a tratti, spesso cogliendoci di sorpresa e causando ingenti danni alle unità, complice anche l’invasiva nebbia e l’impossibilità (per ora) di ruotare la mappa. Non siamo ai livelli di Commandos, ma da ciò che si è visto la pianificazione di ogni passo è obbligatoria. Certo il codice è vecchio e in questi mesi Montecristo ha avuto tutto il tempo di apportare le opportune modifiche. Sarebbe un vero peccato se questi difetti dovessero rimanere. Interessante anche il parlato dei soldati, che viene espresso a seconda della nazionalità (le World Forces vedono inglesi, francesi, tedeschi; la cina ovviamente cinese, e i terroristi parole simil-arabo). Sfortunatamente anche la parte audio non era esente da difetti, soprattutto durante gli scontri mancava l’audio e un qualsiasi tipo di immersività sonora. Il buon doppiaggio e qualche musica sentiti però lasciano ben sperare.
Manca circa un mese all’uscita di WoT. Se la fase di testing sarà ultimata come si deve, ci troveremo di fronte ad uno strategico sicuramente rinfrescante per la tipologia di gioco. Per chi non riuscisse proprio ad aspettare è disponibile una demo (disponibile nella nostra Area Files) come assaggio di ciò che vedrete a metà aprile. Aspettiamo trepidanti la versione finale!

No Multi, No Party!

Purtroppo non è stato possibile provare il multiplayer, ma grazie anche alle novità introdotte, la profondità di gioco è garantita. E’ possibile sfidare fino a otto giocatori, in diversi tipi di scontro. Dal classico deathmatch al cattura la bandiera, passando per “Re della collina” ad un misterioso “Convoy”. Gli appassionati saranno felici di sapere che è presente un editor di mappe e di livelli (sì, si potranno creare anche partite in single!) e un generatore casuale di questi appositamente studiato per il multigiocatore! Ah, in ultima non manca neppure lo skirmish mode.

Guerra al terrore!

E’ bene chiarire subito: la versione provata (risalente a dicembre scorso) era strapiena di bug d’ogni tipo, e sfortunatamente non era neanche immune ai crash! Con questa premessa non bisogna certo prendere tutto per oro colato, dato che il gioco dovrebbe uscire verso metà aprile con un codice sicuramente più stabile, performante e pulito.
War on Terror (da adesso in poi WoT) è sostanzialmente un RTS di stampo classico, che però vuole offrire di più dei soliti cloni di Command & Conquer. Innanzi tutto il gioco ipotizza una guerra realistica a poca distanza dal nostro periodo, mettendo a disposizione tre tipi di fazioni dotate di armi e veicoli realmente esistenti; non vi è spazio per dotazioni fantascientifiche (se non un unico accenno) e gli scenari vogliono essere il più reali possibili. Potremo quindi impersonare le World Forces (in pratica le Nazioni Unite), la Cina, e infine l’Ordine (i terroristi), ognuno dotato delle proprie peculiari caratteristiche. Osservando le varie unità si nota un bilanciamento classico, visto che i tre schieramenti offrono tutti unità di fanteria, di terra e aeree (non sono previste quelle navali) più o meno in uguale misura (la Cina pare disporre di qualcosa in meno). Tra gli eserciti spiccano poi le cosiddette “special infantries”, in altre parole i soldati con svariate abilità utili in determinati casi. Ve ne sono più di uno per fazione, dalle classiche spie (utili per piazzare telecamere e infiltrarsi tra i nemici) ai propagandisti cinesi, che arruolano direttamente i cittadini! Oltretutto saranno presenti anche degli eroi, su cui per ora vige il top-secret. In totale troveremo circa una sessantina di unità.