WarHawkWarhawk - Hands On 

Se vi piace sfrecciare per i cieli o direttamente sul campo di battaglia, si avvicina il momento di cimentarsi in WarHawk, nel frattempo leggetevi la nostra prova su strada della beta del gioco!

Warhawk - Hands On Warhawk - Hands On Warhawk - Hands On

Una volta scaricato il file (quasi 800 MB) ed installato il gioco, si accede velocemente al menu, con la possibilità di settare le opzioni o di andare direttamente online. E' presente anche la voce che permette di disputare le partite in locale, ma nella beta non è al momento selezionabile. Pochi secondi per il collegamento ed ecco apparire una schermata molto completa, divisa in schede, che permette di saggiare la maggior parte delle caratteristiche che comporranno il gioco nella sua incarnazione finale. La prima cosa che salta all'occhio è sicuramente la parte denominata "Community", una sezione davvero completa nella quale è possibile visualizzare tutte le proprie statistiche e quelle degli utenti presenti nella propria friend list, come ranking globale, numero di vittorie, medaglie e altri tipi di riconoscimenti acquisiti. A questo punto si può accedere alla pagina dei clan, e crearne uno ex novo, con tanto di tag e pagina di amministrazione, dove è possibile decidere le strategie e gli utenti da aggiungere alla propria squadra.
Prima di accedere al gioco è doveroso passare alla creazione del proprio alter ego, scegliendo innanzitutto la fazione di appartenenza (tra le due attualmente disponibili, Eucadian and Chernovan) e, grazie all'editor incluso, i tratti somatici principali. Uguali possibilità di personalizzazione ci sono anche per l'Aircraft, disponibile in due modelli principali -sempre uno per fazione- e con diverse livree personalizzate. L'ultimo passaggio da effettuare consiste nell'accedere ad uno dei server di gioco che rispondono col ping più basso e, nel caso di quelli residenti (tra le opzioni di creazione è infatti possibile scegliere se la propria console si deve comportare unicamente come server per ospitare le partite, pensate ad esempio ai clan) scegliere quali aggiungere alla propria lista dei preferiti, in maniera tale da accedervi anche in futuro. Nel caso in cui si decida di creare una partita, la scelta ricade su una delle cinque ambientazioni presenti, che spaziano da isole a città semidistrutte, passando per strutture sabbiose, a loro volta divise in quattro o cinque mappe differenti, per conformazione e avamposti. Non sappiamo se nella versione finale ce ne saranno delle altre, ma già in questa fase il numero ci pare discreto.

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Le modalità di gioco attualmente disponibili sono quattro, il classico deathmatch singolo ed a squadre, il capture the flag, nel quale bisogna conquistare la bandiera della squadra avversaria e portarla nella propria base, ed un'ultima modalità denominata Zone, che ha come scopo quello di catturare diversi avamposti avversari, in modo da avere un maggiore controllo sulla mappa ed avere a disposizione un numero superiore di avamposti dove "resuscitare" in seguito a morte prematura. In fase di creazione è ovviamente possibile selezionare una vasta scelta di parametri per bilanciare al meglio la partita, tra le tante segnaliamo quello dell'abilitazione o meno del fuoco amico, del numero dei giocatori massimo (nella beta sono 16, in quella definitiva dovrebbero essere 32) il bilanciamento automatico del numero di utenti che compongono una fazione, il tempo di respawn, se è possibile trasportare la bandiera anche in volo e così via.
Ultima opzione gradita è quella della chat vocale, che durante le nostre prove ha funzionato sempre in maniera egregia e si rivelerà fondamentale, ovviamente, quando ci saranno clan che si scontrano tra di loro.

Una volta scesi sul campo di battaglia abbiamo finalmente potuto saggiare le caratteristiche di WarHawk. Se dovessimo fare un primo confronto, tanto per rendere l'idea, potremmo dire che il titolo di Incognito Entertainment ricorda per diversi fattori la serie di Battlefield, con due grosse fazioni pronte a darsi battaglia, supportate da diverse tipologie di armi e mezzi, per sconfiggere quella opposta. La mappa è composta dalla propria base, facilmente riconoscibile dalle tonalità di colore, e da qui parte la nostra missione, a piedi col proprio personaggio e in possesso di alcune bombe e della pistola d'ordinanza. Rapidamente è possibile acquisire nuove armi, come lanciarazzi e mitragliatori, sicuramente più efficaci negli scontri contro mezzi corazzati e volanti. Si, perchè in Warhawk non manca ovviamente la possibilità di pilotare alcuni mezzi, per la precisione tre. Innanzitutto la Jeep, che può essere "abitata" fino a due persone, con una alla guida e la seconda al comando della torretta mitragliatrice, poi il classico carroarmato ed infine l'aircraft, che sarà vitale per attraversare velocemente la mappa o raggiungere posti altrimenti irraggiungibili.

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Lo scenario di battaglia di Warhawk si svolge infatti sia per terra che in cielo, con la possibilità di usare torrette anti aeree nella propria base, o attaccare posizione critiche nemiche dall'alto. Gli slot di armi a disposizione per i combattenti a piedi sono 9, mentre l'aereo è dotato di due modalità, una d'attacco, mediante la quale è possibile sparare missili e proiettili, ed una di navigazione, dove la navicella cambia conformazione nelle ali e può acquisire una velocità decisamente superiore, senza però avere la possibilità di attaccare. In questo caso è possibile sfruttare il sensore di movimento del pad Sixaxis, e usarlo quindi per pilotare la navicella in stile cloche e in sostituzione del classico controller analogico. Rimane standard invece la configurazione per il controllo dei personaggi a piedi, con i dorsali demandati a rilasciare arma primaria e secondaria, la X per saltare, select per richiamare la mappa, il tasto analogico sinistro per il movimento e la croce digitale per cambiare la propria arma. Tecnicamente il gioco ha fatto diversi passi in avanti rispetto alla versione che abbiamo potuto provare allo scorso TGS, ma è ancora caratterizzato da diversi alti e bassi. Nei primi ricadono l'ottima profondità visiva e dettaglio in lontananza, il frame rate che non accusa quasi mai colpi e la realizzazione delle ombre (molto carini i numerosi bossoli che fuoriescono dal mitra e che proiettano l'ombra sul giocatore e sul terreno), nei secondi una realizzazione delle texture solo nella media, un dettaglio poligonale non altissimo e soprattutto la scarsa interazione con l'ambiente, che si limita alla distruazione delle torrette, qualche barile esplosivo e poco altro.

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Dopo aver passato qualche ora in compagnia della beta di WarHawk non possiamo far altro che apprezzare la scelta adoperata dai programmatori di concentrarsi unicamente sulla modalità multiplayer. Il taglio dato al gioco è sicuramente più arcade della serie Battlefield per PC, ma è presente comunque un po' di strategia che verrà amplificata sicuramente quando ci sarà il proliferarsi di numerosi clan organizzati magari mediante chat vocale. In questo senso è già ottimo il supporto per classifiche, statistiche e clan stessi, così come il numero di mappe a disposizione. Una maggiore varietà potrebbe fare forse al caso del gioco, ma ad ogni modo se il suo prezzo di acquisto sarà particolarmente adeguato, WarHawk potrebbe rappresentare uno dei primi cavalli di battaglia per gli utenti PlayStation che hanno una particolare preferenza per i giochi online.

Il destino di WarHawk può essere considerato, per certi versi, simile a quello di una soap opera, a causa dei numerosi annunci e dietrofront sul tipo di gioco che sarebbe dovuto essere. Alla fine Sony sembra aver preso una decisione: WarHawk è un gioco esclusivamente orientato al Multiplayer offline e online, la sua forma di distribuzione primaria sarà il PlayStation Store (ad un prezzo sicuramente aggressivo) mentre non mancherà la versione Blu-Ray con alcuni contenuti inediti e speciali.
Tutto questo preambolo per dire che in questi giorni è attiva, per gli utenti Americani, la beta pubblica di WarHawk, grazie alla quale è possibile saggiare alcune caratteristiche del gioco. Noi, ovviamente, non ci siamo lasciati sfuggire la possibilità di darle un'occhiata.

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