Wings Over EuropeWings Over Europe - Hands On 

La guerra fredda, ovvero come abbiamo imparato a non preoccuparci e ad amare la bomba!

F15 vs Mig 29; realismo vs arcade

La scelta del velivolo, compatibilmente al tipo di missione selezionata, è sicuramente il momento cardine della definizione dello scontro in cui ci si vuole tuffare. Dal primo aereo supersonico a reazione, il Super Sabre, passando attraverso i vari F-105 Thunderchief, F-4 Phantom II, l'A-10 Thunderbolt II e l'Harrier "jump jet" a decollo verticale, sino all'F15 Eagle Strike Fighter (tutt'ora in forza nelle sue varianti più evolute alle forze armate occidentali) la scelta è imbarazzante, contando il fatto che ho citato solo alcuni dei velivoli alleati, tralasciando completamente i russi, anch'essi utilizzabili.
Le missioni coprono tutte le possibilità offerte dal teatro scelto: pattugliamenti, scorte, blitz e bombardamenti mirati ne sono solo alcuni esempi.
Già dal briefing, dal carico di armamenti disponibili e dalla varietà di squadriglie e camouflage offerti ci si rende subito conto dell'accento simulativo con cui si è voluto caratterizzare questo titolo, tanto che i non appassionati, o, quanto meno, coloro che non sono molto competenti in materia, non appena in volo potrebbero sentirsi disorientati di fronte alla quantità di strumenti da tenere sott'occhio, ma soprattutto dall'infinito numero di comandi a tastiera necessari per avere il totale controllo del proprio mezzo (si è dovuto fare ricorso addirittura a plurime combinazioni di tasti per ottenere il 100% del risultato prefisso, giusto per avere un'idea della mole di input che si sarà costretti a digitare in ogni raid).
Seppur il livello di realismo simulativo sia settabile in sede di opzioni, dobbiamo essere sinceri, abbiamo preferito portarlo al massimo non trovando nell'easy mode uno scarto sostanziale verso un modello aerodinamico che concedesse di più a chi non avesse voglia di rischiare lo stallo ad ogni cabrata. Quindi, cloche alla mano, passiamo alle zone calde di gioco.

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Ottimi arei, pessime strutture

I modelli degli aeroplani in volo, se osservati da telecamere esterne, evidenziano una cura eccezionale per i particolari: flaps e ammenicoli vari sono splendidamente animati, le texture danno l'idea del metallo pesante di cui dovrebbero essere costruite queste macchine volanti e le decalcomanie, competenti per nazione di appartenenza, sono ottimamente ricostruite. Il top è raggiunto nella gestione delle ombre in tempo reale che, senza alcuna incertezza, fluidamente compaiono e scompaiono pixel per pixel su superfici talmente complesse da sembrare veramente curve. I post-bruciatori incendiano i motori di coda e le manovre più ardite generano in punta d'ala flussi aerodinamici più che credibili. La domanda, però, sorge spontanea: che senso può aver avuto investire tanto lavoro e attenzione nei confronti di elementi che saranno sullo schermo, durante una partita, solo il dieci percento del tempo, quando a fare da contesto a cotanta arte troveremo scenari spogli come non se ne vedevano da tempo?

a proposito di pilotaggio, nota di merito ai vari cockpit, molto ben ricostruiti e che non fanno sentire più di tanto la mancanza di più classiche sovraimpressioni riassuntive dei parametri da monitorare costantemente

Ottimi arei, pessime strutture

Infatti il punto debole numero uno ravvisato in questa prima prova del gioco è certamente la ricostruzione del terreno. L'impressione avuta, pur avendo scelto il massimo dettaglio grafico, è stata quella di volare su territori importati da Google Earth, laddove i satelliti non possono offrire textures in alta risoluzione.
Se ad alte quote, sfrecciando fra nuvole volumetriche di sufficiente fattura, il problema non è più di tanto riscontrabile, non appena ci si avvicina ad una città e si scopre che si sta volando su un'accozzaglia di pixel grigi dalle dimensioni spropositate su cui sono state appoggiate alla bell'emmeglio rare costruzioni parallelepipeoidali, la delusione è veramente troppa. Tanks e cannoni della contraerea, sproporzionati nelle dimensioni rispetto a questi cubetti color ocra, rendono le esperienze di bombardamento ancora più avvilenti.

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Comandante Puggioli, nemico a ore 6!

E' in volo che effettivamente WOE dà il meglio di sé. Ogni velivolo evidenzia, con grande merito dei programmatori del motore fisico, differenze sostanziali di pilotaggio. A ragione del fatto che gli scenari coprono all'incirca un ventennio di storia, un ventennio passa anche attraverso le acquisizioni tecnologiche degli aeroplani a disposizione. Così, se alla fine degli anni sessanta strumentazioni e motore permettevano manovre e velocità limitate e ci si affidava più al "manico" del pilota per centrare gli obiettivi che non alla strumentazione di bordo, gli ultimi modelli sono una profusione di hud multifunzionali a supporto di velivoli in grado di sviluppare velocità impensabili e manovre da circo dell'aria. A proposito di pilotaggio, nota di merito ai vari cockpit, molto ben ricostruiti e che non fanno sentire più di tanto la mancanza di più classiche sovraimpressioni riassuntive dei parametri da monitorare costantemente.
Abbiamo pensato che potesse essere utile far provare il gioco ad un amico: il comandante Francesco Puggioli, giovane pilota civile con centinaia di ore di volo alle spalle. Dopo un iniziale scetticismo dovuto ad un eccessivo uso della visone nera legata ad accelerazioni G positive e negative che con i modelli di velivolo più recenti raggiunge una frequenza tale da risultare discretamente fastidiosa, ha poi cominciato a divertirsi seriamente, mostrando come trovasse discreta corrispondenza fra la propria esperienza e il momento ludico. Dal punto di vista simulativo non aggiungiamo altro di fronte a questo.

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Per molti ma non per tutti

Che dire in più. Abbattere i velivoli nemici è sufficientemente appagante con veri e propri dog-fights votati a distruggere, con la sola mitragliatrice rimasta in forze, MIG nemici che sfrecciano d'innanzi impegnati in manovre evasive credibili e spesso efficaci.
Lasciamo alla futura recensione un giudizio più approfondito ma possiamo già sbilanciarci e affermare che sarà un gioco di difficile accessibilità per il videogiocatore medio, un gioco che quindi farà la felicità dei soli appassionati e che potrà essere premiato, al massimo, dall’attuale carenza di titoli similari in grado di competere con questo in un genere che, raggiunta la fioritura ormai un decennio fa, a tutt'ora pare non catalizzare grandi investimenti da parte delle maggiori software house del pianeta.

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Scie bianche solcano i cieli di Germania

Fortunatamente ormai solo un ricordo a medio termine, per i trentenni, e materia di studio nelle pagine dei libri di storia, per le più giovani generazioni, la Guerra Fredda rimane uno dei momenti di tensione internazionale più sentiti e caratterizzati del passato. L'Europa degli anni ottanta come intercapedine fra due blocchi contrapposti, fra due ideologie apparentemente inconciliabili, ridotta a mera cartina tornasole dell'egemonia dell'uno o dell'altro schieramento. E' fra i cieli di questa Europa, sopra un muro di Berlino ancora intatto ed invalicabile che i programmatori di Third Wire, già autori di simili simulatori di volo, fra cui il discreto Wings Over Vietnam, hanno deciso di ambientare questa loro ultima interpretazione della tecnologia aerea applicata alla tattica di guerra.
Wings Over Europe - Hands On Pur essendo già disponibile sugli scaffali all'estero, la copia di Wings Over Europe: Cold War Gone Hot su cui abbiamo messo le mani era completa, sì e no, al novanta percento, mancando infatti di gran parte degli scenari ricostruiti per la versione definitiva del gioco.
Abbiamo quindi avuto la sola possibilità di immergerci fra le bianche nuvole stanziate sul territorio tedesco e sperimentare le differenze di fisica e armamento sintetizzate nei dodici velivoli a disposizione sui venticinque promessi dai comunicati stampa ufficiali (si parla di 12 mezzi in forza alle armate occidentali e ben 13 di matrice sovietica...).
I menù a disposizione, estremamente chiari ed intuitivi, per quanto essenziali, con pochi click soddisfano ogni esigenza ludica degli amanti dei combattimenti aerei. Wings Over Europe - Hands On E' possibile gettarsi immediatamente nella mischia tramite l'Instant Action Mode oppure cominciare ad articolare in modo più approfondito la propria avventura tramite Missioni Singole estremamente customizzabili o dando il là alle vere e proprie Campagne ricostruite più o meno fedelmente dagli sviluppatori del gioco.
Tralasciando il succitato Instant Action, il cui interesse, per i puristi delle simulazioni, crolla dopo un paio di esperienze traducendo sostanzialmente il gioco in un misero shoot'em up dal dubbio appeal, è già grazie alle singole missioni che si può cominciare ad avere un'idea delle potenzialità del titolo.

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