World War II: Frontline Command  0

Dagli autori di Speedball nasce uno strategico ambientato nella tanto decantata Seconda Guerra Mondiale. Il titolo in questione è World War II: Frontline Command, andiamo a vedere cosa si nasconde dietro questo nuovo titolo... Must Buy or not? Ce lo diranno Davide "Black" Di Sisto e Andrea "Inferno" Turbiglio

“Nazisti… Odio questa gente…”

Doverosa la citazione da “Indiana Jones e l’ultima crociata”. Anche se non stiamo parlando di Wolfenstein, anche qui avremo a che fare con i nazisti. In realtà, quali membri delle forze Alleate, dovremmo ritrovarci a combattere tutti i paesi delle forze dell’Asse, ma è inutile far notare come pressoché durante tutto il gioco a rappresentare le forze del nemico saranno gli ormai inflazionati “crucchi”.
Ma tralasciamo i dettagli e veniamo al gioco vero e proprio, ossia la sua giocabilità: per prima cosa, posso dire che si notano dei punti di contatto con Close Combat. Per esempio da questo gioco eredita la possibilità di posizionare le unità della fanteria dentro gli edifici (a vostro rischio e pericolo però, visto che possono essere distrutti). Soddisfacente anche la gestione delle unità: i comandi che possono essere impartiti sono piuttosto vari. Cito fra tutti la possibilità di fare imboscate o di procedere a carponi (per non essere visti dal nemico). Inoltre è presente una barra che rappresenta la morale delle vostre truppe e che influenza le reazioni delle vostre unità; per esempio, quando un’unità si ritroverà a veder morire davanti ai propri occhi buona parte dei propri compagni, potrebbe per qualche attimo non rispondere più agli ordini, mentre un’azione particolarmente ben riuscita potrebbe portare le vostre truppe a fare danno leggermente maggiorato. Sempre parlando di unità, bisogna notare come ce ne sia una certa varietà e siano anche ben caratterizzate tra loro a livello di dettaglio; buona anche l’idea di fornire a certe unità la possibilità di avere una modalità di fuoco secondaria (per esempio: la fanteria ha la possibilità di scegliere tra granate e fucile).
Sempre ripresa da Close Combat, è l’impossibilità per le truppe di vedere oltre edifici o ostacoli presenti sul territorio; inoltre questa regola si estende anche a veicoli quali i carri armati: siccome possono vedere (realisticamente) solo davanti a loro, è possibile aggirarli per attaccarli alle spalle.
Alcune unità poi , hanno la possibilità di estendere la loro visuale con strumenti appositi.
Ho notato poi che anche il rumore provocato dalle nostre truppe conta ai fini del rilevamento da parte delle forze nemiche: per esempio avvicinarsi a una zona controllata dal nemico utilizzando il movimento “corsa”, accelererà i tempi con cui la nostra posizione verrà localizzata.

Nessuno è perfetto…

Nonostante tutti questi pregi, questo Frontline Command presenta dei difetti, che per quanto non gravi, si spera vengano corretti o quantomeno limati nella versione finale. In particolare, ho notato la classica tendenza al suicidio dell’intelligenza artificiale del nemico a cui ci avevano abituati gli RTS del passato (a me viene in mente Starcraft…). Per esempio, se vi imbattete in un piccolo gruppo di unità nemiche, dopo averle eliminate, l’AI anziché mandare un gruppo consistente nella vostra direzione, continuerà a mandare piccoli plotoni formati da poche unità, rendendone facile l’eliminazione.
Altro problema, riguarda invece la gestione delle proprio unità. Infatti per quanto sia facile organizzare gruppi e impartire ordini anche avanzati, risulta invece difficile far muovere le proprie truppe in modo omogeneo; per esempio, facendo muovere un gruppo di unità attorno ad un ostacolo, le unità tenderanno a separarsi, cercando ognuna il proprio metodo per giungere a destinazione, richiedendo così più attenzione al loro movimento, cosa che costringe il giocatore a perdere per un attimo di vista l’obiettivo della propria azione di attacco.
Altra pecca, secondo la mia opinione, consiste nel fatto che, mentre gli edifici garantiscono maggior protezione alle unità, i differenti tipi di terreni non garantiscono protezione differente (al contrario di Close Combat), ma influenzano solo la velocità con cui sui muoveranno le vostre truppe

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, il gioco è piuttosto accattivante, pur nella sua semplicità (il motore è una versione migliorata di quella del suo predecessore Z:Steel Soldiers). Mi hanno colpito la qualità delle animazioni e le attenzioni per i dettagli (basta guardare le uniformi dei proprio soldati); anche le texture sono ben fatte, e fanno presagire che ci sia stato parecchio lavoro alle spalle .
Anche il fatto che gli edifici cambino il loro aspetto in base al danno ricevuto, è un dettaglio piuttosto piacevole. Detto questo, il motore del gioco non è l’ultimo ritrovato tecnologico, ma proprio per questo è capace di girare fluidamente anche con parecchie unità presenti sullo schermo su macchine non all’ultimo grido. Mi ha inoltre soddisfatto il controllo della visuale, con la telecamera che può essere gestita in maniera abbastanza minuziosa.
Il reparto audio fa il suo dovere: gli effetti sonori sono di discreta fattura, anche se manca il supporto all’audio 3d posizionale.

Tirando le somme…

Nonostante i miei dubbi riguardo l’IA, non posso che parlare positivamente di questo WWII: Frontline Command. Ha sicuramente dei punti di forza piuttosto evidenti, quali un’interpretazione realistica della visione sul campo di battaglia e una certa varietà nelle possibilità di impartire comandi alle unità. Per non citare poi anche la cura riposta nel lato grafico, che per quanto non possa vantare un motore grafico da urlo, riesce comunque a soddisfare il giocatore per i dettagli e l’attenzione riposta nella realizzazione degli effetti dell’artiglieria sugli scenari al centro della vostra azione militare. Non si può quindi far altro che attendere l’uscita in versione finale di questo titolo, sperando che nel frattempo i “fratelli del Bitmap” riescano a limitare i problemi legati all’intelligenza artificiale.

Old Memories…

Gli inglesi Bitmap Brothers, autori di questo World War II, sono stati autori di autentici capolavori del mondo dei videogame; Basti citare il mitico “SpeedBall” (chi non ci ha mai giocato?) del 1988, che tanto successo ebbe su Amiga; altro capolavoro è stato “Xenon”, uno sparatutto 2D che all’epoca vantava una grafica all’ultimo grido. Tornando invece al presente, e avvicinandoci al titolo oggetto della nostra anteprima è doveroso citare “Z” (1996) e il suo successore “Z-Steel Soldiers”, entrambi rappresentanti del genere degli RTS.