[X06] Gears of War - Hands On  0

Dopo la presentazione nel corso della press conference, abbiamo finalmente messo le mani sul single-player di Gears of War. In una parola: potenza pura...

La prova del pad

Ogni sessione di gioco veniva fatta iniziare dal primo stage. Dopo aver selezionato uno dei tre livelli di difficoltà, Marcus viene liberato da una cella di un penitenziario in rovina. Il passo successivo è quello di scegliere una strada tra due possibili, ovvero un comodo training, o una decisa sterzata nel cuore dell’azione, seguendo un percorso più difficile, ma più divertente per chi già conosce i comandi. Gears of War è un gioco potente, i colpi si sentono, come si dice in gergo, i passi pesanti e cadenzati di Marcus si ripercuotono sull’immagine del monitor facendola traballare, il sangue, realizzato sulla falsariga di quello visto in Fight Night 3, riempie lo schermo con una sensazione di coinvolgimento davvero grande. I comandi sono intuitivi e complessi allo stesso tempo. Il cuore dell’azione è il pulsante A, che viene usato per schizzare da una parte all’altra del fondale con capriole, corse al riparo e piroette, sempre con estrema naturalezza.

Gears of War è un gioco che lascia il segno

La prova del pad

Interessante è anche l’inserimento di una corsa che il soldato compie stando quasi del tutto accucciato e durante la quale non è possibile cambiare la direzione dello stesso. Da notare anche la funzione del tasto Y, che, premuto in qualsiasi momento, focalizza la visuale sugli eventi di maggiore importanza che stanno accadendo in qualsiasi parte dello schermo, così da non lasciarsi sfuggire nessun dettaglio. I fondali si perdono a vista d’occhio, senza incertezze o clipping, e con anche diversi elementi interattivi (statue che crollano, divani da crivellare di colpi). Le scene d’intermezzo, tutte realizzate col motore di gioco, sono semplicemente spettacolari, confermando le ottime impressioni che ci aveva già fatto il lavoro di Epic in altre occasioni, sia per quanto riguarda la qualità del render che delle animazioni. A livello facile, quello a cui era stata settata la nostra partita, l’Intelligenza Artificiale degli avversari lasciava un po’ a desiderare, ma di fronte a quei bestioni rantolanti, c’era ben poco di cui rammaricarsi. La sensazione che si prova a segarli in due, usando la lama inserita nel calcio del fucile, quando ci si lancia in scontri corpo a corpo, è inutilmente descrivibile a parole. In fondo, basta aspettare il 17 Novembre.

Quasi alla fine

Microsoft ha puntato veramente tanto sul piatto di Gears of War, per questo Natale, e non ci si stancherà mai di ricordarlo. Quando il gioco farà capolino nei centri commerciali e nei negozi specializzati di tutta Europa, c’è davvero da chiedersi la faccia che faranno i clienti occasionali, quelli per i quali Xbox 360 è difficilmente una reale alternativa all’imminente PlayStation 3. Il titolo Epic, infatti, segna una linea netta tra la vecchia generazione e la next generation, e se solo il level design, la giocabilità e la trama si riveleranno all’altezza di tanta bontà visiva, GOW potrebbe rivelarsi una delle chiavi di volta della prossima Console War. Non resta che aspettare che il fumo si diradi, per vedere quanto arrosto ha messo Epic nel fuoco del prossimo Natale. Di certo, non vediamo l’ora di sederci a tavola.

Non ne potevamo più. Gears of War ci perseguita dall’E3 2005, quando per la prima volta siamo riusciti a vederlo in un piccolo assaggio a porte chiuse, mentre una build appena accennata mostrava le possibilità del primo gioco indiscutibilmente next gen di Xbox 360. Da allora, si sono succeduti X05 ed un altro E3, quello di quest’anno, dove abbiamo potuto provare il multiplayer online. Mancava qualcosa, però: la parte, per molti, più importante, quella che può determinare il successo di un gioco o il suo misero fallimento, ovvero il single player. Mancava la possibilità di prendere i comandi di Marcus e del plotone di soldati che lo accompagnano nella lotta contro le locuste, per capire se può essere vero amore. Oggi, qui a X06, ci siamo levati la voglia. Il gioco è evidentemente completo (l’addetto alle postazioni ha interrotto una partita che stavamo portando fin dentro il terzo livello), e Gears of War è un gioco che lascia il segno. Gli screenshot e i filmati non mentono. In questi anni in cui qualsiasi software house si rifugia in incredibili sequenze in computer grafica per mascherare giochi in imbarazzante stadio di sviluppo, il gioco di Epic si presenta esattamente come ci era stato promesso, a 30 fps, senza incertezze, e con una cosmesi di un livello senza precedenti. La novità è che sembra anche un gioco divertente.