Yakuza 3 - Provato  5

L'originale serie firmata Sega giunge al terzo episodio, ambientato nel passato giapponese. Shenmue è lontano oppure no?

Kenzan!

E' il 1605 e il nostro nuovo protagonista si chiama Kazumanosuke Kiryu, e sbarca il lunario come "guardia del corpo" e tuttofare, purchè la paga sia all'altezza del compito. Giocheremo nei suoi panni, gironzolando per le stradine del paese, godendo dei suoi passatempi e della sua bellezza antica, bisticciando con delinquenti e prepotenti, finchè non saremo avvicinati da una giovincella che offrirà a Kazumanosuke una missione: uccidere Musashi Miyamoto. Ed è un bel problema, visto che Musashi Miyamoto è il vero nome di Kazumanosuke, abbandonato insieme al suo sanguinoso passato. Dovremo quindi scoprire perchè la bella Haruka vuole il nostro anti-eroe morto, e cosa fare per risolvere la complicata faccenda.
L'ambientazione moderna e le luci al neon lasciano quindi il posto a una più solare cittadella del passato e ai suoi abitanti in kimono, una scelta coraggiosa quanto inattesa, che non sembra variare comunque le meccaniche collaudate dei due prequel, action-adventure distintisi non solo per la notevole e cinematografica narrazione, ma anche per la varietà e libertà del gameplay: anche in Yakuza 3 potremo visitare negozi e negozietti, partecipare ai divertimenti e giochi paesani, esplorando quindi Kyoto senza premura, picchiando qualche malvivente se ci capita l'occasione. Un'impostazione che ricorda ancora una volta Shen Mue, indirizzata a un pubblico di videogiocatori un po' particolare.
Anche in questo caso la cura per il dettaglio e il realismo di location e situazioni non mancano, e grazie alle potenzialità di PlayStation 3 (ricordiamo che Yakuza 3 sarà un'esclusiva per la console Sony) si è ottenuto un risultato ancora più impressionante, sia dal punto di vista visivo che strutturale. Nonostate tutto però il movimento della folla non stupisce come quella fiumana di modelli poligonali assolutamente verosimili vista in Assassin's Creed: in confronto le città di Yakuza sembrano anzi piuttosto spopolate e "old-gen" e l'interazione con gli abitanti è estremamente limitata.
Anche i modelli poligonali mancano di grazia nella modellazione e texturizzazione, e le animazioni risultano legnose e poco fluide, talvolta innaturali, sopratutto durante i combattimenti. A proposito...

Oggi combatto, domani tiro con l'arco, dopodomani *censura*

Sega ha pensato di rilasciare due demo di Ryu ga Gotoku Kenzan! sul PlayStation Network giapponese. La prima contiene una porzione dello scheletro principale del gioco, la main quest cioè, e ci permette di esplorare brevemente la cittadella, verificando la meccanica piuttosto ripetitiva di alcune quest, fino a incontrare Haruka, evento che innesca la storia vera e propria di Yakuza 3 e con il quale si conclude la demo. Da notare con dispiacere che solo alcuni dialoghi sono effettivamente parlati, mentre quelli di minor rilievo sono affidati ai canonici testi.
La seconda demo ci ha offerto un assaggio di quello che Yakuza 3 sarà aldilà della linea narrativa principale, ovvero un'esperienza ricca di passatempi e potenzialmente molto varia: la versione dimostrativa in questione infatti permetteva di provare tre mini-giochi. Il primo è una sorta di simulazione di appuntamento, un mini-game alquanto incomprensibile dove ci è data la possibilità di ordinare delle pietanze al ristorante mentre colloquiamo con una giovane giapponese.
Il secondo mini-gioco, decisamente più interessante, è una corsa a cavallo automatica durante la quale il nostro compito sarà mirare a dei bersagli posti sui lati del sentiero. Mirando con lo stick sinistro, Kiryu scoccherà le frecce, e premendo il tasto mostrato al momento giusto, eviteremo ostacoli che potrebbero farci perdere tempo prezioso.
L'ultimo divertissement proposto è una dimostrazione pratica del sistema di combattimento, in realtà abbastanza deludente: la demo permette di picchiare dei nemici (estremamente simili tra loro) sia a mani nude che utilizzando due spade; la meccanica è talmente semplice da sfiorare la banalità: tre tasti per tre tipi di attacchi, alcune combo, possibilità di evitare i colpi avversari o di agguantare un bersaglio. Le collisioni sono decisamente rozze, e le animazioni generalmente poco fluide: insomma, benchè i combattimenti non siano il cuore di Yakuza 3, sono al momento la fase più deludente, senza scomodare gli eccentrici mini-game.
Nella speranza che Sega risolva i problemi tecnici e ludici che al momento affliggono un titolo dalle enormi potenzialità, non resta che attendere una demo in lingua comprensibile, o ancora meglio il gioco definitivo.