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INFORMAZIONI SUL SET

Il costume di Kasumi mi ha richiesto circa due settimane di lavoro, tutti i pomeriggi. A livelli di costo, oltre le varie stoffe, considerate anche lenti, parrucca, sandali e wakizashi, se non ricordo male dovremmo stare sulle 180/200€. Ovviamente le decorazioni del kimono sono state le cose più complesse da realizzare. Sono state un vero parto ma posso quasi “vantarmi”, si fa per dire, di aver inventato questa tecnica (più che altro non avrei saputo come fare diversamente). Vedendo l’abito originale mi dava la percezione che la stoffa fosse “stampata” sopra, non dipinta come avevo visto altrove, e che dovesse essere estremamente brillante. Quindi ho riprodotto fedelmente a mano il motivo originale dell’abito davanti e il logo dietro (comprese le scrittine giapponese mignon che non si fila mai nessuno...), l’ho ingrandito in scala, l’ho disegnato con pazienza tutto sulla stoffa dorata con effetto laminato. A questo punto sul retro della stoffa ho applicato una speciale carta collante che si pressa con il ferro da stiro e che ha la particolarità di rendere il tessuto adesivo. Quindi l’ho ritagliato pezzo per pezzo, filo d’erba per filo d’erba, petalo per petalo, fiore per fiore. A questo punto, ho posizionato con pazienza e precisione certosina ogni singolo ritaglio (kanji compresi) sulle due parti delle gonne e con il ferro da stiro e una pezzuola per non bruciare la seta dell’abito, ho fatto aderire, posizionandoli correttamente i vari pezzi dorati, uno per volta, grazie allo scioglimento della pellicola adesiva. Il risultato mi soddisfa molto, il dorato ha mantenuto la sua brillantezza e mi pare renda bene quegli eleganti kimoni giapponesi con applicazioni sovrapposte che vedo spesso nelle riproduzioni artistiche.

Ho scelto Kasumi per un semplice motivo, banale direi: mi piace, la reputo un ottimo personaggio! Kasumi compare nella saga di Dead or Alive, picchiaduro con un sacco di ragazze ''procaci'', all'inizio nulla di che a dire il vero, puro fan service e poco altro... tuttavia i personaggi di questa saga sono stati sviluppati, migliorati e arricchiti in modo inverosimile nella loro storia dal terzo capitolo in poi. Ora tutto il loro iter vanta un background di un certo livello , grazie anche all’ibridazione delle saghe di DoA con quella di Ninja Gaiden; il grande Ninja Gaiden di Tomonobu Itagaki. Ha carisma, forza, è un personaggio ben riconoscibile, ha la sua vita da proteggere ma non si scorda di chi ha bisogno del suo aiuto, anche quando i rapporti in realtà dovrebbero essere conflittuali (tipo con la sorellastra Ayane) e poi su, è bella da morire. Ho scelto la versione black per distaccarmi un po' dal classico costume azzurro, visto e rivisto in tutte le salse da numerosissime cosplayer, anche perché la variant bianca non mi ha mai convinto del tutto. Bellissima invece la nuova tuta tecnica di DoA5, magari in futuro potrei pensarci su.

L’idea era quella di trovare una location che fosse ovviamente quanto più possibile pertinente ai vari background del videogioco, ma soprattutto desideravo che questi nuovi scatti avessero un gusto nipponico. Non facile in Italia... a meno che non si abbia la pensata di spostarsi a Montecarlo ai giardini giapponesi: detto fatto. Un angolo bucolico con laghetti e carpe koi, lanterne di pietra, ponti, ninfee, circondato dai più moderni e sfavillanti grattacieli; insomma il set perfetto. Ovviamente non abbiamo chiesto nessun permesso e con la solita faccia da tolla che ci contraddistingue ci siamo recati ai giardini tra lo stupore divertito dei visitatori e quello basito dei custodi. Fortuna che uno di loro era italiano e ci ha preso in simpatia, facendoci spostare ovunque, dandoci indicazioni, scansando i turisti (anche se ovviamente ogni tanto qualche foto bisognava concederla pure a loro, ma fa parte del gioco no?)... ora è anche mio amico su Facebook.