RYUKO MATOI
KILL LA KILL

Fotografo: Demis Albertacci

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INFORMAZIONI SUL SET

Ryuko Matoi è la protagonista dell'anime Kill la Kill, serie TV giapponese prodotta da Trigger e andata in onda a cavallo tra il 2013 e il 2014. L'anime è stato adattato come manga e la pubblicazione, iniziata in contemporanea alla trasmissione TV, è ancora in corso. Ryuko è una studentessa vagabonda che si mette sulle tracce dell'assassino di suo padre e si troverà a dover fare i conti con il consiglio studentesco della sua scuola e con lo spietato impero della moda gestito da sua madre.

Akira Nekomata
-Tempo impiegato: 15 ore. Ho impiegato quindici ore per realizzare il costume. È molto difficile da indossare ed è stato difficile realizzarlo ed adattarmelo addosso. Tanto lavoro sartoriale e di ingegneria aereospaziale per farlo stare su. È stato difficile pensarlo in modo non volgare, anche perchè io sfortunatamente, non ho grandi grazie da offrire. La parrucca combatte ogni giorno la gravità. La spada forbice è un prezioso regalo di chi ha l'altra metà!!! Grazie Ramona!!!
Ho speso 30€ in stoffe (prese in un magazzino di rivendita all'ingrosso), 20€ per la parrucca, 10€ per la plastazote, 5€ in scarpe e circa €20 per altre cosette.
L'oggetto maledetto di questo set sono gli alettoni/occhi di Senketsu: è stato difficile farli stare nella posizione giusta.
Di Kill la Kill hanno fatto un bel videogioco, che ho provato con un emulatore (ovviamente in versione giapponese per capire il meno possibile). Io mi sono basata sull'anime e Ryuko è un personaggio davvero splendido. Inoltre trovo intriganti i significati che si celano dietro ad un anime che in apparenza sembra il classico "tette e culi" dove questi sono in realtà solo una base ironica... mettersi a nudo per conoscere se stessi, scegliere la propria uniforme per diventare chi si desidera. Ho realizzato prima la versione Uniforme-Senketsu per uno spettacolo introduttivo presentato al Mantova Comics and Games 2014, poi la versione Kamui-Senketsu per uno spettacolo in chiave ironica che rivisitava tutta la storia dell'anime presentata in esclusiva per il Rimini Comics 2014, ed in ultimo, per presentare sotto a quel sole cocente una delle gare cosplay della convention, la versione in cui Ryuko rinnega Senketsu (la sua divisa): ovvero, scarpe da ginnastica ed uno straccio. Tutti e tre i costumi hanno riscosso un grande successo tra stupore e meraviglia. Inoltre è stato buffo; proprio con il Kamui Senketsu, sono stata accusata di essere una mera donna di facili costumi (i miei costumi non sono mai facili, non capisco) perchè mi sono mostrata così nuda. Dall'altra parte c'è chi si chiedeva dove avessi comprato un bustino così realistico. Non ero nuda, non ero vestita. Ero ricoperta: coppe in silicone (quelle che si usano comunemente per gli abiti da sera che lasciano la schiena scoperta e un tubino di retina color carne, di quella che usano le pattinatrici per i loro costumi ad effetto "nudo". Mi piace quando la gente pur di criticare si ferma a sparare le prime idiozie che gli balenano per la mente (+3 creatività).
Il set era una caserma militare abbandonata, in decadenza, dove c'era un signore che sparava con un fucile su dei bersagli improvvisati come televisori, scaldabagni comodamente seduto su una sedia componibile di quelle da pesca. È stato assolutamente divertente: gli scenari erano suggestivi, decadenti, freddi... ed erano in pieno accordo con le ambientazioni distrutte dopo i vari combattimenti. Bisognava solo stare attenti a dove appoggiarsi.

Demis Albertacci
Il set di Ryuko è sicuramente fra quelli che più di tutti hanno dato spazio alla mia creatività sia a livello tecnico, che in fase di composizione e sistemazione della modella. Akira è stata un'ottima interprete, nonostante il costume particolare. La location utilizzata è un ampio spazio totalmente abbandonato nella zona di Trieste. Come sempre a farmi compagnia c'è stata la mia fedele Canon 5D mark II accompagnata da un 70-200 f2.8 IS, un 24-105 f4, un 17-40 f4 e un 8-15 f4. La luce è stata gestita in remoto con un flash alternato da un pannello riflettente.