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Vecchio 09-02-2008, 17.48.32   #41741 (permalink)
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Già, solo l'inizio che è collegato con gli ultimi fotogrammi

Mi fa piacere averti consigliato bene

Personaggio preferito? per quanto possa essere scontato... voto il criminale, poco davanti l'emulatrice della weaver.

Premio di buona volontà all'alien che si pappa i deficienti nella piscina
Voto per il ragazzo, sia per la simpatia sia perchè lo vedo un pò meno stereotipato degli altri..
Secondo posto per quel genio che si nasconde dal predator lasciando la ricetrasmittente accesa
Ultimo posto per il gruppo di stronzi (li metto anche sotto all'esercito usa)

Adesso sono curioso di sapere cosa si inventeranno per il seguito..volendo potrebbero farlo più story-driven e meno "gioco al massacro", per come hanno messo le cose ora..speriamo..
PS: leggo che quello che hanno ammazzato nel primo era Mr. Weiland..poco male, posso dimenticare lo stesso


Ultima modifica di _Gildor_ : 09-02-2008 alle ore 18.07.15
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Vecchio 09-02-2008, 18.35.15   #41742 (permalink)
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Voto per il ragazzo, sia per la simpatia sia perchè lo vedo un pò meno stereotipato degli altri..
Secondo posto per quel genio che si nasconde dal predator lasciando la ricetrasmittente accesa
Ultimo posto per il gruppo di stronzi (li metto anche sotto all'esercito usa)

Adesso sono curioso di sapere cosa si inventeranno per il seguito..volendo potrebbero farlo più story-driven e meno "gioco al massacro", per come hanno messo le cose ora..speriamo..
PS: leggo che quello che hanno ammazzato nel primo era Mr. Weiland..poco male, posso dimenticare lo stesso
Non solo. Quell'attore era uno dei pochi tocchi di classe del primo film (l'unico?), l'attore che interpretava mr. weyland è quello che nel primo Alien faceva l'androide

"Usstan orn ja'hai naubol jhal ULTRINNAN!"
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Vecchio 09-02-2008, 23.35.00   #41743 (permalink)
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Dopo la visione del ridicolo I am Legend i vampiri hanno rischiato di perdere il loro fascino terrificante




Ma come fai a dare del "ridicolo" a Io sono Leggenda... sei davvero cattiva Che poi, quei cosi di Io sono leggenda non sono nemmeno vampiri: semplicemente sono troppo fotosensibili. Da ciò si deduce necessariamente che debbano essere vampiri? Ciò non toglie che sono fatti davvero male


Per la "black list", non ci sono nemmeno da fare commenti... che tristezza.


Chi ha scatenato Fulminato!?


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Vecchio 09-02-2008, 23.58.06   #41744 (permalink)
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Ma come fai a dare del "ridicolo" a Io sono Leggenda... sei davvero cattiva Che poi, quei cosi di Io sono leggenda non sono nemmeno vampiri: semplicemente sono troppo fotosensibili. Da ciò si deduce necessariamente che debbano essere vampiri? Ciò non toglie che sono fatti davvero male


Per la "black list", non ci sono nemmeno da fare commenti... che tristezza.


Chi ha scatenato Fulminato!?
In effetti mi sono sbagliata: Io sono leggenda non si può definire un film ridicolo, è più corretto definirlo un film pessimo.
Mi copio da un altro forum:
Da un libro meraviglioso sono riusciti a trarre un film veramente brutto, che brutto sarebbe stato anche se non fosse ispirato a un libro.
Buchi di sceneggiatura, noia, mancanza di coinvolgimento, stravolgimento dell'ideologia del romanzo.
E pensare che in mano a qualcun altro, ci sarebbe stato materiale da fare un capolavoro, non mi sembra nemmeno particolarmente infilmabile, anzi.
Pessimo.

Ah si, pessimo lo avevo già scritto.
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Vecchio 10-02-2008, 00.33.45   #41745 (permalink)
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Bah, alla fine son gusti...

Ah, comunque, di film italiano prova a vedere Mio fratello è figlio unico. Forse l'hai già visto, però mi pare di non avertene mai sentito parlare...


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Vecchio 10-02-2008, 09.37.09   #41746 (permalink)
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Un buon film, che intrattiene senza dover necessariamente infarcire di seghe mentali lo spettatore assetato di citazioni filosofiche di dubbio senso in una produzione cinematografica. Buona atmosfera, resa sufficientemente angosciante, e apprezzabile lo sforzo di mostrare il protagonista come giustamente stravolto e alienato a causa della mancanza di contatti sociali.

Ottima anche l'interpretazione del negretto di bel air, anche e soprattutto quando si ritrova a uccidere il suo cane, con una resa lodevole di rassegnata determinazione.

Apprezzabile anche il modo in cui il regista ha mostrato come qualcosa di semplice ma non COSI importante diventi in realtà quasi l'intero universo per il protagonista, come il suo cane, quando si ritrova a considerarlo come l'unico altro essere vivente non ostile.

Last Man on Earth va bene, ma aveva ingenuità ancora più grandi. Lo si giustifica per l'anno in cui è uscito? Direi di no, Kurosawa ha fatto film prima che di ingenuo avevano ben poco.


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Vecchio 10-02-2008, 11.36.40   #41747 (permalink)
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Un buon film, che intrattiene senza dover necessariamente infarcire di seghe mentali lo spettatore assetato di citazioni filosofiche di dubbio senso in una produzione cinematografica. Buona atmosfera, resa sufficientemente angosciante, e apprezzabile lo sforzo di mostrare il protagonista come giustamente stravolto e alienato a causa della mancanza di contatti sociali.

Ottima anche l'interpretazione del negretto di bel air, anche e soprattutto quando si ritrova a uccidere il suo cane, con una resa lodevole di rassegnata determinazione.

Apprezzabile anche il modo in cui il regista ha mostrato come qualcosa di semplice ma non COSI importante diventi in realtà quasi l'intero universo per il protagonista, come il suo cane, quando si ritrova a considerarlo come l'unico altro essere vivente non ostile.

Sottoscrivo ogni parola, aggiungendo che ciò che in parte rovina il film è il suo ultimo quarto, frettoloso e un po' pacchiano.

<< Il problema di internet è che non si è mai certi dell'autore >> - Oscar Wilde
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Vecchio 10-02-2008, 12.26.05   #41748 (permalink)
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Il finale in un primo momento era stato pensato diversamente, e a mio avviso era migliore. Will Smith riconsegnava la femmina catturata al "capo" dei cattivoni, che in cambio lo risparmiava, e le scene finali mostravano will e la donna che camminavano, con una narrativa finale più o meno identica riguardo il suo essere divenuto "leggenda".

Probabilmente farlo morire è stato un tentativo di riavvicinarlo a last man on earth... ma una volta che hai già cambiato una cosa, tanto vale cambiare tutto.

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Vecchio 10-02-2008, 12.51.47   #41749 (permalink)
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Un buon film, che intrattiene senza dover necessariamente infarcire di seghe mentali lo spettatore assetato di citazioni filosofiche di dubbio senso in una produzione cinematografica. Buona atmosfera, resa sufficientemente angosciante, e apprezzabile lo sforzo di mostrare il protagonista come giustamente stravolto e alienato a causa della mancanza di contatti sociali.
Il problema è quando un film è puerile e privo di qualsiasi sostanza o elemento di distinzione, al di là di ogni farsesco pregiudizio (del tutto infondato) su un'immaginaria critica cinematografica che nella, descrizione che ne fanno alcune persone, sembra la versione deformata con il grand'angolo della caricatura della parodia di un commento di Ghezzi.
Seghe mentali? Citazioni filosofiche? Ma stiamo parlando di cinema o di che?

Citazione:
Last Man on Earth va bene, ma aveva ingenuità ancora più grandi. Lo si giustifica per l'anno in cui è uscito? Direi di no, Kurosawa ha fatto film prima che di ingenuo avevano ben poco.
Last Man on Earth era infatti un film semplicemente brutto e poco riuscito, che peccava di una totale mancanza di ritmo e coesione.
Non crederete mica che l'età e il bianco e nero legittimino qualsiasi porcata.

Del resto il successivo Omega Man non era poi tanto meglio.
Sfortunato, il povero Matheson.

EDIT - Per approfondimenti, sicché non mi si tacci di essere troppo frettoloso nel trattare le questioni, riporto quanto scritto ormai un mesetto fa, sul film...
Citazione:
Visto oggi.
Premettendo che non ho letto quasi nulla delle pagine precedenti e che provvederò dopo aver postato, vengo subito al dunque: brutto.

"Veramente brutto e noioso" è in effetti l'unico commento che mi nasce dal cuore, ma può essere che sia leggermente condizionato dal fatto di aver fruito sia del libro che dei due film precedenti ad esso ispirati e che quindi abbia trovato il numero di situazioni originali ai minimi termini.

Va detto che più che I am legend (di cui resta fondamentalmente il solo titolo) sembra un rifacimento meno sessantottino di Omega Man con Charton Heston, con qualche differenza formale come l'impronta animalesca che si è voluto dare ai vampiri, l'omissione del messaggio ecologista (ma c'è il monito implicito a non giocare con la genetica, che provare a fare Dio è da cattivi) e pochi altri dettagli.

I flashback li ho trovati intollerabilmente noiosi nella loro stucchevole convenzionalità, i i vampiri di per se sembrano un delirio ibridato di cartoon e computer graphic, alcune scene come quella con i cani mutanti sono inspiegabili (al di là dell'abominio della loro stessa esistenza perché i vampiri glieli sguinzagliano contro restando nascosti nella penombra a guardarli massacrare? Ma soprattutto se hanno questo imprescindibile istinto alla ferocia perché dovrebbero delegare l'aggressione a dei cani?), altre che dovrebbero suggerire alienazione e pathos drammatico sono... patetiche? Penso al dialogo con i manichini, al suo modo completamente alienato di approcciarsi alal ragazza (nel libro qualcosa di simile era legittimato dal sospetto, qui non ha semplicemente senso), alla scena di Shrek.
In alcuni casi si cerca anche usare con esiti veramente goffi la reiterazione delle battute come indice della mania del protagonista (penso a frasi come "é il Ground Zero, è il mio territorio, non permetterò che accada") riuscendo nell'improbabile impresa di farle sembrare perfettamente inadeguate e poco plausibili per entrambe le situazioni in cui vengono utilizzate.

Se la prima parte è tuttavia quasi guardabile, nonostante non abbia spunti narrativi decentemente interessati e viva quasi interamente della spettacolare messa in scena di una New York spopolata e decadente, l'ultima mezz'ora l'ho trovata un delirio farsesco da buttare completamente nel cesso.
A partire dal tentato suicidio (e ogni dettaglio che riempie quella scena) il film è precipitato in una vorticosa, frettolosa spirale di nefandezze, gesti inspiegabili, dialoghi insensati, sacrifici inutili e soluzioni all'acqua di rose (evito di essere più specifico per non scadere nello spoiler ma sospetto che chi ha visto il film capirà esattamente di che parlo).

Per quanto mi fossi ripromesso di prescindere qualsiasi confronto con il romanzo di Matheson devo infine ammettere di aver trovato terribilmente irritante la scelta di riutilizzare la "battuta madre" del libro nell'epilogo, in un contesto che non solo è diverso ma è perfino in completa antitesi ideologica con quanto originariamente la stessa voleva significare (oltre ad essere ora diventata trionfalmente banale, of course).

P.S. A proposito, la componente mistico-religiosa accennata nel suo relazionarsi con l'ispanica è terrificante.
Sui suoi predecessori...
Citazione:
Io Omega Man l'ho sempre trovato sinceramente brutto, e quest'ultima incarnazione non è da meno.
Per altro nonostante le differenze si potrebbe dire che paradossalmente peccano entrambi delle stesse colpe, ovvero aver voluto a tutti i costi inserire elementi tipici del loro tempo dando una sgradevole impronta popolar-moralista alla storia.

Omega Man con il messaggio ecologista, pacifista, sessantottino, con vampiri a metà tra i figli dei fiori e gli emo che predicano contro le colpe dell'uomo; I am legend attraverso un blando monito a "non giocare a fare Dio" e volendo inserire ad ogni costo qualche elemento sulla crisi della fede, la predestinazione e una manciata di cliché vari da botteghino.
Inoltre entrambi non hanno proprio il coraggio di andare fino in fondo e premono per l'inserimento di uno spiraglio di speranza per l'umanità, trasfigurando di fatto l'epilogo in un semi-lieto fine.

Volendo spendere due parole anche per il primo, direi che per quanto mi riguarda The Last Man on Earth pecca più banalmente del fatto di essere estremamente noioso, di mancare totalmente di ritmo e continuità.
Sull'annosa questione "meglio il libro/ma chi se ne fotte del libro":
Citazione:
Prima di tutto confesso di non dare gran valore alla scuola di pensiero che vorrebbe un adattamento completamente privo di obblighi verso la sua fonte, soprattutto da un punto di vista prettamente ideologico, a cui ritengo sostanzialmente doverosa un'adesione di fondo.

Premesso ciò, credo che siano assolutamente accettabili le licenze narrative e/o cosmetiche e che non sia doverosa una fedeltà pedante ma che siano comunque leciti i confronti diretti, specie se le differenze a cui si fa riferimento sottolineano uno svilimento, un impoverimento narrativo.

Infine, ritengo che molti di questi film che si cerca di difendere ad ogni costo (sulla base del principio di assoluta opzionalità dell'elemento fedeltà) siano semplicemente brutti ed insipidi anche e soprattutto considerati come opere a se stanti, considerato che il poco che hanno di buono lo devono alla fonte di ispirazione e quel poco che mettono come farina del loro sacco si qualifica nella maggior parte dei casi come semplicemente brutto, insignificante, banale, anonimo, convenzionale, puerile, non incisivo, ... (aggiungete aggettivi squalificanti a piacere).

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Ultima modifica di IlTorquemada : 10-02-2008 alle ore 13.29.16
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Vecchio 10-02-2008, 13.27.18   #41750 (permalink)
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Ma vah, Torque. Gli Hobbit come metafora dell'uomo medio? ma che stronzata è? C'e' tutta una categoria di critici che per far finta di essere più grandi di quel che sono si riempiono la bocca di concetti pseudofilosofici o peggio ancora pseudoscientifici quando l'autore, probabilmente, non aveva mai avuto niente del genere in mente.

Ve l'immaginate un regista (o un programmatore di videogiochi) che si mette davanti alla macchina da presa (o alla tastiera) dicendo "ok, vediamo di ricreare l'idea delle Monadi nel modo in cui questo personaggio si ricrea e si rapporta con ciò che lo circonda così due persone su cento intuiscono la cosa e le altre 98 si grattano lo scroto"

Ma perfavore.

Ciò che è realistico è rifarsi a opere già esistenti di genere uguale o simile, analizzando il modo in cui l'immagine si può rapportaree che tipo di emozioni o idee può dare... come gli artisti responsabili di "un certo gioco" che si sono messi a tavolino a cercare di creare razze che non avessero un look nè da star trek nè da star wars.

Già mi vedo il "critico altisonante" che osserva una delle razze dicendo "ah, si, la mancanza della bocca vera e propria mostra sicuramente un intento dell'autore di far riflettere su come anche la mancanza dell'organo permetta di esprimere concetti umani oltre a umanità stessa. Una ribellione atavica della mente umana sullo stereotipo. Genuino".

Cazzate.

L'artista responsabile ha eliminato la "bocca" semplicemente perchè la sua presenza avrebbe creato l'aspettativa in chi guardava che tale organo sarebbe stato usato, ed è poco saggio creare situazioni di contrasto con lo spettatore. Fine. Stop. Niente stronzate metafisiche da delusionisti (anglicismo) patentati.

La critica può solo basarsi sui FATTI. Basta con questa moda mentalista della minchia che tende a cercar significati nascosti e masturbazioni mentali dietro a ogni "espediente" usato da un autore/artista. Arancia meccanica come messaggio indiretto della strumentalizzazione della società su una "vittima" che ha stuprato e ucciso e violentato? Ma per carità.

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Vecchio 10-02-2008, 14.00.53   #41751 (permalink)
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Ma vah, Torque. Gli Hobbit come metafora dell'uomo medio? ma che stronzata è? C'e' tutta una categoria di critici che per far finta di essere più grandi di quel che sono si riempiono la bocca di concetti pseudofilosofici o peggio ancora pseudoscientifici quando l'autore, probabilmente, non aveva mai avuto niente del genere in mente.
evidentemente non hai letto abbastanza bene gli scritti di tolkien, cosa è badal-ur (e isengar) se non la campagna inglese invasa dalle industrie, dove migliaia di orchetti-operai vivono mangiano lavorano e dormono in un ciclo che di naturale ha nulla? al confronto della vita rurale degli hobbit? intrisa di piccoli valori semplici? i regali, la famiglia, l'amicizia etc...

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Vecchio 10-02-2008, 14.07.03   #41752 (permalink)
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Ma vah, Torque. Gli Hobbit come metafora dell'uomo medio? ma che stronzata è? C'e' tutta una categoria di critici che per far finta di essere più grandi di quel che sono si riempiono la bocca di concetti pseudofilosofici o peggio ancora pseudoscientifici quando l'autore, probabilmente, non aveva mai avuto niente del genere in mente.
A volte mi sembra che tu vivai in un mondo di cartoni animati dove le persone non esistono ma sono sostituite dalla tua idea caricaturale che hai di loro.
Cosa c'entrino poi gli hobbit con il discorso che si stava trattando rimarrà un mistero insondabile, parte della già nella stravagante galleria delel tue balzane argomentazioni per associazione di idee.

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Ciò che è realistico è rifarsi a opere già esistenti di genere uguale o simile, analizzando il modo in cui l'immagine si può rapportaree che tipo di emozioni o idee può dare... come gli artisti responsabili di "un certo gioco" che si sono messi a tavolino a cercare di creare razze che non avessero un look nè da star trek nè da star wars.
Ma questo cosa c'entra? Al di là della deriva nel videogioco che è del tutto aliena al discorso che si stava trattando, fai per due righe quello di cui stai accusando un'intera categoria, sproloquiando a vuoto di sofismi che nulla hanno a che vedere con uan serena e competente valutazione del cinema.

Esiste una categoria di persone, di cui tu evidentemente fai parte, che ha un'idea assolutamente falsata di cosa sia la critica.
Sembrate pensare che la critica sia una coalizione compatta di grigi figuri assolutamente uniformi nei parametri di giudizio e maliziosamente intenti a screditare "la robba divertente" e rilanciare i tristi film cecoslovacchi (ma coi sottotitoli in tedesco).
In verità ci sono decine e decine di correnti di pensiero, di criteri d'analisi, di stili diversi di espressione dell'opinione.
Un critico cinematografico non è nulla più di quel che è un recensore per i videogiochi.
Ci sono recensori competenti, recensori obiettivi, recensori divertenti da leggere, recensori particolarmente competenti su filoni particolari, profondi conoscitori di un autore o genere, professionisti che sanno mischiare sapientemente più delle suddette qualità e poi ci sono un sacco di rincoglioniti dozzinali e superficiali.

Citazione:
Già mi vedo il "critico altisonante" che osserva una delle razze dicendo "ah, si, la mancanza della bocca vera e propria mostra sicuramente un intento dell'autore di far riflettere su come anche la mancanza dell'organo permetta di esprimere concetti umani oltre a umanità stessa. Una ribellione atavica della mente umana sullo stereotipo. Genuino".

Cazzate.
Ecco, questa grottesca parodia è esattamente un esempio di ciò che intendevo.
Non ce l'hai con persone reali, ce l'hai con la loro caricatura che si è materializzata nel tuo mondo immaginario.

Citazione:
La critica può solo basarsi sui FATTI. Basta con questa moda mentalista della minchia
Questa frase non significa un cazzo. Non ha proprio alcun valore né senso, se non a patto di assecondare le tue fantasticherie su una categoria che vorresti criticare a prescindere (perché poi non è chiaro), apparentemente senza conoscere non dico bene, ma neanche con decente approssimazione.

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Vecchio 10-02-2008, 15.15.21   #41753 (permalink)
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Eppure cos'è che hai fatto, Torque, prendendo il mio post se non strumentalizzare l'antipatia che hai per un utente piegando le tue scarse conoscenze per fare velate offese riferendoti all'idea caricaturale che TU hai delle persone che ti circondano?

Rassegnati, Torque, risparmi tempo e forze, che mi sono stancato di far buon viso a cattivo gioco.

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Vecchio 10-02-2008, 15.16.37   #41754 (permalink)
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Sì, buonanotte Skree.

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Vecchio 10-02-2008, 15.18.17   #41755 (permalink)
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evidentemente non hai letto abbastanza bene gli scritti di tolkien, cosa è badal-ur (e isengar) se non la campagna inglese invasa dalle industrie, dove migliaia di orchetti-operai vivono mangiano lavorano e dormono in un ciclo che di naturale ha nulla? al confronto della vita rurale degli hobbit? intrisa di piccoli valori semplici? i regali, la famiglia, l'amicizia etc...
In quest'ottica, de facto, sono gli orchetti gli "uomini medi", non gli hobbit.

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Vecchio 10-02-2008, 15.18.53   #41756 (permalink)
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Notte

Poi quando ti andrà di parlare davvero, e non di sparare puttanate camuffate da ragionevoli argomentazioni, fammi pure uno squillo.

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Ultima modifica di Skree : 10-02-2008 alle ore 15.20.57
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Vecchio 10-02-2008, 15.33.10   #41757 (permalink)
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In quest'ottica, de facto, sono gli orchetti gli "uomini medi", non gli hobbit.
no, ed il tuo post è proverbiale come il saggio che indica la luna e lo stupido guarda il dito.

gli orchetti sono la perversione degli elfi, gli orchetti sono il frutto della degenerazione della tecnologia sui veri valori su cui dovrebbe fondarsi la società.

gli hobbit sono quanto di buono c'è nel mondo, gli orchetti sono la rappresentazione dell'imbruttimento dovuto all'industrializzazione.

non capire questa banale chiave di lettura significa non aver capito gran che del signore degli anelli.
l'hobbit è il vecchio (inteso come precedente non come anziano) inglese di campagna contrapposto al nuovo

poi ci sono altre chiavi di lettura e altre simbologie e allegorie, ma questa è una delle più basilari e comprensibili.

davvero skree stai facendo una delle peggiori figure barbine della tua storia, ti consiglierei di ritirarti in buon ordine, non constringermi ad assere crudele...

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Vecchio 10-02-2008, 15.33.14   #41758 (permalink)
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Notte

Poi quando ti andrà di parlare davvero, e non di sparare puttanate camuffate da ragionevoli argomentazioni, fammi pure uno squillo.
Ma parlare con chi? Con te?
Perché, esiste un argomento che sei in grado di sostenere senza chiuderti a riccio in preconcetti imbarazzanti?
Esiste possibilità di avere un dialogo con te?

"Strumentalizzare l'antipatia"?
"Piegato le mie scarse conoscenze"?
"Fare velate offese"?

Ma in che Fantamondo stai vivendo?
Tu sei fuori dalla realtà. Cosa devo rispondere a un tizio che sta vivendo in un mondo di sogno se non "buonanotte"?

Non sei entrato minimamente nel merito di nessuno dei punti toccati. Ma come potresti?
Hai fatto un intero post parlando di qualcosa che evidentemente non conosci neanche alla lontana e pretendi che ti sia riconosciuta autorevolezza?
Ti chiudi a riccio sulle tue *pagliacciate* riguardo la critica del tuo mondo immaginario e vieni a dire a me che starei dicendo solo "puttanate camuffate" (camuffate de che poi non si sa)?

Sulle puttanate ti concedo democraticamente licenza di libero giudizio (fermo restando che il tuo giudizio nella mia scala valori si piazza piuttosto in basso) ma di camuffato in quel che ho scritto non c'è proprio niente.
Al massimo ci potrà essere malizia, se non addirittura qualche problema di comprendonio, in chi l'ha letto.

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Vecchio 10-02-2008, 17.14.21   #41759 (permalink)
Duca di Windsurf
 
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Esiste una categoria di persone, di cui tu evidentemente fai parte, che ha un'idea assolutamente falsata di cosa sia la critica.
Sembrate pensare che la critica sia una coalizione compatta di grigi figuri assolutamente uniformi nei parametri di giudizio e maliziosamente intenti a screditare "la robba divertente" e rilanciare i tristi film cecoslovacchi (ma coi sottotitoli in tedesco).
In verità ci sono decine e decine di correnti di pensiero, di criteri d'analisi, di stili diversi di espressione dell'opinione.
Un critico cinematografico non è nulla più di quel che è un recensore per i videogiochi.
Ci sono recensori competenti, recensori obiettivi, recensori divertenti da leggere, recensori particolarmente competenti su filoni particolari, profondi conoscitori di un autore o genere, professionisti che sanno mischiare sapientemente più delle suddette qualità e poi ci sono un sacco di rincoglioniti dozzinali e superficiali.


Ecco, questa grottesca parodia è esattamente un esempio di ciò che intendevo.
Non ce l'hai con persone reali, ce l'hai con la loro caricatura che si è materializzata nel tuo mondo immaginario.

Mi permetto di quotare due passaggi estremamente intelligenti di Torque. In questo modo mi ricollego ai post "distruttivi" di Skree sul come opera la critica (in questo caso cinematografica).

Prima di spalare merda sulla critica (generalizzando), bisogna almeno provare a leggere qualcosa. La critica è un genere letterario ormai consolidato e riconosciuto da molto tempo. Letteraria, musicale, cinematografica, teatrale ecc... la critica costruisce testi che commentano altri testi. Saggi che studiano, più o meno approfonditamente, l'oggetto in analisi, arricchendo notevolmente la comprensione di qualsivoglia opera. La pratica della critica produce cultura e consapevolezza in due direzioni. Da un lato verso l'opera analizzata, e dall'altro verso il sistema artistico/espressivo all'interno del quale tale opera è stata realizzata.

Una buona critica/recensione ha quindi una doppia importanza. E non è poco.


Se poi qualcuno vuole crogiolarsi nella superficialità e nei giudizi impressionistici personali, io non ho niente da obiettare. Ma che si dimostri almeno rispetto per chi studia e analizza i film.

Come io rispetto, ma NON condivido, le opinioni di Skree su "I am Legend" (film), così dovrebbe fare Skree con le opinioni di coloro che hanno argomentato in modo motivato le proprie critiche (vedi Donnie e Torque ad es.).

Best role-playing game ever created? Your life...

<< Non esistono arti minori. Esistono soltanto le strane nozze del conscio e dell'inconscio, il cortocircuito delizioso prodotto dal contatto tra la saggezza e la schizofrenia che ciascuno di noi porta in sé, e di cui generalmente ci si vergogna >>

(Jean Cocteau)
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Vecchio 10-02-2008, 17.31.17   #41760 (permalink)
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A volte la critica si esprime allo stesso modo di un sommelier quando parla di vino. Credo che Skree volesse dire questo, magari in modo un pò colorito.

Ubi Roma cadit, ita orbis terrarum

Ultima modifica di .Commodo. : 10-02-2008 alle ore 17.52.37
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