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Vietato Leggere Vietato Leggere...ok, stavamo scherzando, maniaci letterari che non siete altro!

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Vecchio 01-05-2004, 13.40.51   #21 (permalink)
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"Due persone sensibili insieme, com'è sempre terribile la loro vita in comune, due persone che soffrono, che hanno paura di parlare, che hanno paura di agire, che hanno paura di offendere. La vita può essere sopportata soltanto quando è uno solo a soffrire. E' facile sopportare le proprie sofferenze, ma non quelle di un altro. Io non ho alcun timore di far soffrire Visconti; non saprei come riuscirvi. E provo una sensazione meravigliosa di libertà".
In viaggio con la zia - Graham green

Disarm, da dove hai quotato il pezzo?
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Vecchio 01-05-2004, 15.42.47   #22 (permalink)
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Originally posted by Alceo

Disarm, da dove hai quotato il pezzo?

Pardon, ho dimenticato il quote, è sempre Invisible Monsters di C. Palahniuk... ultimamente sono decisamente monotematico


Ultima modifica di Disarm : 01-05-2004 alle ore 15.45.08
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Vecchio 06-05-2004, 22.51.47   #23 (permalink)
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There will come soft rain and the smell of the ground,
And swallows circling with their shimmering sound;

And frogs in the pools singing at night,
And wild prun trees tremulous white;

Robins will wear their feathery fire,
Whistling their whims on a low fence-wire;

And not one will know of the war, not one
Will care at last when is done.

Not one would mind, neither bird nor tree,
If mankind perished utterly;

And spring herself, when she woke at dawn
Would scarcely know we were gone






Cadrà dolce la pioggia e si diffonderà il profumo della terra
Le rondini voleranno in cerchio stridendo;
Canteranno le rane negli stagni a notte alta,
E i pruni selvatici biancheggeranno tremuli;
I pettirossi vestiranno di penne di fuoco,
Fischiando le loro ariette sugli steccati;
E nessuno saprà della guerra, nessuno
Si curerà infine quando tutto sarà compiuto,
Ne uccello ne albero,
farà caso all'umanità morente;
E la stessa primavera quando si leva all'alba,
Appena s'accorgerà che ce ne siamo andati



Ray Bradbury: Cronache marziane - Cadrà dolce la pioggia

And the heavens shall tremble
*Lorenzo* non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 07-05-2004, 00.39.40   #24 (permalink)
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La città di Sofronia si compone di due mezze città. In una c'è il grande ottovolante dalle ripide gobbe, la giostra con la raggiera di catene, la ruota delle gabbie girevoli, il pozzo della morte coi motociclisti a testa in giù, la cupola del circo col grappolo dei trapezi che pende in mezzo. L'altra mezza città è di pietra e marmo e cemento, con la banca, gli opifici, i palazzi, il mattatoio, la scuola e tutto il resto. Una delle mezze città è fissa, l'altra è provvisoria e quando il tempo della sua sosta è finito la schiodano, la smontano e la portano via, per trapiantarla nei terreni vaghi di un'altra mezza città.
Così ogni anno arriva il giorno in cui i manovali staccano i frontoni di marmo, calano i muri di pietra, i piloni di cemento, smontano il ministero, il monumento, i docks, la raffineria di petrolio, l'ospedale, li caricano sui rimorchi, per seguire di piazza in piazza l'itinerario d'ogni anno. Qui resta la mezza Sofronia dei tirassegni e delle giostre, con il grido sospeso della navicella dell'ottovolante a capofitto, e comincia a contare quanti mesi, quanti giorni dovrà aspettare prima che ritorni la carovana e la vita intera ricominci.
Italo Calvino -- Le Città Invisibili - Le città sottili 4.

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Vecchio 31-05-2004, 22.18.29   #25 (permalink)
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- Ed ecco!
La mano del giovanotto esce dall'ombra, si libera un'istante, bianca, indolente, poi si precipita come un nubbio e schiaccia una carta contro il tappeto.
Il grosso rubicondo da un sobbalzo.
- Merda! Lui taglia.
La sagoma del re di cuori appare in mezzo a dita raggrinzite, poi lo si rovescia, e il gioco continua.
Bel re, venuto così di lontano, perparato da tante combinazioni, da tanti gesti scomparsi. Eccolo che scompare a sua volta, affinché nascano altre combinazioni e altri gesti, attacchi e repliche, cambiamenti di fortuna, una folla di piccole avventure.
La nausea J.P. Sartre
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Vecchio 01-06-2004, 01.41.53   #26 (permalink)
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Non ci vuole mai molto. L'evento dura in tutto uno, due minuti al massimo. Il che va più che bene, perchè non si può stare in apnea con la bocca piena più di tanto.
Potendo, sceglierei il vecchio con il grosso orologio d'oro, qualcuno che oltre a salvarmi la pelle paghi anche il conto. La scelta instintiva sarebbe il vestitino nero, perchè ha due belle tette.
E se anche la cena dovessimo pagarcela da soli, pazienza: per fare i soldi bisogna pur investire.
Ficcandosi in bocca il cibo a palate, Denny dice: <<Perchè lo fai dico io, è così infantile>>.
Vado verso di lui e gli rifilo un altro calcio.
Lo faccio per movimentare un po' la vita alle persone.
Lo faccio per creare degli eroi. Per mettere la gente alla prova.
Tale madre, tale figlio.
Lo faccio per soldi.
Se uno ti salva la vita poi ti ama per sempre. E' come quella antica usanza cinese per cui se qualcuno ti salva la vita sarà responsabile di te per sempre. Come se da quel momento in poi tu fossi suo figlio. Per il resto dei loro giorni queste persone mi scriveranno. Mi manderanno bigliettini per l'anniversario. Biglietti d'auguri. E' triste vedere a quante persone viene la stessa idea. Ti telefoneranno. Per sapere se stai bene. Casomai avessi bisogno di un po' di conforto. O di soldi.

...

A fingerti debole acquisisci potere. E al tempo stesso fai sentire le persone più forti. Lasciandoti salvare, tu salvi loro.
Devi solo mostrarti fragile e riconoscente. Perciò fai lo sfigato, sempre e comunque.
La gente ha tanto bisogno di sentirsi superiore a qualcuno.
Perciò fai il sottomesso, sempre e comunque.
La gente ha bisogno di qualcuno a cui spedire un assegno a Natale. Perciò fai il povero, sempre e comunque.
"Elemosina" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente.
Tu sei la prova del loro coraggio. La prova che sono stati degli eroi. Il segno tangibile del loro successo. Lo faccio perchè a tutti piacerebbe salvare una vita umana sotto gli occhi di altre cento persone.
Soffocare - Chuck Palahniuk
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Vecchio 03-06-2004, 03.20.54   #27 (permalink)
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<i>Some one has died
long time ago –
some one who tried
but didn’t know.</i>

Qualcuno è morto
tanto tempo fa –
qualcuno che tentò
ma non seppe.

Cesare Pavese

[img*]Jamiro momentaneamente assente![*/img]

Kao's Blog
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Vecchio 06-06-2004, 23.27.27   #28 (permalink)
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Appena perdiamo la consapevolezza della nostra relazione individuale con il grande insieme del mondo e con la sua storia, dobbiamo necessariamente vedere le nostre idee in una falsa luce di universalità e originalità. Da ciò preserva solo il senso storico, la cui applicazione più ardua è proprio il volgerlo contro noi stessi.
Friedrich Carl von Savigny - La vocazione del nostro tempo per la legislazione e la giurisprudenza ( 1814 )
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Vecchio 11-06-2004, 19.19.58   #29 (permalink)
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Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, o la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione.
Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio.
Avant-propos a Elogio della fuga di Henri Laborit
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Vecchio 26-06-2004, 14.33.01   #30 (permalink)
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C'è in ogni lingua e letteratura un quid speciale e intraducibile, che pochi sanno percepire nella lingua e letteratura lor propria e avvertono, invece, senza difficoltà nelle altrui. Ogni lingua straniera, pur da noi non intesa, vi suona all'orecchio più, dirò, mirabilmente, che la vostra. Un racconto, una poesia, esotici, vi sembrano più belli, anche se mediocri, di molte belle cose nostrane; e tanto più, quanto più conservano di quell'essenza nazionale. Ora non crediate che la vostra lingua e letteratura non abbiano a fare il medesimo effetto negli altri che quelle altre in noi!
Non so di preciso da dove venga, è una citazione di Pascoli che ho trovato nell'Umorismo di Pirandello. Però è un pensiero che ho sempre covato anche io.

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Vecchio 03-07-2004, 17.48.04   #31 (permalink)
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Quando finalmente Nené stimò che aveva il tiro a favori, ordinò:
«Foco!»
Il primo cannoni s'arrefutò di sparari, il colpo del secondo cadì in acqua a una decina di metri dalla navi, quello del terzo andò a finire sopra gli scogli e in quanto a quello del quarto di partiri partì, questo è sicuro, ma non si capì mai indovi fossi andato a finiri.
Il re di Girgenti - Camilleri
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Vecchio 03-07-2004, 18.52.57   #32 (permalink)
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Fra tutti gli uffici giudiziari, il più arduo mi sembra quello del pubblico accusatore: il quale, come sostenitore dell'accusa, dovrebbe essere parziale al pari di un avvocato; e, come custode della legge, dovrebbe essere imparziale al pari di un giudice. Avvocato senza passione, giudice senza imparzialità: questo è l'assurdo psicologico nel quale il pubblico ministero, se non ha squisito senso dell'equilibrio, rischia ad ogni istante di perdere per amor di serenità la generosa combattività del difensore, o per amor di polemica la spassionata oggettività del magistrato.
Piero Calamandrei, L'elogio dei giudici scritto da un avvocato.

Il tempo di deludere tutti e tolgo il disturbo
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Vecchio 24-08-2004, 03.08.52   #33 (permalink)
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Aveva la sensazione che quel perdono fosse una grande decisione, niente affatto forzata o contro la sua volontà, ma semplicemente contro ogni suo istinto.
E' una decisione grave quando si sceglie di accontentarsi delle buone intenzioni; quando si cede ad un cervello inumano e in torto o a una lingua perniciosa perché sotto c'è un cuore buono; quando si accettano cose che si odiano, senza che vi sia nulla a renderle accettabili se non l'enigma dello spirito che le ha suggerite, e ci si accontenta della buona volontà anche se non concorda con la propria morale, anche se non torna a proprio vantaggio.
Appartamento ad Atene Glenway Wescott
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Vecchio 28-08-2004, 18.07.35   #34 (permalink)
Agarralo! Matalo!
 
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Citazione:
He wishes for the cloths of heaven

Had I the heavens’ embroidered cloths,
Enwrought with golden and silver light,
The blue and the dim and the dark cloths
Of night and light and the half light,
I would spread the cloths under your feet:
But I, being poor, have only my dreams;
I have spread my dreams under your feet;
Tread softly because you tread on my dreams.

Egli desidera i drappi del cielo

Se avessi i drappi ricamati del cielo
Intessuti dell'oro e dell'argento della luce
I drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
Dai mezzi colori dell’alba e del tramonto
Stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
Ma io, essendo povero, ho solo i miei sogni
Ho disteso i miei sogni sotto i tuoi piedi
Cammina dolcemente perchè tu cammini sui miei sogni
William Butler Yeats - The Wind Among the Reeds


Ho guardato il cielo attraverso la nebbia rossa di sangue e Dio non c'era.
Siamo soli quaggiù. Viviamo le nostre vita in mancanza di meglio da fare.
Nati dal nulla, facciamo figli destinati come noi al nulla.
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Vecchio 29-08-2004, 15.52.18   #35 (permalink)
zappa a motore
 
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Residenza: rovereto/TRST (düübaai)
Messaggi: 9.064

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ho aperto questa sezione del forum con l'idea di aprire un topic cosí ... e ho scoperto con piacere che esisteva giá

Citazione:
[...] Ma, soprattutto, il paese ti tiene, perché lo conosci come conosci la curva del seno di tua moglie. Sai chi é che bazzica di giorno il negozio di Crossen da quando la Knap Shoe ha sospeso gli operai, sai chi ha problemi di corna prima ancora che lo sappia lui, come Reggie Sawyer da quando quel ragazzo della compagnia telefonica intinge lo stoppino nel lucignolo di Bonnie. Sai dove vanno le strade e sai dove, il venerdí pomeriggio, puoi andare con Hank e Nolly Gardener a far fuori una ventina di lattine, magari a testa. Conosci tutte le pieghe del terreno, e sei capace di attraversare le Marshes in aprile senza bagnarti il sopra degli stivali. Sai tutto di tutti, e tutti sanno tutto di te; sanno come ti duole l'osso sacro dopo una giornata passata sulla sella del trattore ad arare, sanno che é una cisti e nulla di piú grave il bugnone che di recente ti é venuto sulla schiena, sanno che l'ultima settimana del mese pensi sempre alle rate da pagare. Il paese legge attraverso le tue menzogne, anche da quelle che dici a te stesso, come che l'anno prossimo, o al massimo fra due anni, porterai moglie e figli a Disneyland, o che se tagli il bosco quest'autunno potrai permetterti una televisione a colori; o che tutto, finalmente, sembra avviato ad andar bene.
Vivere in paese é un quotidiano assoluto atto d'amore, cosí completo da far sembrare tutto ció che fai con tua moglie nel cigolante lettone banale come una stretta di mano. Vivere inpaese é prosaico, sensuale, alcolico. E, nel buio, il paese é tuo e tu sei del paese e insieme dormite il sonno dei morti, proprio come le pietre ammonticchiate nel tuo campo settentrionale. Non c'é vita, qui, ma la lenta morte dei giorni. ( )
Sicché quando il Male allarga le sue nere ali, la sua venuta appare ineluttabile, dolce, obliosa, quasi che il paese giá sapesse che il Male stava giungendo, e conoscesse anche la forma che avrebbe assunto.

[...]
Il paese si cura poco delle attivitá del Maligno, non piú di quanto si curi di quelle di Dio o dell'uomo. Conosce la tenebra, e tanto gli basta.
Stephen King, "Le notti di Salem".

ho appena finito di leggerlo, bel libro, scorrevole. non un capolavoro, ma certi passaggi (come questo) li ho riletti piú volte da tanto che mi piacevano. grande King.

zAp

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Vecchio 11-10-2004, 20.56.30   #36 (permalink)
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Io, come speaker radiofonico, avevo sperato di essere soltanto ridicolo, ma viviamo in un mondo in cui essere ridicoli non è facile; ci sono troppi essere umani che non vogliono ridere, che non riescono a pensare; vogliono solo credere, arrabbiarsi, odiare. Troppa gente aveva voluto credere in me.
Dite quello che volete del sublime miracolo di una fede senza dubbi, ma io continuerò a ritenerla una cosa assolutamente spaventosa e vile.
Madre Notte - Kurt Vonnegut
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Vecchio 20-11-2004, 15.17.14   #37 (permalink)
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Cursed, cursed creator! Why did I live? Why, in that instant, did I not extinguish the spark of existence which you had so wantonly bestowed?
Frankenstein - Mary Shelley
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Vecchio 18-01-2005, 18.42.55   #38 (permalink)
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Unu di nui

Piscispatu,
'u cori spaccaru 'a la to' bedda;
'u sangu si spanniu ppì lu mari;
tu chianci, gridi, curri attornu 'a idda
sulu, sulittu, 'u ciatu ci vo' dari.
Ma quannu 'nto punenti strinci 'u suli,
'nta barca trovi a idda, e 'no chiù sula,
ccu tia stinnicchiatu ppu troppu amuri.
Senti luntanu a toccu li campani,
festa pp' iddi c'antura v'ammazzaru,
'a notti cala e chiànciunu 'i lampari.
Ciauru i sammurigghiu attornu sentu
'a genti chi fa braci e chi v'arrusti,
mentri vi manciunu, caperu forsi nenti ?
Nicolò Fagnani
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Vecchio 07-07-2005, 13.53.50   #39 (permalink)
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Suo padre ha già passato otto anni in prigione; sua madre, due anni in ospedale e vorrebbe ancora, questo piccolo esigente, che la Società si occupi di lui.

...

Ci sono tre fili che dovremmo tessere insieme: l’individuale, il familiare, il sociale. Ma il familiare è un po’ rovinato, il sociale pieno di nodi.
Allora tessiamo solo l’individuale.
E ci stupiamo di non aver fatto che un lavoro artificiale e fragile?

...

E’ un mestiere di bambini, di apostoli, un mestiere di aggiustatori o meglio di stiratori.
E le pieghe sono tenaci sul corpo e lo spirito dei bambini sui quali ha pesato di tutta la sua massa inerte, una società di adulti indifferenti.
Da Graine de Crapules di Fernand Deligny

Ultima modifica di Alceo : 02-04-2006 alle ore 12.22.13
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Vecchio 21-07-2005, 22.02.22   #40 (permalink)
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Ce n'era anche un'altro: egli faceva parte della categoria dei suicidi. A questo punto dobbiamo osservare che è errato definire suicidi solamente coloro che si uccidono realmente. Tra questi ci sono anzi molti che diventano suicidi quasi per caso e il suicidio non fa necessariamente parte della loro natura. Tra gli uomini senza personalità, senza un'impronta marcata, senza un forte destino, tra gli uomini da dozzina e da branco ce ne sono parecchi che commettono suicidio senza per questo appartenere per carattere al tipo dei suicidi, mentre viceversa moltissimi di coloro che vanno annoverati per natura tra i suicidi, anche forse la maggior parte, effetivamente non attentano alla propria vita. Il "suicida" (Arrigo era uno di questi) non occorre che abbia uno stretto rapporto con la morte: lo si può avere anche senza essere suicidi. Ma il suicida ha questo di caratteristico: egli sente il suo io, indifferente se a ragione o a torto, come un germe della natura particolarmente pericoloso, ambiguo e minacciato, che si ritiene sempre molto esposto e in pericolo, come stesse sopra una punta di roccia sottilissima dove basta una piccola spinta esterna o una minima debolezza interna per farlo precipitare nel vuoto. Di questa sorta di uomini si può dire che il suicidio è per loro la qualità di morte più probabile, per lo meno nella loro immaginazione. La premessa di questo stato d'animo che appare così sempre fin dalla giovinezza e accompagna costoro per tutta la vita, non è già un deficienza di energie vitali, ma, al contrario, fra i "suicidi" si incontrano nature straordinariamente tenaci, bramose e persino ardite. Ma come esistono complessioni che nelle più lievi malattie tendono alla febbre, così coloro che chiamiamo "suicidi" e sono sempre molto sensibili, hanno la tendenza, alla minima scossa, a darsi intensamente all'idea del suicidio.
Il luopo della steppa di Hermann Hesse
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