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Vietato Leggere Vietato Leggere...ok, stavamo scherzando, maniaci letterari che non siete altro!

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Vecchio 22-07-2005, 12.10.08   #41 (permalink)
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Ma qui mi s'invita a nozze!!
Citazione:
La vitalità non è mai stata inserita nei programmi scolastici.
Lì c'è l'utilità.
La vita è altrove
Leggere, si impara a scuola.
Quanto ad amare leggere...

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare)
Rubato a cosa?
Diciamo, al dovere di vivere.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.

Daniel Pennac Come un romanzo

A Chiara
Citazione:
"Pure tu prendi a prestito la tua luce da Dio, Cecilie. Pure tu sei lo specchio di Dio. Perchè che cosa saresti senza il sole, e che cosa sarebbe il sole senza Dio?"
Lei si aprì ad un sorriso "Quindi sono anch'io una piccola luna"
"E in questo preciso istante mi stai illuminando"

Jostein Gaarder In uno specchio, in un enigma

Angus McItazioni

> Lost <
____www.Bloopers.it____
Me by Graul--->
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Vecchio 12-11-2005, 15.31.47   #42 (permalink)
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Pensate che il passato, solo perché è già stato, sia compiuto e immutabile? Ah no, il suo abito è fatto di taffetà cangiante, e ogni volta che ci voltiamo a guardarlo lo vediamo con colori diversi. Ancora poco tempo prima lei si rimproverava di aver tradito il marito a causa del pittore, e adesso si strappava i capelli per aver tradito il suo unico amore a causa del marito.
Kundera (ahem, non ho scritto da quale romanzo)
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Vecchio 12-11-2005, 16.06.30   #43 (permalink)
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Ci sono tori che galoppano fuori schizzando bava, solo a vederli ti fanno tremare le ginocchia dalla paura. Non c’e’ nulla che tu possa fare. I più coraggiosi riescono a non mostrarla, la paura. Ma tutti noi ce la sentiamo dentro. Nulla è più arduo dell’affrontare ciò che ti spaventa. Nulla ti rende più uomo del momento in cui le tue ginocchia smettono di tremare. Le rose, i cappelli, gli otri di vino gettati nell’arena, tutto questo viene all’uomo che tiene la posizione, e per il toro che cerca di impedirglielo. Abbi paura, ma non cedere.
Robbins, Operazione Cittadella

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Vecchio 10-02-2006, 13.23.09   #44 (permalink)
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Dunque a noi non spetta regnare e far politica. Noi siamo specialisti nell'indagine, nella misura, nell'analisi, siamo chiamati a custodire e vagliare costantemente tutti gli alfabeti, gli abbachi e i metodi, siamo i verifìcatori dei pesi e delle misure spirituali. Certo siamo anche molte altre cose, all'occasione possiamo essere innovatori, scopritori, avventurieri, conquistatori e interpreti, ma la nostra prima e più alta funzione, per la quale il popolo ha bisogno di noi e ci mantiene, è la pulizia di tutte le fonti del sapere. Nel commercio, nella politica, il vendere lucciole per lanterne può essere talvolta un merito geniale, tra noi invece non lo è mai.
In precedenti agitati periodi, nelle così dette "grandi" epoche, durante guerre e rivoluzioni, si pretendeva che gli intellettuali s'inserissero nella politica. [...]
Va da se che una simile pretesa è inammissibile. [...]
Quanto maggiore è la cultura di un uomo, quanto più ampi i suoi privilegi, tanto più grandi devono essere, nel momento del bisogno, i suoi sacrifici: noi speriamo che un giorno queste cose saranno ovvie per tutti i castalii. Ma se anche siamo disposti a sacrificare il nostro benessere, la comodità e la vita al popolo in pericolo, non vuol dire che si sia pronti a sacrificare lo spirito stesso, la tradizione e la morale della nostra spiritualità agli interessi del giorno, del popolo o dei generali. Vigliacco chi si sottrae alle fatiche, ai sacrifici e ai pericoli che il suo popolo deve affrontare, ma non meno vigliacco e traditore chi vien meno ai principi della vita spirituale per amore di interessi materiali, chi, per esempio, è disposto a lasciare ai potenti la decisione su quanto faccia due per due. Sacrificare il senso della verità, l'onestà intellettuale, l'osservanza delle leggi e dei metodi dello spirito a qualunque altro credo, anche a quello patriottico, è tradimento. Quando, nel conflitto di interessi e frasi fatte, la verità corre il rischio di essere svalutata, svisata e violentata come l'individuo, come il linguaggio, come le arti e ogni cosa organica e genialmente coltivata, il nostro unico dovere è quello di reagire e di salvare la verità, cioè l'aspirazione alla verità che è il nostro credo supremo.
Il Giuoco delle perle di vetro di Hermann Hesse
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Vecchio 10-02-2006, 15.12.24   #45 (permalink)
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L'aria della camera gli ghiacciò le spalle. Si allungò con attenzione sotto le coperte accanto alla moglie. Uno a uno stavano diventando tutti delle ombre. Meglio passare all'altro mondo con coraggio e audacia, nel pieno della gloria e della passione piuttosto che scivolare sugli anni e avvizzire squallidamente. Pensò alla moglie, a tutto quel tempo che era passato con quel ricordo: gli occhi del ragazzo al quale non interessava vivere.
Gli occhi di Gabriel si riempirono di lacrime. Non aveva mai sentito nulla di simile per una donna ma sapeva che quel sentimento doveva essere amore. Le lacrime si fecero sempre più fitte e nell'oscurità parziale di quella stanza immaginò di vedere la figura di un giovane in piedi sotto un albero gocciolante. Altre figure gli erano accanto. La sua anima si era avvicinata ai luoghi dove hanno la loro dimora le vaste schiere dei morti. Era cosciente di ciò ma impossibilitato ad afferrare quella loro esistenza illusoria e tremolante. La sua stessa identità stava lentamente scivolando verso un mondo grigio e impalpabile: il mondo solido, la realtà che quei morti un tempo avevano abitato andava rimpicciolendosi via via, dissolvendosi.
Un lieve battito sul vetro. Gabriel si voltò verso la finestra. Aveva ricominciato a nevicare. Assonnato guardò i fiocchi, argentei e scuri, che cadevano obliqui sul lampione. Era venuto il tempo per lui di mettersi in cammino verso Occidente. Sì, i giornali non sbagliavano: neve su tutta l'Irlanda. Cadeva sulle pianure centrali, sulle colline senza alberi, soffice cadeva sul Bog of Allen e più oltre, a Occidente, soffice cadeva sulle acque in tumulto dello Shannon. Cadeva anche su quel solitario cimitero di campagna dove era sepolto Michael Furey. Si posava formando mucchi sulle croci sbilenche, sulle lapidi, sulle punte del piccolo cancello, sui cespugli brulli. Sentì la propria anima svanire al sottofondo della neve che lentamente cadeva attraverso tutto l'universo, della neve che lentamente cadeva, come la discesa della loro fine estrema, su tutti i vivi, su tutti i morti.
"I morti".Da "Gente di Dublino",di James Joyce

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Vecchio 15-02-2006, 21.16.43   #46 (permalink)
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Io ti ho amato, André, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.
Alessandro Baricco - Oceano Mare
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Vecchio 16-02-2006, 16.56.20   #47 (permalink)
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Oooh bello questo up! Mi ero dimenticato questo thread.




Citazione:
Sono queste le parole che urlavo quando, tre ore dopo, mi trovarono accoccolato sul cadavere semidivorato del capitano Norrys, col mio gatto che minacciava di squarciarmi la gola con gli artigli. Hanno fatto saltare Exham Priory, hanno portato via Nigger-Man e mi hanno rinchiuso in questa stanza ad Hanwell, mormorando cose spaventose sulle mi esperienze ereditarie. Thornton si trova nella cella accanto, ma non mi permettono di parlargli. Stanno cercando di occultare tutte le prove di ciò che è avvenuto nell'antico ex-monastero. Quando parlo del povero Norrys mi accusano di cose orribili, ma devono sapere che non sono stato io a farle. Devono sapere che sono stati i topi, i topi veloci ed inafferrabili il cui trepestio non mi farà più dormire; i topi diabolici che continuano a precipitarsi dietro le pareti imbottite della cella e vogliono guidarmi verso orrori più grandi di quelli che ho mai conosciuto; i topi che essi non sentiranno mai: i topi, i topi nel muro.
Howard Philips Lovecraft - I topi nel muro - 1923

And the heavens shall tremble
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Vecchio 17-02-2006, 18.27.46   #48 (permalink)
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Citazione:
Dust of my dust,
And dust with my dust,
O, child who died as you entered the world,
Dead with my death!
Not knowing
Breath, though you tried so hard,
With a heart that beat when you lived with me,
And stopped when you left me for Life.
It is well, my child.
For you never traveled
The long, long way that begins with school days,
When little fingers blur under the tears
That fall on the crooked letters.
And the earliest wound, when a little mate
Leaves you alone for another;
And sickness, and the face of
Fear by the bed;
The death of a father or mother;
Or shame for them, or poverty;
The maiden sorrow of school days ended;
And eyeless Nature that makes you drink
From the cup of Love, though you know it's poisoned;
To whom would your flower-face have been lifted?
Botanist, weakling?
Cry of what blood to yours?--
Pure or foul, for it makes no matter,
It's blood that calls to our blood.
And then your children -- oh, what might they be?
And what your sorrow?
Child! Child
Death is better than Life.
"Elizabeth Childers".Da "Antologia di Spoon River",di Edgar Lee Masters

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Vecchio 23-02-2006, 22.57.16   #49 (permalink)
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E' possibile quotare fumetti?
All'ideatore del topic e al Mod l'ardua sentenza. Per ora:


Citazione:
Un' esplosione che spazza via tutti questi anni grigi ed opachi tra ora e la notte di fuoco in cui fu mia. Sarà mia per sempre. La mia guerriera. La mia valchiria. Sarà mia per sempre. Per sempre e mai.
Frank Miller, Sin City - Un'abbuffata di morte

"Il sesso è come un quadro di Picasso: devi essere speciale per amarlo." Mario
"È vero che avere un figlio ti cambia la vita. Sì, ma in meglio." Sempre Mario
"Conosco ogni centimetro di questa cella. Questa cella conosce ogni centimetro di me. Tranne uno." A. Moore
"Se leggere non è il tuo forte fanne il tuo debole." Corvorosso.it
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Vecchio 23-02-2006, 23.58.25   #50 (permalink)
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Citazione:
C'era una volta un re che aveva una moglie che amava più della sua stessa vita.
Più della sua stessa vita. Non è un semplice modo di dire. Ascoltate...
Un giorno, al palazzo giunse un santo uomo. Era magro come uno spaventapasseri, la sua barba bianco perla, la sua pelle scura e rugosa, come legno bruciato dal sole.
Chiese di vedere il re.
Le guardie gli impedirono di entrare, al che lui trasse un coltello dalla fascia sui fianchi e, con un colpo secco, si recise la mano destra.
Le guardie rimasero attonite a quello spettacolo, ancor più quando realizzarono di non aver visto sangue sgorgare dal suo polso.
Il santo uomo raccolse la sua mano, che correva nella polvere muovendosi a scatti come uno scorpione, e con gesto mistico la risaldò nuovamente al suo polso.
Magicamente, era di nuovo integro.
"Ora",disse, "portatemi dal vostro re".
E loro lo fecero.
"Luce degli dei sulla terra", cominciò, "come puoi vedere, io sono un santo uomo. Attraverso prove immaginabili, processi alchemici e preghiere, ho ottenuto questo frutto. In apparenza sembra avere la natura di un fico e di una mela insieme.
Invece, è il frutto della vita e chiunque lo mangi vivrà in eterno".
"Perchè non lo mangi tu?" chiese il re, che non era affatto sciocco.
"Per tre ragioni. Primo, sono ormai vecchio: l'immortalità dovrebbe essere concessa ai giovani e in buona salute; Secondo, desidero rimanere all'interno della ruota karmica della morte e della rinascita, per la ricompensa e della rinascita, per la ricompensa finale di qualcosa di più grande della semplice vita eterna."
"E terzo?"
"Terzo, ho troppa paura per provarci io."
"Come posso essere sicuro" chiese il re, "che non è veleno? Che non mi stai ingannando?"
Il vecchio si fece portare una mangusta e le diede da mangiare un sottilissimo spicchio del frutto.
Poi chiese che fosse acceso un fuoco e vi gettò dentro l'animale.
Quando il fuoco si spense, il re vide la mangusta che si dimenava, illesa dalle fiamme.
Allora il re seppe che l'uomo diceva la verità e prese il frutto ringraziandolo.
Ordinò che gli fosse dato dell'oro, ma il santo uomo rifiutò e andò per la sua strada.
Il principe valutò il dono dell'immortalità.
Egli aveva una moglie che amava, come ho detto, più della sua stessa vita: quindi, decise che quel dono avrebbe dovuto riceverlo lei.
Quella notte tenne fede al suo proposito e diede alla moglie il frutto della vita.
Ma sua moglie era infedele come tutte le donne e aveva un amante, il capitano delle guardie del palazzo.
E quella notte, poichè lo amava, diede a lui il frutto della vita.
Nella città c'era una prostituta... non una di strada, ma una cortigiana come ne esistevano a quei tempi... di cui il capitano era infatuato e i cui favori comprava con gioielli, oro e argento che rubava la regina.
Ella era molto bella ma non era sicura del frutto e della sua provenienza, e desiderosa di una ricompensa terrena si recò di fretta alla reggia.
Dove offrì il frutto al re.
Egli lo prese e, dopo che gli fu spiegato come l'aveva avuto, ordinò che fosse ricompensata.
Poi si fece condurre la regina e il suo amante e li fece giustiziare, senza tortura, perchè l'aveva amata più della sua stessa vita.
Indossò i vestiti del più povero mendicante del suo regno e, nominato suo fratello sucessore, lasciò il palazzo.
Mangiò il frutto ed entrò nel rukh, abbandonò la città senza essere più visto.
Neil Gaiman, Sandman - La locanda alla fine dei mondi



I bold ed il corsivo sono dell'autore

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Ultima modifica di Eowyn. : 26-03-2006 alle ore 12.59.43
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Vecchio 26-03-2006, 12.53.25   #51 (permalink)
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Un ruggito di dolore e di rabbia si alzava sulla città, e rintronava incessante, ossessivo, spazzando qualsiasi altro suono, scandendo la grande menzogna. Zi, zi, zi! Vive, vive, vive! Un ruggito che non aveva nulla di umano. Infatti non si alzava da esseri umani, creature con due braccia e due gambe e un pensiero proprio, si alzava da una bestia mostruosa e senza pensiero, la folla, la piovra che a mezzogiorno, incrostata di pugni chiusi, di volti distorti, di bocche contratte, aveva invaso la piazza della cattedrale ortodossa poi allungato i tentacoli nelle strade adiacenti intasandole, sommergendole con l'implacabilità della lava che nel suo straripare divora ogni ostacolo, assordandole con il suo zi, zi, zi. Sottrarsene era illusione.
Oriana Fallaci, Un uomo (incipit)

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Vecchio 27-03-2006, 13.40.27   #52 (permalink)
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Citazione:
Quando un bambino gioca solo sul prato,
arriva il compagno che mai visto è stato.
Quando bambini stanno lieti tra i fiori,
l'Amico dei Bimbi dal bosco vien fuori.


Nessuno lo ha udito,e di certo il ritratto,
poiché non lo ha visto,nessuno gli ha fatto.
Ma in casa o all'aperto è senz'altro presente
quando il bambino ha tutta al gioco la mente.


Sta tra gli alberi,scorrazza sul prato,
canta se il bimbo col flauto ha suonato.
Se sei felice,e il perchè tu lo ignori,
l'Amico dei Bimbi allora vien fuori.


Ama esser piccolo,non di grande formato,
ché sta nelle buche che tu stesso hai scavato.
Stai coi soldati di piombo giocando?
Lui è l'alleato con cui stai trionfando.


E quando la notte ti spinge al tuo letto,
è lui che ti mette la pace nel petto.
E ovunque riponi i tuoi balocchi,
è lui che li veglia,né mai chiude gli occhi.
"Il compagno di giochi invisibile" da "Un giardino di versi",di Robert Louis Stevenson.

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Vecchio 28-03-2006, 22.50.29   #53 (permalink)
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Attenzione!
Quella che segue è la "Lettera di Valerie" che nel racconto ha un ruolo fondamentale.
A vostro rischio e pericolo leggerla (sempre che pensiate di leggere dopo il fumetto)
Citazione:
"Non so chi sei. Ti prego di credermi. Non c'è modo di convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi importa. Io sono io, e non so chi sei tu, ma ti amo. Ho una matita, piccola, che non hanno trovato. Sono una donna. Me la sono nascosta dentro. Forse non potrò più scrivere, e questa è una lunga lettera sulla mia vita. È l'unica autobiografia che mai scriverò e Dio mio la sto scrivendo sulla carta igienica.
Sono nata a Nottingham, nel 1957, e pioveva sempre. Passai l'esame di ammissione e andai al classico femminile. Volevo fare l'attrice. Conobbi la mia prima ragazza a scuola. Si chiamava Sara. Aveva 14 anni ed io 15, ma eravamo tutte e due nella classe di Miss Watson. I suoi polsi. Quanto erano belli i suoi polsi.
Sedevo nell'aula di biologia e fissavo il feto di coniglio nel barattolo, mentre Mr. Hind diceva che era una fase adolescenziale che la gente superava... Sara la superò, io no.
Nel 1976 smisi di fingere e portai a casa una ragazza di nome Christine per farla conoscere ai miei. Una settimana dopo andai a Londra, e mi iscrissi all’accademia. Mia madre diceva che le avevo spezzato il cuore…
… Ma era importante la mia integrità. È tanto da egoisti? Si vende per così poco, ma è tutto ciò che ci resta qui dentro. È il nostro ultimo centimetro.
… Ma in quel centimetro siamo liberi.
Londra. Ero felice a Londra. Nel 1981 ebbi la parte di Dandini nella Cenerentola. Il mio primo lavoro di repertorio. Il mondo era strano e attivo e intenso, con pubblici invisibili dietro i riflettori roventi e quel fascino che ti toglie il fiato. Era eccitante e solitario. La sera andavo a Gateways o in un altro pub, ma ero riservata e non facevo subito conoscenza. Frequentai quell’ambiente, ma non mi ci sono mai sentita a mio agio. Tante di loro volevano solo essere gay. Era la loro vita, la loro ambizione, il loro unico argomento. E io volevo altro.
Il lavoro andò meglio. Ebbi piccoli ruoli cinematografici, poi ruoli più grossi. Nel 1986 fui la protagonista di “Pianure di sale”. Conquistò molti premi, ma non il pubblico.
Conobbi Ruth lavorando su quel film. Ci amavamo. Vivevamo insieme, e il giorno di S. Valentino mi mandava le rose e, Dio mio, quante cose avevamo. Furono i tre anni migliori della mia vita.
Nel 1988 ci fu la guerra… e dopo non ci furono più rose.
Per nessuno.
Nel 1992, dopo il cambio al Governo, iniziarono a fare retate di gay. Presero Ruth mentre era in cerca di cibo. Perché hanno tanta paura di noi? La bruciarono con le sigarette e la costrinsero a fare il mio nome. Lei firmò una dichiarazione in cui diceva che l’avevo sedotta.
Non gliene feci una colpa. Dio. La amavo. Non gliene feci una colpa.
Ma lei sì.
Si uccise in cella. Non poteva vivere dopo avermi tradito, dopo aver rinunciato a quell’ultimo centimetro. Oh Ruth.
Sono venuti a prendermi. Mi hanno detto che i miei film sarebbero stati bruciati. Mi hanno rasata a zero, poi hanno spinto la mia testa in un water e hanno fatto battute sulle lesbiche.
Mi hanno portata qui e mi hanno dato dei farmaci. Non sento neanche più la lingua. Non riesco a parlare. L’altra omosessuale, Rita, è morta due settimane fa. Immagino che morirò presto. Strano che la mia vita debba finire in un posto tanto terribile, ma per tre anni ho avuto rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui. Morirà ogni centimetro di me.
Tranne uno.
Uno.
È piccolo ed è fragile ed è l’unica cosa al mondo per cui valga la pena vivere. Non dobbiamo mai perderlo, o venderlo, o darlo via. Non dobbiamo mai permettere che ce lo tolgano.
Non so chi sei, né se sei uomo o donna. Forse non ti vedrò mai. Non ti abbraccerò, né piangerò con te, né mi ubriacherò mai con te.
Ma ti amo.
Spero che tu scappi da qui. Spero che il mondo cambi e che le cose migliorino, e che un giorno la gente abbia di nuovo le rose.
Vorrei baciarti.
Valerie"



Conosco ogni centimetro di questa cella.
Questa cella conosce ogni centimetro di me.
Tranne uno.
Alan Moore, V for Vendetta

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Ultima modifica di Eowyn. : 02-09-2010 alle ore 21.56.01
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Vecchio 02-04-2006, 13.02.57   #54 (permalink)
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Voi poeti avete fatto dell'amore un'immensa impostura: quello che ci tocca in sorte sembra sempre meno bello delle vostre rime baciate come due bocche una sull'altra. Eppure quale altro nome dare a questa fiamma che resuscita come la Fenice dalla propria fiamma, a questo bisogno di ritrovare la sera il volto e il corpo che abbiamo lasciato al mattino? Giacché certi corpi, fratello Enrico, sono rinfrescanti come l'acqua, e sarebbe bello chiedersi come mai i più ardenti sono quelli che rinfrescano di più.
L'opera al nero
Marguerite Yourcenar
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Vecchio 25-08-2006, 18.02.43   #55 (permalink)
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Predefinito Sull'Invidia

Citazione:
Non c'è nulla che non desti l'invidia altrui. Salute, buona reputazione, serenità, riposo! E il più delle volte per stupidità, per ignoranza, per ristrettezza mentale, e, a sentir quanto dicono, con le migliori intenzioni... Qualche volta sono tentato dal pregarli in ginocchio di non essere così bestialmente crudeli con i loro stessi cuori.
Johann Wolfgang von Goethe, I dolori del giovane Werther

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Vecchio 17-09-2006, 13.15.03   #56 (permalink)
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Predefinito

Citazione:
SAFFO: E tu perchè hai cercato il mare, Britomarti - tu che eri ninfa?
BRITOMARTI: Non l'ho cercato, il mare. Io vivevo sui monti. E fuggivo sotto la luna, inseguita da non so che mortale. Tu, Saffo, non conosci i nostri boschi, altissimi, a strapiombo sul mare. Spiccai il salto, per salvarmi.
SAFFO: E perchè poi, salvarti?
BRITOMARTI: Per sfuggirgli, per essere io. Perchè dovevo, Saffo.

Citazione:
SAFFO: Non invidio nessuno. Io ho voluto morire. Essere un'altra non mi basta. Se non posso esser Saffo, preferisco essere nulla.

Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò.

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Ultima modifica di Eowyn. : 17-09-2006 alle ore 14.16.13
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Vecchio 09-12-2006, 21.35.06   #57 (permalink)
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Sono un uomo malato...Sono un uomo cattivo.Un uomo sgradevole.Credo di avere mal di fegato.Del resto,non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro.Non mi curo e non mi sono mai curato,anche se rispetto la medicina e i dottori.Oltretutto sono anche estremamente superstizioso;bè,almeno abbastanza da rispettare la medicina.(Sono abbastanza colto per non essere superstizioso,ma lo sono).Nossignori,non voglio curarmi per cattiveria.Ecco,probabilmente voi questo non lo capirete.Bè,io invece lo capisco.Io,s'intende,non saprei spiegarvi a chi esattamente faccia dispetto in questo caso con la mia cattiveria;so perfettamente che neppure ai medici potro' "farla" non curandomi da loro;so meglio di chiunque altro che con tutto cio'nuocero' unicamente a me stesso e a nessun altro.E tuttavia, se non mi curo, è per cattiveria.Il fegato mi fa male,e allora avanti,che faccia ancor piu' male !
Fedor Dostoevskij -Memorie dal Sottosuolo -incipit

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Vecchio 10-12-2006, 01.43.06   #58 (permalink)
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Amici, questo è tempo di pulizie e noi stiamo svendendo tutti i nostri silenziosi Ubik elettrici a prezzi davvero ridicoli. Abbiamo gettato da parte il listino prezzi. E ricordate: ogni Ubik della nostra partita è stato usato secondo le istruzioni."
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Il miglior modo di chiedere una birra è chiedere ad alta voce Ubik. Ottenuta da luppolo selezionato, acqua di prima scelta, invecchiata lentamente per un aroma perfetto, Ubik è in tutta la nazione la birra migliore. Prodotta solo a Cleveland.
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"Se avete problemi economici di qualsiasi natura, fate una visita all'impiegata della Ubik Risparmi e Prestiti. Lei cancellerà ogni preoccupazione dai vostri debiti. Supponiamo, per esempio, che voi prendiate in prestito cinquantanove postcrediti in un prestito consolidato. Dunque, gli interessi..."
Philip K.Dick-Ubik

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Vecchio 10-12-2006, 03.26.10   #59 (permalink)
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ora l'inverno del nostro scontento
è reso estate gloriosa da questo sole di york,
e tutte le nuvole che incombevano minacciose
sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo
dell'oceano.ora le nostre fronti sono cinte di
ghirlande di vittoria,le nostre armi malconcie appese
come trofei,le nostre aspre sortite mutati in lieti incontri,
le nostre marce tremende in misure deliziose di danza.
la guerra dal volto grifagno ha spianato la fronte corrugata,
e ora,invece di montare destrieri corazzati per atterrire le
anime di nemici impauriti ,saltella agilmente nella camera
di una signora al suono seducente di un liuto.
ma io che non fui fatto per tali svaghi ,
ne fatto per corteggiare uno specchio amoroso;
io che sono di stampo rozzo e manco della maestà d'amore
con la quale pavoneggiarmi davanti a una frivola ninfa
ancheggiante ,io sono privo di ogni bella proporzione,
frodato nei lineamenti dalla natura ingannatrice,
deforme,incompiuto,spedito prima del tempo in questo mondo
che respira,finito a metà,e questa cosi' storpia e brutta
che i cani mi abbaiano quando zoppicco accanto a loro,
ebbene io ,in questo fiacco e flautato tempo di pace ,
non ho altro piacere con cui passare il tempo se non
quello di spiare la mia ombra nel sole e commentare
la mia deformità.
perciò non potendo fare l'amante
per occupare questi giorni belli ed eloquenti,sono
deciso a dimostrarmi una canaglia e a odiare gli oziosi
piaceri dei nostri tempi.ho teso trappole ,ho scritto
prologhi infidi con profezie da ubriachi ,libelli e
sogni per spingere mio fratello clarence e il re a
odiarsi l’uno contro l’altro mortalmente;
e se re Edoardo è giusto e onesto quanto io sono astuto
falso e traditore , oggi Clarence dovrebbe essere imprigionato
grazie a una profezia che dice che “G” sara’ l’assassino degli
eredi di Edoardo.Tuffatevi pensieri intorno alla mia anima,ecco Clarence
W.Shakespeare - Riccardo III - Prologo

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Vecchio 11-12-2006, 00.46.15   #60 (permalink)
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Tu non sei memorabile. Sei la marionetta, la bambola, la coperta di Linus contaminata col vaiolo: una delle molte. Ricordiamo Cortes il conquistatore, ma non una delle sue coperte intrise di vaiolo, dispensate ai Maya per sterminare i loro sistemi immunitari. Erano sistemi immunitari alieni, sensibili ai bacilli a cui noi europei avevamo fatto il callo. In più disponevamo della tecnologia del ferro. Molti animali domestici sprigionavano per noi, in Eurasia, una forza lavoro che non aveva pari nel resto del pianeta. Gli indigeni sudamericani sfruttavano lama e alpaca: troppo poco. Il vaiolo proveniva per mutazione da una malattia dei cammelli. Gli imperatori di Atahualpa e Montezuma non poterono nulla. Il novantacinque per cento della popolazione autoctona fu sterminata da vaiolo e morbillo, decine di milioni di unità, geograficamente distribuite secondo un’asse continentale verticale – molti climi diversi, dunque. Noi europei sfruttammo l’asse continentale: orizzontale, l’Eurasia dispone di un clima pressoché unico, il che significa uno sviluppo armonico delle specie animali e vegetali, al contrario degli indios. La maggiore parte delle malattie epidemiche può svilupparsi soltanto in aree urbane densamente popolate. Vecchia tradizione europea. I suoi cafarnao. da noi, allatta i suoi piccoli e avvelena chi beve de La sua melma fatta anima. La grande meretrice è qui il suo latte. E’ interessante notare come l’unico animale addomesticato nell’Africa subsahariana fosse un uccello: la faraona. Se rinoceronti e ippopotami fossero stati addomesticabili, la culla del mondo sarebbe stata la vagina dentata africana, all’assalto dei territori idioti europei, avendo la possibilità di sviluppare tecnologia grazie al potenziale di forza lavoro offerto da quelle due sorprendenti e colossali specie!
La storia non è andata come tramandano i trattati. La storia ce la si dimentica continuamente. Ricordiamo per salti. Siamo una specie adrenalinica, drogata, spettatrice, allucinatoria. Alluciniamo. Perdiamo di continuo la coerenza della catena causale. Inventiamo miti, di continuo. La nostra memoria procede per salti bruschi, dislivelli, balzi quantici. Ricordiamo come allucina chi è sotto acido lisergico. E’ memorabile ciò che per un attimo o per ere diventa psicosi, ossessione, compulsione. La realtà ci sfugge nonostante ne siamo stati testimoni.
Giuseppe Genna - L'anno Luce -
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