Aggiornamento sulla situazione degli sviluppatori di Arma 3 detenuti in Grecia  18

E' tutto un grande e assurdo malinteso, dicono

Una nuova email inviata da Ota Vrťátko di Bohemia Interactive ci aggiorna sulla situazione dei due sviluppatori di ArmA 3 detenuti in Grecia con l'accusa di spionaggio militare.

Vrťátko è andato di persona a Mytilene, dove si trovano attualmente Ivan Buchta e Martin Pezlar e ha parlato con questi e con l'avvocato, che peraltro sta collaborando attivamente alle attività di indagine da parte delle autorità greche. Dal punto di vista degli sviluppatori, tutta la faccenda è un'enorme e increscioso malinteso: entrambi ribadiscono di essere andati sull'isola di Lemnos esclusivamente in vacanza, ispirati dal lavoro effettuato sulla medesima isola all'interno di Arma III, ma hanno ribadito di non essere mai entrati o di essersi avvicinati ad alcuna struttura militare.

Le prove fotografiche e video su cui stanno indagando non riportano nulla di strano, a detta degli sviluppatori e dell'avvocato, trattandosi di immagini comuni e prettamente turistiche. L'unico elemento che può essere controverso è una ripresa dell'aeroporto internazionale di Lemnos, del quale si vedono alcune strutture ma riprese di lontano, e comunque sullo sfondo rispetto a soggetti comuni e pubblici che si vedono nel video. In ogni caso, il lavoro svolto sull'isola in questione per Arma III ha una base realistica ma rappresenta una reinterpretazione ambientata in un ipotetico 2035, con lo scenario rimodellato per poter rientrare in tale visione futuristica e ai fini del gioco. Dunque non c'è nessuna vera installazione militare riprodotta nel gioco, dice Bohemia Interactive, e l'isola è peraltro riscalata a solo il 75% della sua estensione completa.

Il team di sviluppo si augura dunque che tutto si risolva per il meglio, una volta che le reali intenzioni dei due vengano confermate. Nel frattempo viene diffuso un messaggio da parte loro: "Le condizioni sono dure, ma le persone che incontriamo ci trattano bene e correttamente. E' tutto un completo e assurdo malinteso che certamente verrà spiegato presto. Pensiamo soprattutto a voi, le nostre famiglie; dovete restare tranquilli e non preoccuparvi per noi. Speriamo di vederci presto".