Miyamoto e Tezuka rispondono alle grandi domande su Mario  27

I retroscena dell'icona videoludica

GameInformer ha pubblicato un'interessante intervista a Shigeru Miyamoto e Takashi Tezuka incentrata sul personaggio di Mario e il mondo a questi legato, svelando finalmente alcuni grandi quesiti che non ci facevano dormire la notte.

Per esempio, veniamo a sapere che il cognome di Mario è "Mario": la questione è infatti legata al famigerato film cinematografico del 1993, per il quale, in una scena, era necessario trovare un cognome per il personaggio. Trattandosi di "Mario Bros.", è venuto naturale per i responsabili del film pensare che il cognome fosse "Mario", e dunque il nome completo è diventato Mario Mario e Luigi Mario. "Quando lo venni a sapere mi feci una gran risata", ha detto Miyamoto, "ma venne veramente inserito nel film", tuttavia, spiega il creatore del personaggio, come per Mickey Mouse, Mario non ha proprio un cognome.

Veniamo poi a sapere che i Koopalings di Super Mario Bros. 3 non sono in verità i figli di Bowser, cosa che svela il mistero sull'identità di Bowser Jr. In verità solo quest'ultimo è figlio di Bowser, ma la madre è sconosciuta. Un'altra questione sollevata riguarda lo strano fatto dei Chargin' Chuck: nemici vestiti in divisa da football americano ma che lanciano palline da baseball. I due designer hanno spiegato che si è trattato di una soluzione per variare le tipologie di attacco: ci sono infatti quelli che lanciano palle da football e quelli che si dedicano alle palle da baseball, per rendere il tutto meno prevedibile. Un'altra bizzarra domanda ma dall'interessante risposta è quella che riguarda il colore dei capelli di Mario, avendo questi sopracciglia e baffi neri ma capelli castani. Miyamoto e Tekuza hanno spiegato che Mario non si tinge i capelli, ma la questione deriva anche da una soluzione tecnica: inizialmente il numero di colori utilizzabile era limitato a rosso, blu, bianco e nero, poi intorno a Super Mario Bros. 3 la cosa è cambiata. Disegnando il personaggio, tuttavia, era molto più semplice rendere i baffi come delle estensioni del profilo del naso, mantenendo dunque il colore nero, ma per dare un tono e far risaltare la testa del protagonista venne adottato il marrone per i capelli.

Infine, un'altra domanda fondamentale: Mario è stato un idraulico, un dottore, un arbitro e un atleta olimpionico, tra le altre cose, come mai una persona che ha il titolo di medico continua comunque a fare il carpentiere? "E' un tipo da tuta blu, un operaio a cui piace lavorare duro e ha una natura sicuramente più fisica", ha spiegato Miyamoto, "forse il dottore è un ruolo poco credibile per lui".

Fonte: GameInformer