Retroscena sulla chiusura di Lionhead: secondo una nostra fonte i problemi erano nell'aria già da mesi  31

Domani pubblicheremo un approfondimento su tutta la faccenda

A quanto pare la chiusura di Lionhead, arrivata come un fulmine a ciel sereno nella comunità dei videogiocatori, era in realtà nell'aria. Noi abbiamo scovato un piccolo retroscena sull'intera faccenda. Una nostra fonte, che è voluta rimanere anonima, ci ha raccontato di aver svolto un colloquio di lavoro presso gli studi di Lionhead negli scorsi mesi, osservando cose che si spiegano solo alla luce degli eventi di oggi.

Ci ha infatti detto che tutte le offerte lavorative erano con formula a contratto e non "permanent" (sarebbe il nostro tempo indeterminato), fatto poco abituale negli studi in buona salute che invece mirano ad assumere sviluppatori per tenerli (non tutti, ma molti sì).

Un altro indizio sul cattivo stato di salute di Lionhead era una delle posizioni lavorative aperte: il tech lead. Si tratta di una figura determinante nello sviluppo di un qualsiasi videogioco tripla A, che solitamente si assume all'inizio del processo produttivo, non alla fine. Il fatto che quello precedente fosse andato via a gioco (Fable Legends) non ancora lanciato, era sembrato strano alla nostra fonte, che già all'epoca aveva subodorato problemi. Certo, come noi non poteva immaginare che si sarebbe arrivati alla chiusura definitiva dello studio e alla cancellazione del gioco.

Comunque vi annunciamo che domani pubblicheremo un approfondimento dedicato all'intera faccenda, che ovviamente ha colpito enormemente l'intera comunità videoludica, soprattutto quella Xbox.