Sea of ThievesPer limitare l'anarchia, Sea of Thieves stimola la collaborazione tra i giocatori più che impedirne la competizione 

Rare, alle prese con la natura selvaggia dei videogiocatori, ha studiato varie soluzioni per evitare l'eccessiva anarchia piratesca

Può sembrare strano ma uno dei punti su cui Rare si è trovata maggiormente in difficoltà nell'organizzazione di Sea of Thieves è stato il cercare di regolamentare in qualche maniera le interazioni tra i giocatori, nell'ottica del "grande impatto" fornito dalla presenza degli altri utenti nel mondo di gioco, effettivamente un po' troppo tendente all'anarchia piratesca.

A dire il vero tutto rientra in una visione molto piratesca del mondo: trattandosi di un vasto mondo condiviso online ed essendo il gioco basato sulla libertà d'azione, spesso e volentieri i giocatori si trovavano ad agire troppo da pirati e poco da utenti e collaboratori. Come spiegato ad AusGamer, anche nei test condotti internamente da Rare spesso le missioni in cooperativa si concludevano con uno scontro a tradimento tra i componenti di una stessa ciurma per il controllo del bottino alla fine di una quest, a dimostrazione della natura selvaggia del videogiocatore in contesto piratesco.

Sebbene questo faccia parte del gioco, quando si ha a che fare con il libero arbitrio, Rare non voleva che Sea of Thieves fosse troppo punitivo, tipo DayZ o EVE Online. Per impedire l'eccessiva competizione interna, o le uccisioni a tradimento, gli sviluppatori hanno pensato a diversi metodi, compresa inizialmente la rimozione del fuoco amico, a quanto pare poi reinserito. Alla fine Rare ha optato per una soluzione positiva, ovvero incentivare la collaborazione tra i giocatori con ricompense più ricche e vari premi in ambito sociale nel mondo di gioco, che dovrebbero bastare a porre un freno all'anarchia dilagante, almeno nelle intenzioni.
Per limitare l'anarchia, Sea of Thieves stimola la collaborazione tra i giocatori più che impedirne la competizione

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