Per Peter Moore di Electronic Arts il futuro delle conferenze videoludiche è incerto  22

Moore dice la sua sull'evidente crisi di contenuti della GamesCom 2016

Ce ne siamo accorti un po' tutti: la GamesCom 2016 sembra rappresentare un punto di stallo per la fiera tedesca, viste le numerose defezioni che hanno portato all'assenza di vere e proprie conferenze da parte dei maggiori attori del mercato, ma la questione viene messa nero su bianco da Peter Moore di Electronic Arts, in una nuova intervista pubblicata da Eurogamer.net.

"Chiedete a chiunque in fiera quest'anno alla GamesCom e saranno probabilmente d'accordo, lo show quest'anno sembra un po' diverso", ha affermato, "ci sono stati un paio di annunci nuovi, sicuro, ma molto di quanto mostrato qui a Colonia è piuttosto familiare, un po' riscaldato". Ovviamente la mancanza maggiore è proprio quella delle conferenza, con Sony, Microsoft e Nintendo in particolare a risultare quasi totalmente assenti, se non con i prodotti e le postazioni negli stand.

"Nintendo non ha effettuato il Direct, mentre i publisher third party come Ubisoft e Activision si sono accontentati di far semplicemente provare i giochi mostrati all'E3 al pubblico", ha riferito Moore, "la GamesCom 2016 arriva in un momento strano, appena dopo la fuoriuscita globale di informazioni dell'E3 e troppo presto per includere le grandi presentazioni delle console con PlayStation 4 Neo e NX".

Tuttavia, secondo Moore la questione prende una piega più ampia: "È anche indicativa di una tendenza generalizzata dei publisher di voler stabilire un contatto diretto con la stampa o di avvicinarsi agli influencer dei social media o al pubblico direttamente", cosa che mette effettivamente in crisi il significato stesso di fiere come E3 e GamesCom. Anche la conferenza EA alla GamesCom 2016 è indicativa di questa tendenza, con una sorta di streaming atipico fatto di pochi annunci e varie spiegazioni e gameplay.

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