Le pubblicità di No Man's Sky sono state davvero ingannevoli?  238

No Man's Sky continua a far discutere

No Man's Sky ha diviso letteralmente la comunità dei giocatori, facendo registrare picchi incredibili di popolarità e d'insuccesso. Chi lo odia con tutto se stesso si considera una povera e inconsapevole vittima dell'hype, creato ad arte da pubblicità e interviste ingannevoli, in cui venivano suggerite caratteristiche che non sono infine presenti nel gioco.

In Inghilterra le lamentele hanno raggiunto l'Advertising Standards Authority, compagnia che si occupa proprio di questioni legali inerenti le pubblicità, che ha iniziato a compiere indagini sul gioco di Hello Games.

In particolare pare che si stia concentrando sugli screenshot della pagina Steam, non indicativi di ciò che c'è nel prodotto finale.

Sotto accusa due immagini in particolare che mostrano fazioni e grosse astronavi. Si tratta di due caratteristiche tagliate dal gioco finito. Insomma, Hello Games corre il rischio di incappare in altre beghe legali, dopo quelle legate al nome del gioco e all'algoritmo di generazione dell'universo (quest'ultimo risolto senza tribunali).

Il problema di tutta questa storia è che la natura stessa delle lamentele. La verità è che è poco il materiale promozionale che faccia fede di quelli che saranno i contenuti dei giochi. Gli screenshot che arrivano al pubblico sono quasi sempre realizzati con accorgimenti che li rendono il più spettacolari possibili, senza però rappresentare quello che giocheremo veramente.

Pensate a tutte quelle immagini con personaggi in posa che fanno cose incredibili, oppure a quelle inquadrature che non mostrano mai il punto di vista che effettivamente assumeremo nel gioco. Trailer e immagini promozionali vengono utilizzate per creare emotività intorno a un titolo, ossia contengono dei segni convenzionali che suggeriscono certi elementi e un certo bagaglio culturale, senza fare necessariamente fede del prodotto finito.

Di esempi fattibili ce ne sono innumerevoli e la verità è che non si tratta nemmeno di una pratica troppo recente.

Nel libro "Terrible Old Games You've Probably Never Heard Of", un contributo di un certo Mentski racconta della delusione per la versione ZX Spectrum di Outrun (siamo a metà anni ottanta), rivelatasi molto diversa da quella apparsa sulla riviste in fase di anteprime: "Non era il gioco che avevano pubblicizzato. Voglio dire, gli somigliava, ma era differente. Gli sprite enormi? Non c'erano. Tutto, a parte l'auto, era stato ridotto del 50%. Le palme sembravano dei bonsai e gli enormi camion erano alti più o meno come la Ferrari Testarossa. La strada era confusionaria e poco definita... e peggio di tutto era il senso di velocità."

Insomma, non stiamo parlando di una storia recente: è da sempre così. Piaccia o meno, il pubblico ama il falso sopra a ogni cosa e lo adora anche quando ha tutti gli strumenti per riconoscerlo. Oltretutto non impara mai, che è un bel vantaggio per gli addetti al marketing. Una sanzione a No Man's Sky potrebbe rappresentare un precedente importante. Il vantaggio per i giocatori sarebbe sicuramente una riduzione sensibile di materiale falso diramato, il rischio invece è che molti sviluppatori non potranno più parlare dei loro giochi in anticipo, per non incappare in qualche querela nel caso in cui problemi di sviluppo gli abbiano imposto di tagliare qualche caratteristica.