PlayStation VR e gli altri visori possono portare a un'epidemia di problemi alla vista, secondo un oculista inglese  80

Ancora prima del lancio, parte il dibattito sui presunti effetti deleteri dei visori a realtà virtuale

Con PlayStation VR destinato ad arrivare sul mercato il 13 ottobre 2016, il mondo si sta preparando all'invasione della realtà virtuale, visto che in molti guardano all'headset Sony come primo vero ariete della tecnologia sul grande pubblico e l'enorme diffusione di PlayStation 4 nel mondo.

Non potevano mancare ovviamente gli apocalittici del virtuale, e l'argomento dei problemi dal punto di vista sanitario potrebbe essere un buon cavallo di battaglia per questi ultimi, considerando che in effetti una certa base di realtà vi si trova anche. Il Mirror online, per esempio, ha pubblicato un lungo articolo di approfondimento con il dottor David Allamby, chirurgo specializzato in oftalmologia, che ha messo in guardia sui rischi legati all'utilizzo di PlayStation VR, ma ovviamente da estendere a tutti i visori a realtà virtuale.

Si tratta in verità di questioni note per chi ha seguito l'affermazione della realtà virtuale in ambito videoludico, che tuttavia possono sembrare particolarmente inquietanti per il pubblico generalista. L'oculista in questione ha parlato infatti della possibilità che l'utilizzo prolungato della VR possa provocare o peggiorare la miopia, data dalla necessità degli occhi di adattare la messa a fuoco su punti molto ravvicinati, i problemi legati allo sviluppo corretto dell'occhio se questo non passa abbastanza tempo alla luce del sole e la possibilità che l'utilizzo intenso possa alimentare i problemi di dry eye, ovvero la secchezza degli occhi che deriva da una sollecitazione intensa di questi e da una non corretta idratazione attraverso il battito delle ciglia, che effettivamente tende a diminuire nelle situazioni di stress e attenzione richieste dai videogiochi.

A tutto questo, l'articolo aggiunge anche il problema della nausea legata al motion sickness che può derivare dalle incongruenze tra i movimenti mostrati all'interno del visore e quelli del giocatore. Insomma, ce n'è abbastanza per alimentare a dovere il sempreverde dibattito sui mali causati dai videogiochi, che ora possono annoverare anche nuove patologie grazie alla realtà virtuale, e siamo solo all'inizio.