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Phil Spencer ha ragione: perché la grafica dei videogiochi non ci stupisce più?

Il problema è solo relativo allo sviluppo o coinvolge anche il modo in cui percepiamo il mondo?

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   03/11/2016

Oggi Phil Spencer ha fatto delle affermazioni davvero interessanti sul 4K e sulla minore portata delle novità introdotte con l'ultima generazione di macchine da gioco rispetto alle precedenti. Invero si è trattato di parole davvero sincere, poco abituali per questa industria. Rileggiamole:

"Sono stato in Xbox fin dal primo modello e ricordo il passaggio dalla bassa all'alta definzione. Ricordo di aver visto il primo Gears of War, il primo gioco che vidi su un hardware 360 pre-release e capii che si trattava di qualcosa di nuovo. La prima volta che vi sarà capitato di vedere un evento sportivo in HD avrete pensato la stessa cosa."

"Una delle sfide di questa generazione è che il salto da 360 a Xbox One, o da PlayStation 3 a PlayStation 4, è visibile su schermo ma non allo stesso livello. Non è come la transizione da 2D a 3D o da SD a HD. È necessario essere più vicini per comprendere e apprezzare il contenuto, perché i titoli conclusivi della generazione 360 sono ottimi."

"I giochi 4K appaiono chiaramente meglio, ma non si coglie quella differenza che era possibile vedere nel passaggio da SD a HD, o da 2D a 3D. Per l'HDR è la stessa cosa: amo il modo in cui i film e i giochi appaiono in HDR, ma non credo che la trasformazione sia analoga a quella che abbiamo vissuto con i precedenti salti generazionali".

Parlando della minore portata del 4K rispetto al passaggio dalla bassa all'alta risoluzione, Spencer ha introdotto un tema importante, che molti lamentano da tempo, seppure implicitamente: questa generazione di macchine da gioco non sta stupendo tecnicamente come fatto da quelle precedenti.

Non stiamo dicendo che manchino dei giochi graficamente belli, perché sarebbe falso, ma solo che rispetto alle transizioni vissute in passato, l'ultima, e quella che si appresta ad avvenire con la standardizzazione del 4K, non stanno producendo lo stesso livello di stupore.

I motivi sono molteplici. Il più evidente è che molte delle novità che vengono introdotte su console si sono già viste su PC. Il passaggio generazionale è diventato quindi molto più sfumato. Se pensiamo a ciò che accadeva prima, il quadro diventa ancora più chiaro: fino alla generazione Xbox 360 e PlayStation 3 il lancio delle nuove console ha sempre significa un salto tecnologico in avanti notevole. Le console uscivano e i PC per un anno o due gli stavano dietro, quindi le raggiungevano e le superavano, per poi essere sorpassati ancora dalle nuove macchine.

La rincorsa continua tra i due mondi, che s'incontravano con molta meno frequenza di quanto accade oggi, produceva una forte spinta all'innovazione che si traduceva in titoli più belli di quelli della generazione passata. Con il passaggio da Xbox 360/PlayStation 3 a Xbox One/PlayStation 4 il salto c'è stato, ma si è visto molto meno. Le due console sono uscite già indietro rispetto ai PC di fascia alta.

Dal punto di vista tecnologico, invece, abbiamo avuto un leggero aumento della risoluzione e uno più marcato nei dettagli, visto che a livello di costruzione dei mondi virtuali per ora non è possibile fare molto di più. Il problema è che, come nota Spencer, per osservare i dettagli bisogna avvicinarsi all'immagine, ossia bisogna compiere un'azione poco usuale, che non fa parte della fruizione tipica che si fa dei videogiochi su console.

Per inciso: tra texture più definite ed effetti più elaborati, i videogiochi attuali sono molto più complessi di quelli della generazione precedente, ma è una complessità che non risalta se non con un'analisi specifica. Provate soltanto a confrontare un sistema di illuminazione di un gioco della passata generazione con uno di un titolo più moderno e scoprirete un salto in avanti notevole. Solo che, appunto, dovete fermare il gioco e mettervi a fare un confronto sui dettagli per rendervene completamente conto.

Non si tratta di una questione da poco, perché coinvolge il modo in cui percepiamo la realtà. Se ci fate caso osservando per la prima volta un ambiente reale non ne noterete tutti i dettagli, ma il vostro cervello produrrà un'immagine generale, notando magari alcuni elementi più evidenti (per forma, colore e così via). Solo fermandovi ed esplorando inizierete a notare i particolari di ciò che vi circonda.

Con i videogiochi sta avvenendo lo stesso e il passaggio al 4K non aiuterà in tal senso, perché non coinvolge la visione generale (purtroppo si tratta di un argomento molto complesso, ce ne rendiamo conto... magari possiamo approfondirlo in uno speciale dedicato). Con questo non vogliamo dire che il 4K non migliora la resa grafica, perché sarebbe una falsità, solo che, come ha notato Spencer, non è il caso di attendersi miracoli perché non ce ne saranno.