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Facebook chiude Oculus Story Studio, un'altra mattonata in faccia alla VR

La VR non morirà, ma probabilmente i videogiochi non saranno più il suo focus

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/05/2017

Ultimamente vanno moltiplicandosi i segnali sulla crisi dei visori VR, almeno in ambito videoludico (e non solo), interessante tecnologia che non è riuscita ad affermarsi sul mercato come sperato da alcuni. Ormai sono pochi quelli che ci credono ancora, nonostante si moltiplichino le notizie negative, tra assenze assordanti, dirigenti che saltano, e investimenti che saltano.

L'ultima tegola caduta sulla testa della VR, più che altro una vera e propria mattonata in pieno volto, è arrivata questa notte, con l'annuncio da parte di Oculus VR, per voce di Jason Rubin, della chiusura dell'appena fondato (aveva un anno) Oculus Story Studio, che si stava dedicando alla creazione di contenuti specifici per i visori Oculus Rift e Samsung Gear VR (film interattivi con visione a 360°). Da adesso Facebook commissionerà esternamente contenuti di questo tipo.

Rubin ha dichiarato che con la crescita della comunità di registi e sviluppatori che si occupano di arte narrativa per la VR, Oculus può concentrarsi sullo sviluppo dell'hardware per risolvere i problemi ancora insoluti. Comunque i progetti third party continueranno a essere sovvenzionati, come già avvenuto l'anno scorso per titoli come Robo Recall, Rock Band VR e Wilson's Heart, oltre che per esperienze come Through the Ages di Felix & Paul e Follow My Lead. Rimane il fatto che Facebook esce di fatto dal business della produzione di contenuti, diminuendo il suo coinvolgimento finanziario nel settore di cui è uno dei maggiori attori.