La Corte di Cassazione dà ragione a Nintendo nella causa contro PC Box  32

Sentenza definitiva contro la vendita di R4 e modifiche per Wii

La causa fra Nintendo e l'azienda italiana PC Box va avanti ormai da diversi anni, ma la Corte di Cassazione si è pronunciata in maniera definitiva sulla questione, dando ragione alla casa nipponica. Riportiamo di seguito il comunicato rilasciato da Nintendo.

Nintendo è lieta di annunciare la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione contro due soggetti che importavano e vendevano flashcard e modchip progettati per aggirare le misure di sicurezza, impostate da Nintendo, per proteggere le sue console dalla pirateria. La sentenza fa seguito ad altre simili emesse per questo percorso giudiziario dai tribunali di primo e secondo grado, la prima nel 2014 e quella della Corte D'Appello nel 2015.

Questa sentenza definitiva emessa dalla Corte di Cassazione, insieme ad importanti decisioni come quella ottenuta davanti alla sezione specializzata per la proprietà industriale ed intellettuale del Tribunale di Milano, stabilisce fermamente che trattare dispositivi illegali che facilitano il gioco con videogiochi non autorizzati è un reato penale e un illecito civile per la legge italiana e i rivenditori potrebbero incorrere in condanne penali, sanzioni e risarcimenti significativi.

Nintendo continuerà ad intraprendere azioni legali contro coloro che trattano questi dispositivi anche nell'interesse degli sviluppatori di terze parti che creano videogiochi per le piattaforme Nintendo.

Nintendo consiglia ai suoi clienti di non sovvenzionare la pirateria acquistando o rivendendo tali dispositivi.