Anche per il PEGI le casse con bottino casuale non sono equiparabili al gioco d'azzardo  36

Dopo l'ESRB, un altro ente di classificazione prende posizione sulla questione

Dopo l'ESRB, anche l'ente di classificazione dei videogiochi europeo, il PEGI, ha preso posizione sulla natura delle casse con premi casuali acquistabili con soldi veri. In un'intervista con Eurogamer.net ha quindi risposto alla domanda sul loro essere equiparabili o meno al gioco d'azzardo.

La risposta, data da Dirk Bosmans, è molto simile a quella dell'ente americano: "Le casse premio non sono considerabili gioco d'azzardo perché si ottiene sempre qualcosa quando le si acquista, anche se non è ciò che si sperava. Per questo motivo l'inclusione di casse premio non comporta l'equiparazione ai giochi d'azzardo sulla confezione."

Insomma, niente descrittore PEGI per i vari Battlefront II e L'Ombra della Guerra, perché serve a mettere sull'avviso di contenuti che insegnino o incoraggino al gioco d'azzardo. Bosmans ha anche aggiunto che: "Non spetta al PEGI decidere se qualcosa è da considerarsi o meno gioco d'azzardo, ma alle leggi nazionali sulla materia. Se qualcosa è considerato gioco d'azzardo deve seguire delle regole che comportano diverse conseguenze sulla compagnia che lo produce." Insomma, il PEGI applica il descrittore del gioco d'azzardo solo a quei prodotti che simulano ciò che viene considerato gioco d'azzardo dalle leggi: "Se il PEGI classificasse qualcosa come gioco d'azzardo, pur se non fosse considerato tale dal punto di vista legale, creerebbe solo confusione."