Il Comitato Internazionale Olimpico apre le porte agli eSport: "i videogiochi sono attività sportiva"  99

Porte aperte all'introduzione degli eSport nel movimento olimpico

Abbiamo avuto segni dell'accresciuta importanza dell'eSport anche durante la recente Gamescom 2017, ma l'apertura giunta nelle ore scorse da parte del CIO è storica.

All'interno di un comunicato stampa inviato al termine di un summit del Comitato Internazionale Olimpico a Losanna, i videogiochi sono stati presi in considerazione in maniera ufficiale per la prima volta, ottenendo il riconoscimento dello status di attività sportiva. "Gli e-sports competitivi", si legge nel comunicato del CIO, "possono essere considerati un'attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un'intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali".

Si tratta di un primo passo verso un riconoscimento totale che sembra comunque ormai alla portata per le attività sportive videoludiche, che per essere completamente incluse nel movimento olimpico dovranno ovviamente rispettare i valori olimpici, dotarsi di di strutture per i controlli antidoping e la repressione di fenomeni come le scommesse. Lo stesso CIO insieme alle varie associazioni internazionali sportive auspica comunque che vi sia "un dialogo con l'industria videoludica per esplorare maggiormente quest'area e le possibilità che offre".

Considerando la forte crescita degli eSport e la quantità di giovani che questi coinvolgono in molti paesi, l'idea è che questi possano rappresentare una piattaforma per un coinvolgimento del movimento olimpico. D'altra parte, nonostante la posizione apertamente contraria del presidente Thomas Bach, la discussione su un possibile ingresso degli eSport già all'interno delle prossime Olimpiadi era già stata presa in discussione dagli organizzatori di Parigi 2024, notando anche la loro presenza nei Giochi Asiatici del 2018 in Indonesia.