321 Studios sotto l'assedio di tre giganti  0

321 Studios sotto l'assedio di tre giganti

Atari, Electronic Arts e Vivendi Universal Games contro 321 Studios. Questo sarà lo scontro (descritto nei particolari in questo articolo) che avrà come scenario la corte federale di New York, alla quale i colossi videoludici si sono rivolti per dipanare una matassa che al momento sembra peggio del nodo gordiano. Pietra dello scandalo è un software creato appunto da 321 Studios, il Games X Copy, che permette di creare copie di videogames originali: ovviamente le tre case produttrici si appellano all'inviolabilità del copyright, inviolabilità che è messa in pericolo dall'esistenza stessa di un programma come quello appena descritto.
A difesa di 321 Studios è sceso in campo il fondatore nonchè attuale presidente Robert Moore, affermando (com'era prevedibile) che il Games X Copy serve soltanto a creare copie di backup di giochi che un utente già possiede, a suo esclusivo uso e consumo.
E qui nasce il dilemma: quanto la legge può impedire ad una software house di commercializzare un programma che, soltanto facendo un processo alle intenzioni di chi lo usa, potrebbe essere tacciato di illegalità? E, guardandola dall'altro punto di vista, acquistare un gioco dà automaticamente il diritto di poterne creare una copia?
Non è certo facile rispondere a entrambe le domande, dato che contemporaneamente sono messe in discussione la pericolosità di un simile programma (che, se funzionasse con la maggior parte dei titoli in commercio, doterebbe la pirateria di un altro potente e per giunta legalizzato strumento per i traffici che tutti conosciamo) e la libertà di una software house di pubblicare i propri prodotti. In una situazione come questa è quanto mai appropriato ricorrere all'allegoria del cane che si morde la coda, toccherà al giudice federale l'arduo (e diciamolo, l'ingrato) compito di mettergli un guinzaglio, sempre stando attenti a non creare precedenti pericolosi...