Niente World of Warcraft: TBC per i cinesi  9

Il governo ha detto no

Il China's General Administration of Press and Publications (GAPP), ossia l'organo che sovrintende e controlla stampa e pubblicazioni su territorio cinese ha proibito a NetEase di accettare sottoscrizioni nuove o correnti alla versione locale di World of Warcraft: The Burning Crusade, per le quali aveva raggiunto un accordo con Blizzard. Dopo lunghi contenziosi e riadattamenti del gioco per poterlo conformare alle regolamentazioni locali, che erano poi sfociate finalmente nella sua pubblicazione, arriva adesso il nuovo alt governativo che definisce "comportamento illegale" proprio il procedimento di fidelizzazione degli utenti al gioco espanso. L'accordo del 30 luglio che permetteva infatti il varo del beta testing del gioco sul territorio comprendeva il divieto di addebitare agli utenti alcun genere di pagamento o in ogni caso di accettare nuove iscrizioni, pratiche che invece NetEase aveva avviato autonomamente dal 19 di settembre, senza averne ricevuto autorizzazione. Resta ora da vedere quale sarà al risposta di Blizzard nei confronti del suo licenziatario.