Multiplayer.itGossip e curiosità della settimana passata 

Il mestiere dell'inciucio

Avete qualcosa di meglio da leggere in questo weekend? Siamo sicuri di si, in effetti, ma lo stesso non riusciamo a resistere alla tentazione di allietarvi i prossimi dieci minuti parlandovi di un po' di notizie di costume che forse, durante la settimana impegnata da scuola per gli studenti e lavoro per i lavoratori sono passate un po' più indifferenti. Tanto per rilassarci un po' e, magari, farci due risate. Gossip e curiosità della settimana passata Anche se non c'è sempre da ridere, in effetti. Non sempre, ma se ce lo permettete sicuramente nel caso delle dichiarazioni del presidente venezuelano Hugo Chavez un paio di risate ce le siamo concesse, anche se con un retrogusto amaro che ha un po' avvelenato il divertimento. Mai quanto il veleno che secondo Chavez sembra trasudare dai videogiochi comunemente definiti "PlayStation" (eh... l'informazione). "Alcuni giochi ti insegnano ad uccidere", dice Chavez, rivelando che in realtà tutto il suo disappunto non deriva da titoli polemizzati per la loro violenza intrinseca come GTA o Call of Duty, ma più per il giochino probabilmente diffuso in rete in cui lui è protagonista e noi lo dobbiamo uccidere. Probabilmente un gioco in flash. Insomma, per Chavez la "PlayStation" è veleno e porta i bambini a percorrere la capitalistica strada per l'inferno. Ogni titolo che bombardi le città o anche solamente bombardi qualcosa è sostanzialmente visto da Chavez come il "seme della violenza", piantato per permettere, più tardi, di vendere armi ai bambini che, una volta diventati adulti, avranno visto germinare in loro la pianta della violenza e della guerra. Essi, non dimentichiamo, "promuovono il bisogno di sigarette, alcohol e droghe in modo da poterli vendere. Si chiama capitalismo, la strada per l'inferno". Beh, per carità, magari è anche vero... e se ci riflettiamo certamente una parte di ragione possiamo anche dargliela. E' inevitabile, infatti, che le culture occidentali sfruttino qualsiasi media per inserire messaggi commerciali rivolti al pubblico, che sia sotto forma di ad pubblicitari o messaggi di tendenza. Ma che addirittura si tratti della via della perdizione ci sembra un po' eccessivo. E dichiarato con toni tanto esaltati diventa davvero difficile da prendere sul serio. Però sarebbe interessante farci un videogioco, che ne pensate? In fondo l'Inferno di Dante potrebbe farsi strada fra lattine di Coca Cola e pacchetti di Marlboro. E i gironi dei moderni inferni potrebbero essere pieni di cartelloni pubblicitari.

Ma veniamo a cose un filino più leggere ed esenti da (melo)drammi di alcun genere. In Russia il successo di World of Warcraft non deve essere sfuggito ai pubblicitari, che hanno avuto la bella idea di trarre ispirazione (che a noi sembra palese) dal trailer di Wrath of the Lich King per girare lo spot di un profumo. O deodorante. Non si capisce bene, per il russo ci stiamo attrezzando. In ogni caso lo spot in questione ci sembra davvero, davvero, davvero troppo somigliante per poter essere solo una coincidenza. D'altra parte anche il Lich King avrà bisogno di profumarsi le ascelle, no? Con tutta quella gente che gli va a rompere le scatole per una stupida spadina...
Insomma, qui in calce vi inseriamo la pubblicità in questione. Un po' gaiosetta, anche, se ce lo permettete, chissà Arthas cosa ne penserebbe. Qui, invece, il trailer del Lich King di Blizzard, se volete rispolverarvi la memoria.


E per concludere, dopo avervi trifolato le scatole con Chavez e fatto alzare le sopracciglia con i prodotti russi e le loro pubblicità, non riusciamo proprio a fare a meno di proporvi un'immagine che ci ha fatto ridere, intenerire, e poi ancora ridere. Non c'entra nulla con i videogiochi, lo sappiamo benissimo. Ma per quanto ci riguarda è LA foto della settimana. Ecco a voi, in tutto il suo splendore, Bronson! No, non Charles Bronson. Ma il povero labrador nero che porta il nome del giustiziere della notte e che in questa foto appare in effetti piuttosto sconsolato e a dir la verità anche un pochino perplesso. Il cane di dieci anni è stato infatti scelto da un serpente inopportuno per fare da supporto per dondolarsi un poco. Nel giardino di casa, in Australia, il cane è rimasto immobile ubbidendo all'ordine del suo padrone e salvandosi così dall'attacco del rettile che, con tutto comodo, ha smesso di fargli da sciarpetta per il naso e se n'è andato a far quello che fanno i serpenti, quel che sia. Eccolo a voi, in tutto il suo tenero sconcerto, mentre vi diamo appuntamento alla prossima settimana:
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