ValveI DRM danneggiano il valore dei giochi, secondo Newell 

Meglio toglierli o diminuirli

Gabe Newell è uno abituato a dire le cose fuori dai denti, senza farsi troppi problemi, e l'abbiamo visto bene in svariate situazioni, nelle quali il pezzo grosso (in più sensi) di Valve ha espresso la sua opinione senza mezzi termini.

In questo caso, dal palco della GDC 2010, Newell ha detto la sua su un argomento che negli ultimi anni ha dato da parlare parecchio, in particolare l'utenza videoludica: la presenza dei DRM.

Questi sistemi di sicurezza, che nelle intenzioni dovrebbero fornire strumenti ai publisher per armarsi contro la pirateria dilagante, spesso si traducono in un sacco di problemi soprattutto per coloro che effettivamente comprano i giochi originali, costretti a sottostare a limitanti richieste da parte del sistema. Gabe Newell, raccolto il suo Pioneer Award assegnatogli in occasione della GDC, ha riportato la sua visione di "intrattenimento come servizio", un principio che in Valve spinge gli sviluppatori a fare il possibile per rendere il più confortevole possibile l'esperienza videoludica per i giocatori e che ad esempio evita il crearsi di inconvenienti come "i problemi di DRM che di fatto diminuiscono il valore di un prodotto d'intrattenimento". Sembra una dichiarazione d'intenti dalla parte del consumatore, visti gli ultimi accadimenti in quel di Ubisoft, in particolare riguardanti Assassin's Creed II, e speriamo che l'idea venga raccolta da tutti. D'altra parte, anche Valve non è stata sempre indenne da problematiche simili ma è evidente che il problema ora è al centro dell'attenzione anche per gli sviluppatori.
I DRM danneggiano il valore dei giochi, secondo Newell

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