Halo: Reach è il "triste addio" di Bungie  78

Un "lavoro d'amore"

La passione infusa nello sviluppo di Halo, da parte di Bungie, è cosa nota, così come l'attaccamento del team di sviluppo per la propria base di fan, ai quali ha sempre proposto i vari capitoli della serie come prodotti emersi da un processo di amorevole costruzione, da giocatori per giocatori.

Per questo, l'abbandono della serie da parte del team non poteva essere una cosa spensierata: Joseph Tung di Bungie, durante la dimostrazione a porte chiuse all'E3 2010, l'ha definito un "triste addio". Ovviamente, il "triste" non si riferisce alla qualità di Halo: Reach, che anzi sulle spalle della nostalgia e dell'amore per la serie ha spinto gli sviluppatori a dare il meglio e forgiare un capitolo che sicuramente rimarrà nella memoria di tutti gli appassionati, a partire dalla particolare sequenza spaziale a bordo della navicella Saber mostrata durante la conferenza Microsoft.

"Il team è estremamente orgoglioso del gioco. C'è sempre qualcosa che resta tagliato fuori, ma credo comunque che si sia riusciti a mettere dentro tutto quanto c'era di fondamentale e caratteristico all'interno di questo capitolo". Halo: Reach sarà caratterizzato dal medesimo supporto intensivo offerto da Bungie per gli altri capitoli anche a distanza dal loro rilascio sul mercato, e "il numero delle sue caratteristiche peculiari sarà generalmente superiore a quanto visto in qualsiasi altro nostro gioco", ha detto ancora Tung a Eurogamer.net.