Il capo di Activision su West, Zampella e Tim Schafer  0

Difesa a 360 gradi

Bobby Kotick dice la sua in un'intervista a Edge riguardo agli eventi più amari che hanno portato recentemente alla separazione da gli ex-Infinity Ward Vince Zampella e Jason West e all'allontanamento di Tim Schafer, tutti sviluppatori poi finiti alla corte dell'acerrima nemica Electronic Arts.

Kotick si difende in entrambi i casi. Per quanto riguarda Zampella e West,si è detto impressionato dal comportamento tenuto da due persone che lui reputava amici, che poi hanno tenuto comportamenti assolutamente fuori dalla norma. "Non mi sarei mai aspettato che potessero fare cose simili, siamo una compagnia pubblica, abbia un'etica e le cose che hanno fatto... sarei andato in prigione se le avessi fatte io", sostiene nell'intervista Kotick. "Non si possono usare la compagnia e i suoi mezzi per ottenere benefici personali, non è permesso", e così l'unica soluzione è stata il licenziamento. Il capo di Activision ha inoltre affermato di essere sempre stato a conoscenza del fatto che tale licenziamento avrebbe portato ad un esodo in massa degli impiegati di Infinity Ward, ma si è detto fiducioso della buona riuscita del team, in ogni caso.

Anche per quanto riguarda Tim Schafer, altra polemica celebre che ha portato ad un divorzio e poi al collegamento con EA, Kotick difende la propria scelta di aver eliminato il progetto Brutal Legend. Per l'occasione, Schafer non ha certo risparmiato commenti caustici nei confronti del capo di Activision, soprattutto dopo che il publisher in questione ha cercato di bloccare la commercializzazione del gioco action-rock per cause legali collegate all'utilizzo dell'IP. "Non l'ho mai conosciuto direttamente", ha detto Kotick su Schafer, rispondendo alle accuse di essere una "testa di cavolo" (traducendo con un eufemismo) mosse dallo sviluppatore. "Non ho avuto parte attiva nella questione Vivendi-Brutal Legend tranne il fatto di prendere atto di quanto affermato dal consiglio di amministrazione, il quale ha fatto notare come il gioco fosse in ritardo, al di fuori di ogni scadenza, con un budget superiore a quanto stabilito e non propriamente di ottima qualità". In seguito a questo, il gioco è stato cancellato. Inoltre, sulla citazione più volte riportata del voler "eliminare il divertimento dallo sviluppo videoludico", Kotick sostiene di essere stato travisato. "Questo è il lavoro dei miei sogni", ha detto, "gioco da quando avevo 18 anni, avrei potuto comprare un'altra compagnia e invece ho preso un'azienda in bancarotta e l'ho portata avanti per 21 anni. Questa cosa che non sono appassionato di videogiochi è assurda".