Un marine non ha apprezzato l'Afghanistan di Medal of Honor  11

Il giudizio di un testimone

Continuano le critiche da parte del mondo militare al nuovo Medal of Honor di Electronic Arts, sebbene stavolta il commento arrivi da un singolo soggetto e non si tratti dunque di un coro di disapprovazioni come accaduto in precedenza per l'affaire che ha portato alla rimozione della fazione dei talebani.

Adesso è il marine veterano della guerra in Iraq Benjamin Busch ad esprimere tutti i suoi dubbi sul gioco: "onestamente non apprezzo che Medal of Honor mostri la guerra in Afghanistan adesso, perché - anche se sotto forma di finzione - rende equivalente la guerra al piacere del gioco", ha spiegato Busch sul sito NPR.

Certo, praticamente tutti i giochi di guerra effettuano la stessa cosa, ma secondo Busch la rappresentazione dell'Afghanistan risulta qui particolarmente fuorviante in quanto Medal of Honor si propone il realismo assoluto come obiettivo, cosa che ovviamente non può centrare per la sua necessità di risultare anche divertente, causando una spettacolarizzazione della guerra che risulta diseducativa, specialmente considerando che si tratta di una guerra attualmente in corso. La rimozione della fazione talebana, inoltre, ha reso le cose ancora peggiori: "eliminare la rappresentazione di un nemico è come imporre il nazionalismo sulle necessità dell'intrattenimento", sostiene il marine, allontanando ancora di più il realismo dalla semplice mercificazione della guerra attualmente in corso in Afghanistan. Insomma, "the real thing" è ben altra cosa rispetto a quanto i videogiochi possono mostrare, tant'è che di "medaglie all'onore" dall'inizio dell'invasione in Afghanistan ne sono state assegnate "solo otto. Tutte tranne una sono state insignite postume".