BlurAncora sulla chiusura di Bizarre: il caso Blur 

Una serie di sfortunati eventi

L'ex-Bizarre Gareth Wilson, recentemente passato a Sumo Digital, ha raccontato qualche retroscena degli sfortunati eventi che hanno portato alla chiusura del glorioso team inglese, illustrando tra l'altro l'esempio di Blur.

In generale, spiega Wilson, ci troviamo in un periodo in cui è difficile far emergere un nuovo IP: a questo stadio del ciclo vitale delle console i giochi sono in gran parte fatti e considerando anche la crisi generale gli utenti preferiscono spendere soldi in prodotti che già conoscono e di cui si fidano.

Inoltre, la tempistica era decisamente sbagliata, lanciando Blur direttamente contro a Split/Second e ModNation Racers, tanto per fare due esempi del medesimo periodo. Il gioco alla fine ha venduto 31.000 unità nel primo mese in USA, sebbene i dati siano stati raccolti in un brevissimo periodo di commercializzazione. Al giorno d'oggi, dice Wilson, i giochi spesso vendono milioni oppure faticano a coprire le spese, è difficile arrivare ad una via di mezzo soddisfacente e lo standard qualitativo in generale si è alzato, basta vedere quanti titoli hanno una media di votazioni superiore all'80 tra quelli usciti nel 2010.

Fonte: Eurogamer
Ancora sulla chiusura di Bizarre: il caso Blur

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