L.A. NoireArriva la difesa di Team Bondi 

Sarà veramente così terribile lavorare lì dentro?

A livello di fama, Team Bondi, nelle ultime settimane, non se la passa molto bene. Dopo il rilascio di L.A. Noire, che invero sta vendendo meglio del previsto, sono iniziati a piovere sul web i racconti degli ex dipendenti, che hanno descritto delle condizioni lavorative insostenibili, dovute soprattutto al caratteraccio e alla cattiva gestione del capo della società, Brendan McNamara.

A far crescere l'incendio ci ha pensato anche Rockstar che, nonostante il successo del titolo, ha deciso di non distribuire il prossimo gioco di Team Bondi facendo capire che durante lo sviluppo di L.A. Noire ci sono stati degli enormi problemi.

La prima difesa di peso dello sviluppatore australiano arriva dal lead gameplay programmer della società, Dave Heironymus, che ha difeso Team Bondi scrivendo una lettera a IGDA, lettera poi ripubblicata da Gamasutra, in cui afferma di non voler vedere Team Bondi distrutto da ex impiegati anonimi.

Heironymus, che dichiara di aver lavorato anche cento ore a settimana, ammette le lunghe ore di straordinario cui i dipendenti sono stati obbligati, ma afferma anche che non gli è mai stato chiesto di lavorare più di quanto abbia fatto la dirigenza stessa.

Comunque, Heironymus non reclama l'innocenza della società. Anzi, parlando dei problemi emersi, ha concluso la missiva dicendo che la dirigenza di Team Bondi sa che i tempi prolungati di crunch non sono ideali per lavorare e che sta imparando dai suoi errori.

Fonte: Joystiq

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