Condizioni infernali per i dipendenti di Gameloft?  49

Spuntano alcune testimonianze riguardanti la sede di Auckland, in Nuova Zelanda

Sappiamo bene che l'industria dei videogame, specie negli ultimi anni, è diventata estremamente competitiva. Dietro ogni singolo titolo in uscita si nasconde il lavoro di decine, talvolta centinaia di persone che, specie quando la scadenza per la pubblicazione si avvicina, sono spesso costrette a fare turni massacranti.

Chi pensava che lo sviluppo di mobile game potesse essere in qualche modo più rilassante, però, si sbagliava. Emergono infatti in questi giorni le testimonianze dei dipendenti di Gameloft, nella fattispecie quelli che lavorano nella sede di Auckland, in Nuova Zelanda.

Glenn Watson, ex programmatore per l'azienda francese, parla di turni che spesso iniziavano alle 9:30 del mattino e si protraevano fino alle 2:30 del mattino seguente, per un totale settimanale che arrivava anche a 100, 120 ore. Numeri confermati da altre persone che, però, hanno preferito rimanere anonime.

Tali condizioni altamente stressanti avrebbero innescato un circolo vizioso fatto di scarsi risultati e di altrettanti richiami ufficiali, scaturiti secondo Glenn in altri turni extra, specie in prossimità di importanti scadenze. "Erano le 11:30 di sera", racconta l'ex dipendente, "e tutto lo staff era al lavoro dalle 8:30 del mattino. Persino i nostri migliori programmatori iniziavano a perdere colpi. A quel punto sono andato dallo studio manager e dal producer, e ho detto loro 'Sentite, questi ragazzi iniziano a fare degli errori, sono stanchi, hanno bisogno di andare a casa'. Il producer mi rispose che serviva tutto lo staff al proprio posto, visto che le scadenze dovevano essere rispettate. In seguito ho scoperto che uno dei programmatori aveva lavorato per ventiquattro ore di fila."

Il report completo con le testimonianze di Glenn Watson può essere consultato cliccando sul link in calce. Al momento, Gameloft non ha rilasciato dichiarazioni.

Fonte: Games On Net