Arriva il primo videogioco interamente indiano, ed è subito polemica  31

Al di là del valore intrinseco di Hanuman: Boy Warrior, che francamente non si situa proprio su alti livelli, il gioco è interessante soprattutto per due motivi: il fatto che si considerato il primo videogioco interamente sviluppato in India, e che abbia subito suscitato delle polemiche da parte degli Hindu.
La questione - riportata da GamePolitics - è particolare però, perché a quanto pare a scagliarsi contro il gioco per ragioni strettamente religiose è stato un induista americano, leader della Universal Society of Hinduism anch'essa con base americana. L'oggetto della polemica è proprio il protagonista del gioco: Hanuman è una delle figure più importanti dell'induismo, nonché del poema epico indiano Ramayana, pertanto la sua presenza è controversa. In particolare, Rajan Zed, della società suddetta, sostiene che sia inaccettabile il fatto che tale personaggio possa essere controllato e manipolato dagli utenti, e che la sua presenza venga utilizzata per il profitto di una compagnia, pertanto è stata richiesta la rimozione del gioco (per PlayStation 2) da parte di Sony, che fa da publisher.
Decisamente più pratici e coerenti con l'ambito videoludico sembrano invece i siti indiani sui videogiochi che hanno preso in considerazione il gioco. Secondo quanto riportato da GamePolitics, questi si sono limitati a giudicare il prodotto dal punto di vista qualitativo, in certi casi scherzando anche sull'argomento religioso: "sì, Hanuman dovrebbe essere ritirato da Sony, ma non per questioni religiose, semplicemente perché il gioco è terribile. Da quando il gioco è uscito, siamo stati sicuri che qualche fondamentalista Hindu sarebbe comparso per condannare i videogiochi, ma è piuttosto divertente il fatto che in India praticamente nessuno si è interessato alla cosa", riporta ad esempio Gaming Indians.