BlackSnow contro Mythic: tirati in causa i diritti dei giocatori di MMORPG

Valerio Santinelli mi ha inoltrato qualche giorno fa una notizia particolarmente piccante e, direi quasi, problematica. Una notizia che avevo deciso di tenermi per oggi, considerata l'estrema povertà di news caratteristica di ogni domenica che si rispetti. Da quanto si legge su CamelotExchange, Mythic Entertainment, la software house alle spalle di Dark Age of Camelot, è stata citata in giudizio da BlackSnow Interactive, un gruppo di persone (sette per l'esattezza) che passano le proprie giornate giocando a svariati MMORPG (tra cui proprio DAoC) per poi rivendere oggetti, soldi e accounts, sui più importanti siti di aste online, come Ebay.
La causa tira in ballo alcuni problemi di anti-trust, copyright e strategie di competizione, vista e considerata la decisa presa di posizione di Mythic che vuole il blocco immediato di tutte le attività di BSI, che ha risposto proprio, con questo rinvio a giudizio. Secondo Lee Caldwell, Direttore delle Vendite di BlackSnow infatti, non è Mythic a possedere il tempo utilizzato da un giocatore nelle sue partite online ed è quindi illegale bloccare la vendita di oggetti o accounts creati e guadagnati personalmente, perchè non è Mythic a possedere il copyright del tempo di ogni giocatore, nè può decidere o bloccare il suo valore sul libero mercato.
Staremo a vedere come si evolverà la vicenda.

TI POTREBBE INTERESSARE