I licenziamenti portano scompiglio nella divisione Xbox giapponese

Nel mese di marzo la divisione nipponica di Xbox aveva ridotto la propria forza lavoro (all'epoca di 200 elementi) licenziando in tronco ben 34 dipendenti. I licenziamenti, avvenuti senza alcun preavviso, hanno portato parecchio scompiglio all'interno della divisione nipponica, tanto che il presidente di Microsoft Japan Shinichi Ada sarebbe intenzionato a rassegnare le dimissioni.
A rivelare la notizia è un articolo pubblicato sul Nikkei Keizai Shimbum. Secondo il quotidiano nipponico a suscitare le proteste dei trentaquattro dipendenti licenziati sarebbero stati i sistemi spicci utilizzati da Microsoft per il licenziamento, lontanissimi dalla cultura e dalle abitudini dei lavoratori giapponesi. Dopo aver radunato i duecento dipendenti in sala riunioni il management Microsoft ha comunicato che ci sarebbero stati dei licenziamenti a causa delle scarse vendite di Xbox in Giappone e che gli interessati ne avrebbero ricevuto comunicazione una volta tornati ai propri posti di lavoro. Tornati nei propri uffici i trentaquattro dipendenti licenziati hanno trovato una lettera di licenziamento e sono stati scortati fuori dagli uffici dalla security. A quanto pare ai dipendenti licenziati è stato proibito di usare persino i servizi se non accompagnati da un ex collega ancora regolarmente assunto.
Oltre alla metodologià utilizzata, l'approcio di Microsoft è stato ritenuto poco consono alle usanze nipponiche. Se è vero che ormai difficilmente le aziende giapponesi sono in grado di assicurare il posto fisso a vita è altrettanto vero che le aziende nipponiche, anche quando attraversano cattive acque, non licenziano mai i lavoratori più operosi finchè sono disponibili risorse finanziarie per mantenerli.

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