La ricetta di Valve contro la pirateria  29

Secondo Gabe Newell, cofondatore di Valve Corporation, il prezzo al dettaglio dei titoli PC sarebbe il più grande ostacolo alla loro competitività. Citando stime precise, secondo le quali le vendite di Left4Dead sarebbero cresciute del 3000% in seguito al recente taglio di prezzo (il titolo Valve è attualmente venduto a 24,9$, n.d.r.), il designer americano ha invitato la comunità degli sviluppatori ad attrezzarsi per saltare gli intermediari ed offrire al pubblico prezzi più competitivi.
L'occasione di dire la sua è stata fornita a Newell dal DICE 2009, summit attualmente in corso, durante il quale il managing director di Valve ha espresso idee interessanti in merito al fenomeno della pirateria, argomento perennemente all'ordine del giorno da quando ESA ha pubblicato il suo preoccupante "Rapporto Speciale 301".
Secondo il sito americano Gamasutra, Newell si sarebbe mostrato propenso a condividere la teoria "classica" secondo la quale la pirateria, e non il mercato console, rappresenti il principale antagonista del software videoludico PC. La diffusione di questo fenomeno, che su personal computer trova la sua piattaforma elettiva, unito alla sua imbattibile economicità, sarebbero secondo il designer statunitense le principali ragioni per cui un gioco originale PC, venduto a prezzo pieno, cioè a 50 euro/dollari, faticherebbe ad imporsi in questo mercato. Ma più che l'analisi del problema, ad interessare nel discorso di Newell è stata la possibile soluzione. Newell avrebbe infatti affermato con forza la necessità di pensare il videogioco come un servizio e non come un prodotto, continuando cioè a supportarlo dopo l'immissione sul mercato, con aggiornamenti più o meno gratuiti che ne accrescano il valore effettivo agli occhi dell'utente. Creando insomma un discrimine tra il prodotto piratato e quello originale, il cliente potenziale finirà per orientarsi su quest'ultimo, specie se ad attenderlo troverà un prezzo competitivo.
Parola di Gabe Newell.